MESSINA – Nella suggestiva Cripta del Duomo di Messina, tra le volte a crociera sostenute da colonne di epoca greca e romana si è vissuto un momento di rara intensità spirituale e civile. In uno dei capolavori dell’architettura normanna cattolici, evangelici e musulmani hanno scelto di ritrovarsi “Uniti per i poveri”.
L’evento interreligioso promosso da Banco Alimentare della Sicilia ODV, insieme all’Arcidiocesi di Messina, alla Comunità evangelica Firedove e al Centro Islamico Culturale di Messina, ha trasformato il ringraziamento per la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare in un impegno condiviso per il futuro anche grazie all’impegno di Gianluca Gullotta, referente Colletta Alimentare in provincia di Messina e moderatore dell’incontro.
Al centro, una parola che ha attraversato ogni intervento: unione. Unione che nasce dal riconoscere nell’altro un fratello da custodire. Unione che si fa ponte, scegliendo il dialogo invece del conflitto. Unione che diventa strumento di misericordia e di giustizia, capace di andare oltre l’emergenza e di incidere sulle cause della povertà. Il tutto anticipato da un gesto simbolico ma denso di significato: alcuni rappresentanti delle 3 comunità hanno lasciato proprio nel cuore della Cripta il pane, simbolo di cura, di sazietà, di famiglia.
“Innamorarsi della mano che porta il pacco e non solo del pacco”, ha ricordato il Pastore Giuseppe Passari, sottolineando che insieme agli alimenti entra nelle case anche una virtù, la Carità. L’Imam Refaat Mohamed ha richiamato l’invito di Dio alla conoscenza reciproca tra i popoli, perché l’amore per le proprie tradizioni si traduce in responsabilità verso l’altro. S.E. Mons. Giovanni Accolla e il presidente di Banco Alimentare della Sicilia ODV, Pietro Maugeri, hanno ribadito che davanti al bisogno l’aiuto non divide, ma unisce. Ed è proprio “nell’incontro con l’altro che riconosciamo la pienezza della dignità di Dio”
A conclusione dell’incontro, i partecipanti hanno lasciato brevi pensieri scritti che raccontano meglio di ogni sintesi quanto vissuto: “L’unione fa la forza”, “La carità è intreccio di relazioni e restituzione di giustizia”, “Aiutare il prossimo non è una scelta ma un bisogno”, “Carità è condivisione”. Parole semplici, ma dense. Segni concreti di una coralità che supera le appartenenze e riconosce in ogni persona la stessa dignità. Segni che raccontano come l’Unione, la vicinanza, la Carità siano davvero realizzabili soltanto se l’intera comunità prende in carico le fragilità. Tutti i messaggi sono stati, infatti, depositati in una scatola aperta, che simbolicamente racconta come la partecipazione di ciascuno incide per realizzare un reale cambiamento.
Nella Cripta per lungo tempo sconosciuta persino a molti messinesi, si è levato un messaggio chiaro per il territorio: la Colletta Alimentare non è solo un gesto annuale, ma uno stile di vita. Quando le comunità camminano insieme, la carità diventa speranza concreta e genera futuro.
