Il Garante privacy e altre 60 Autorità di protezione dati di tutto il mondo hanno firmato la scorsa settimana una dichiarazione congiunta sui sistemi di intelligenza artificiale che generano immagini e video di persone reali, a loro insaputa e senza consenso.
Nel documento i Garanti mondiali esprimono tutta la loro preoccupazione sugli effetti che la creazione e la diffusione di contenuti intimi, diffamatori o dannosi, possono avere in particolare sui bambini e su altri soggetti vulnerabili.
Fermi restando gli specifici requisiti giuridici previsti dai diversi ordinamenti, sono quattro i principi fondamentali che dovrebbero guidare lo sviluppo e l’uso di sistemi di intelligenza artificiale: misure efficaci che prevengano l’abuso di informazioni personali e la creazione non consensuale di immagini intime e di contenuti lesivi; trasparenza sul funzionamento dei sistemi di IA, sugli utilizzi accettabili e le conseguenze di un uso improprio; strumenti effettivi e accessibili per richiedere la rimozione di contenuti dannosi che riguardano dati personali; gestione dei rischi specifici per i minori.
Da qui la richiesta agli sviluppatori di collaborare proattivamente con le autorità di regolamentazione, implementando le necessarie misure di salvaguardia affinché il progresso tecnologico non vada a discapito della privacy, della dignità, della sicurezza e di altri diritti fondamentali delle persone, in particolare dei soggetti più vulnerabili della società globale.
La dichiarazione è stata coordinata dal Gruppo di lavoro sulla cooperazione internazionale per l’applicazione delle norme (IEWG) della Global privacy assembly (GPA).
