Acireale Calcio: il T.A.R. ridimensiona il DASPO inflitto al Presidente

Il T.A.R. di Catania ha ridisegnato i confini del DASPO emesso dalla Questura di Catania lo scorso ottobre nei confronti del Presidente dell’A.S.D. Acireale Calcio. La sentenza, pubblicata il 24 febbraio 2026, permette al numero uno granata di tornare a seguire da vicino la propria squadra durante gli allenamenti e i ritiri.

L’intera vicenda ha origine dai concitati minuti finali del match Acireale – Messina del 24 settembre 2025. Secondo le ricostruzioni della Polizia Scientifica, il Presidente sarebbe entrato senza autorizzazione nell’area di gioco, colpendo un collaboratore tecnico del Messina con l’arto destro fasciato da un’evidente ingessatura.

Tale condotta aveva spinto il Questore a qualificare il dirigente come “soggetto pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica”, infliggendo un DASPO di due anni esteso non solo agli stadi, ma anche a tutti i luoghi di allenamento e ritiro della propria squadra.

Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, ha censurato l’impianto sanzionatorio su due fronti principali accolti dai magistrati:

Il Tribunale, infatti, ha ritenuto di difficile configurazione il turbamento dell’ordine pubblico laddove gli allenamenti si svolgano a porte chiuse, data l’assenza di pubblico e di soggetti di squadre avversarie.

Il T.A.R. ha, inoltre, ritenuto illegittima la durata biennale del provvedimento. La norma di riferimento prevede infatti un minimo edittale di un anno; ogni estensione oltre tale limite deve essere supportata da una motivazione specifica e rigorosa che dia conto delle ragioni dell’interdizione, elemento risultato carente nel provvedimento della Questura.

Grazie a questa sentenza, il Presidente potrà dunque tornare a frequentare i ritiri e le sessioni di allenamento della propria squadra.