Per decenni l’origine della vita è rimasta sospesa tra ipotesi affascinanti e prove sperimentali incomplete. Ora, un nuovo studio pubblicato su Science aggiunge un tassello che potrebbe rivelarsi decisivo: alcune molecole di RNA sono riuscite a costruire copie complementari di sé stesse, avvicinando gli scienziati a un modello realistico di autoriproduzione prebiotica.
Un’idea antica che torna a pulsare
La teoria del “mondo a RNA” non è nuova. Da metà Novecento i ricercatori immaginano che, prima dell’avvento del DNA e delle proteine, l’RNA abbia svolto un ruolo duplice: conservare informazioni e catalizzare reazioni. Una sorta di “tuttofare molecolare” capace di sostenere i primi cicli evolutivi.
Il problema è sempre stato lo stesso: nessuno era riuscito a mostrare che l’RNA potesse replicarsi senza l’aiuto di enzimi moderni. Il nuovo studio non chiude la questione, ma riduce drasticamente la distanza tra teoria e realtà.
Il filamento che costruisce il suo opposto
Il risultato ottenuto dai ricercatori è tanto semplice da descrivere quanto complesso da ottenere: alcune sequenze di RNA sono riuscite ad assemblare una copia complementare di sé stesse. Non una replica identica, ma il loro “negativo”, come in una fotografia analogica.
Questo passaggio, apparentemente modesto, è in realtà cruciale. Una volta ottenuto il filamento complementare, il sistema potrebbe — almeno in linea teorica — ricostruire l’originale. È il primo mezzo giro di un ciclo di replicazione primordiale.
Gli autori dello studio parlano di un traguardo “inaspettatamente vicino” all’autoreplicazione completa.
Perché questo risultato conta davvero
Se l’RNA è in grado di avviare una forma rudimentale di copia senza proteine, allora gli scenari prebiotici diventano molto più concreti. Ambienti ricchi di energia e molecole semplici — come sorgenti idrotermali, superfici minerali o pozze vulcaniche — potrebbero aver ospitato reazioni simili miliardi di anni fa.
In altre parole: la vita potrebbe essere nata senza bisogno di strutture complesse, ma da un gioco di incastri molecolari spontanei.
I limiti che restano
Il sistema non è ancora autonomo. Gli stessi ricercatori lo riconoscono apertamente:
* la reazione non procede in modo continuo,
* le copie non sono perfette,
* le condizioni sperimentali sono ancora molto controllate.
Ma ogni progresso riduce l’area d’ombra tra chimica e biologia, tra materia inerte e processi evolutivi.
Uno sguardo indietro — e uno in avanti
Capire come l’RNA possa essersi replicato da solo significa avvicinarsi alla domanda più antica della biologia: quando la Terra ha smesso di essere solo un pianeta e ha iniziato a essere un ecosistema?
E, inevitabilmente, apre un’altra prospettiva: se la vita può emergere da reazioni così elementari, allora potrebbe farlo anche altrove.
Primo Mastrantoni, presidente Comitato tecnico-scientifico di Aduc
