RADIO ZANCA: Il buon senso nella Messina percepita e quella reale. Si minacciano querele, si legge censura

Messina – La campagna elettorale per la conquista del Comune sta riproponendo un vecchio problema: la Messina percepita e quella reale. Dalla narrazione dei contendenti sembra una città fantastica per il sindaco uscente Federico Basile mentre gli avversari la vedono impoverita. I numeri dicono che non è proprio così, e anzi abbiamo fatto significativi passi in avanti anche se i problemi restano. Ma ogni volta che la politica affronta l’argomento, la discussione si accende. Addirittura Marcello Scurria minaccia querele: questione di soldi, quelli spesi, quelli da spendere, quelli da trovare…

La campagna elettorale si è aperta discutendo e litigando sul portafoglio, quello del Comune o e quello di ciascun cittadino elettore. Al di là di chi ha torto o ragione facciamo fatica a fidarci di chi in politica usa la carta bollata per mandare dei segnali agli avversari ma soprattutto ai giornalisti, come dire: occhio a cosa riportate sui media che vi querelo. Così facendo censura la libertà dei cittadini di essere informati su ciò che accade. In politica e soprattutto durante le campagne elettorale la voce si alza, i dibattiti sono accesi, focosi e qualche volta si va sopra le righe.
Se l’avversario racconta frottole (?) si risponde con i fatti, i numeri, le idee, non con la minaccia di portarlo in tribunale. Anche perché, visti i tempi della giustizia italiana, l’eventuale processo si svolgerebbe non prima di tre o quattro anni (se tutto va bene) e questo con l’eventuale esito della competizione che ci azzecca? I cittadini avrebbero già votato e scelto. Insomma, non sarebbe più intelligente rispondere alle provocazioni, sempre che lo siano, con i fatti? E se domani Scurria diventasse sindaco cosa dovrebbero attendersi consiglieri, cittadini e giornalisti se solo si azzardassero a criticarlo? Querele? Deportazioni? Porte chiuse al Comune? Avvocato Scurria rifletta, prenda un po’ di fiato… Domandare è lecito, rispondere cortesia in un confronto pubblico: la sfida all’O.K. Corral appassiona al cinema no per scegliere un professionista in grado di amministrare la città, ma siamo sicuri che qualcuno dei suoi consiglieri lo farà ragionare: minacciare querele in un dibattito politico, a destra e manca, è una mossa sbagliata, specie se quel che ha prodotto come amministratore è a norma di legge e quindi trasparente. La politica è confronto non terrore!
Messina al voto, dicevamo: una volta nei confronti c’era la speranza del futuro e oggi non c’è più; una volta c’era più lavoro e c’erano più tutele. Mettiamola così: i numeri non sono tutto, ma sono molto. Non hanno la densità psicologica e la complessità di argomentazione che appartengono alle persone e dovrebbero appartenere al dibattito politico e, però, sono un elemento irrinunciabile per capire come stanno le cose. Sono dati, sono fatti, e se ognuno è poi libero di interpretarli come meglio crede, nessuno è autorizzato a ignorarli, o a deformarli, come purtroppo avviene quotidianamente nel dibattito politico.
Le opinioni sono il pane quotidiano della democrazia: quanto servirebbe a qualcuno fare un ripasso sul cosiddetto “pensiero critico” vanto una volta della sinistra. Il pensiero critico nei dibattiti conta, eccome: aiuta a prestare più attenzione all’insieme che ai dettagli. Insomma, è la storia di ogni tornata elettorale, nulla di nuovo, nulla di scandaloso. Certo che dover parlare di querele, tribunali, azioni civili mentre le famiglie attendono risposte, progetti, opportunità per i giovani, ci fa venire la nostalgia dei brutti tempi andati. Pensate come siamo messi.