Salvo Russo, presidente di Ance Sicilia: Energia, prezzi materiali alle stelle

Con il gasolio fino a 2,42 euro al litro e l’energia a 150 euro a MWh all’ingrosso schizzati alle stelle in Sicilia i prezzi dei materiali da costruzione Ance Sicilia: “Queste sono speculazioni e non c’è solo il caro-energia: avviare controlli e prevedere aiuti e compensazioni anche per questa categoria”…

Palermo – “Evidenti speculazioni sul prezzo del gasolio e del gas, che si riflettono su trasporti ed energia, fanno sì che le imprese edili siciliane stiano pagando un costo altissimo che richiede immediati aiuti”. Lo sostiene Salvo Russo, presidente di Ance Sicilia, ritenendo che “i carburanti e il metano che si stanno vendendo adesso risalgono a contratti e stoccaggi precedenti che nulla hanno a che fare con la guerra in Iran cominciata appena una settimana fa” e che “non si giustificano questi prezzi alle stelle”.

Dati alla mano, “nell’Isola rileviamo – dice Russo – un forte aumento del prezzo del gasolio, che ieri in Sicilia, secondo la rilevazione del Ministero delle Imprese, ha raggiunto 2,05 euro al litro al self service, ma con punte tra 2,10 e 2,20 lungo la rete autostradale e in un caso a 2,42 euro, con un incremento di quasi 1 euro al litro rispetto a prima della guerra, che ci avvicina pericolosamente alla soglia di 2,50 euro, a fronte di un aumento di appena il 10% del prezzo del petrolio da inizio anno, e che si traduce inevitabilmente in una maggiorazione del costo dei trasporti. Inoltre, ieri il gas al Ttf di Amsterdam ha chiuso a 50,9 euro a MWh, ma per contratti ‘future’ con scadenza a maggio 2026; eppure, secondo il monitoraggio quotidiano del Gme, già ieri il prezzo zonale dell’energia all’ingrosso (Pun Index) in Sicilia è stato di 151 euro a MWh, con punte di 222 euro, contro una media nazionale del Pun degli ultimi mesi di 115 euro. Gasolio, gas ed energia  incidono notevolmente sui costi di produzione dei materiali che più ci riguardano, come il ferro, l’acciaio, il cemento, il bitume e il polietilene, e le ditte fornitrici hanno dovuto trasferire questi maggiori oneri sui loro listini”.

Le imprese edili siciliane, impegnate nei cantieri  del “Pnrr” e delle altre infrastrutture pubbliche e nelle opere civili, che avevano impostato il lavoro su prezzari e preventivi fissati  da tanto tempo, nel giro di una settimana si sono così ritrovate a dovere fare fronte a improvvise impennate dei costi dei materiali, a partire da quelli derivati dal petrolio.

Come il bitume, che presenta queste variazioni: in Sicilia orientale emulsione +13,33% rispetto a febbraio, binder +6,94%, tappetino +4,27%, e le ditte fornitrici hanno già annunciato ulteriori aumenti di listino per la prossima settimana; in Sicilia occidentale il gas per confezionare il bitume  è cresciuto del 17,35% rispetto a febbraio, il gasolio del 6,27%, l’olio combustibile denso Btz del 50%, l’emulsione, il binder e il tappetino del 10-12%. Peggiore la situazione per i tubi in polietilene, con listini aumentati del 30%.

Conclude Salvo Russo: “Purtroppo gli effetti di queste speculazioni sulle materie prime sono già pesanti e incidono su tutta la filiera delle costruzioni. Senza un intervento urgente, le imprese siciliane saranno costrette a sopportare da sole gli effetti della guerra con pesanti conseguenze sulla tenuta del sistema e dell’occupazione.

Chiediamo con forza di avviare controlli anche  sui prezzi dei materiali da costruzione e di adottare uno strumento che, al pari di quello che si immagina di fare per le accise sui carburanti, sterilizzi l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione”.