L’Associazione Italiana Arbitri, dando apposito mandato ai propri Esperti Legali, per la prima volta si è costituita parte civile in un processo a carico del responsabile di una vile aggressione subita da un arbitro lo scorso giugno, al culmine della gara Arezzo – Vis Pesaro, finale di un torneo Under 13. L’istanza, su incarico dell’AIA, è stata presentata dal Responsabile della Commissione, l’avvocato Valerio Di Stasio, coadiuvato dal Referente della Toscana, il legale Michele De Francesca, nell’udienza predibattimentale di questo procedimento penale in corso presso il Tribunale di Arezzo, celebrata il 13 febbraio.
Il Giudice monocratico dovrà emettere sentenza nei confronti dell’unico imputato, per cui la pubblica accusa ha ipotizzato i reati di lesioni personali aggravate, furto e danneggiamento. L’uomo, sempre nel corso dell’udienza di tre giorni addietro, per il tramite del suo legale aveva pattuito con il Pubblico ministero la pena di due anni di reclusione e un risarcimento, ma il Giudice ha respinto la richiesta di patteggiamento, ritenuta non adeguata alla gravità dell’aggressione subita dall’arbitro. Ha invece accolto l’istanza presentata in subordine, il rito abbreviato, che in caso di condanna prevede la riduzione di un terzo della pena.
Come riscostruito dalla pubblica accusa l’imputato di questo processo, 46 anni, entrò a fine gara nello spogliatoio dell’arbitro e lo colpì con pugni e con una sedia, lo morse a una spalla e lo prese addirittura a calci una volta a terra. Gli sottrasse inoltre l’orologio e nella baraonda creo danni all’impianto elettrico della stanza. Da qui anche l’accusa di furto e danneggiamento. Al giovane arbitro, una volta in ospedale, gli diagnosticheranno ferite, fratture e contusioni guaribili in 40 giorni.
L’udienza è stata rinviata al prossimo 6 maggio. In futuro l’AIA, mediante l’attività della Commissione Esperti Legali, avanzerà la richiesta in tutti i procedimenti di particolare gravità.
