Al Teatro Cometa Off IL CALCIO É ROBA DA FEMMINE

Sarà in scena dal 31 Marzo al 3 Aprile al Teatro Cometa Off IL CALCIO É ROBA DA FEMMINE, drammaturgia di Chiara Garbiero, regia di Massimiliano Vado, con Chiara Garbiero, Alessandra Campo, Giulia Losi, Andrea Casanova Moroni, Raffaele Filipponi, Alessandro Marasso, aiuto regia Alessia Setzu, scenografia Massimo Congiu.

In un’epoca inquieta e attraversata da frizioni profonde, non poteva mancare l’urgenza di esplorare scenicamente una delle più ostinate manchevolezze del nostro vivere civile: il maschilismo nella sua declinazione tossica e la violenza che ne deriva.

Il testo di Chiara Garbiero affronta tale scottante materia con l’arma più sovversiva e antica: la commedia.  La drammaturgia si dispiega in un universo distopico e speculare, dove i ruoli di genere risultano ribaltati con chirurgica evidenza. Un gioco di specchi che costringe lo spettatore a riconoscere, quasi per straniamento, dinamiche fin troppo consuete.

È una pedagogia dell’empatia che agisce per paradosso, rendendo visibile ciò che l’assuefazione quotidiana tende a occultare. Un sorriso per comprendere al meglio.

Sotto la veste di una commedia vivace, irriverente e deliberatamente esilarante, lo spettacolo scova le minute crepe della convivenza contemporanea: quelle fenditure impercettibili attraverso cui filtrano comportamenti, linguaggi e consuetudini capaci di scardinare silenziosamente esistenze, legami affettivi e intere comunità. Il riso — qui — non è evasione, ma strumento critico: una risata che diverte, punge e illumina. O almeno ci prova…

È teatro nel senso più pieno e artigianale del termine: un artificio dichiarato che invita lo spettatore a partecipare, a divertirsi e, quasi senza avvedersene, a riconsiderare certezze sedimentate.

In questa prospettiva, la scena diventa spazio di provocazione fertile e di gioiosa sovversione, dove il divertimento non attenua il pensiero ma lo amplifica.

Una commedia che ride, sì – e proprio per questo riesce a farsi ascoltare. Una necessità teatrale e civile che sceglie la leggerezza come veicolo di profondità. Come faccio succedere, spesso.

Il progetto scenografico nasce dal desiderio di sottrarre la vicenda a un ambiente riconoscibile, in uno spazio mentale e mutevole. Di conseguenza si costruisce attraverso un equilibrio instabile di colori e traiettorie, evocando la pittura astratta di Kandinskij, in cui ogni forma diventa energia in movimento. Il fondale non rappresenta un luogo, ma una tensione: un paesaggio emotivo che cambia.

Il calcio è roba da femmine si configura dunque come un congegno teatrale ludico e acuminato, un dileggio intelligente che cela una riflessione necessaria.