Sul palcoscenico svetta la scritta “Io non sbalio mai”: è il dittatore a esserne convinto. In un monologo tragicomico, assistiamo alla sua frenetica giornata, tra abluzioni, condanne ed esecuzioni. Il bravissimo Filippo Carrozzo ci trascina in una riflessione appassionante e ironica sul significato di democrazia e sull’essere cittadini, protagonisti attivi della polis.
In scena per la cinquantaduesima Stagione del Centro Teatrale Bresciano, intitolata L’equilibrio degli opposti, arriva a Brescia lo spettacolo I grandi dittatori che prosegue la programmazione 2025/2026 del CTB: sarà al Teatro Renato Borsoni di Brescia (via Milano, 83) dal 24 al 26 febbraio 2026, tutti i giorni alle ore 20.30.
I biglietti per le recite sono esauriti. A partire da mezz’ora prima dell’inizio di ogni recita, verrà stilata una lista d’attesa – redatta in ordine d’arrivo presso il Teatro Borsoni – per la messa in vendita di eventuali biglietti di rinunciatari.
Lo spettacolo vede il testo e la regia di Bruno Stori e Letizia Quintavalla, con Filippo Carrozzo in scena. Le musiche sono di Alessandro Nidi, la collaborazione per la ricerca storica e la documentazione di William
Gambetta, Irene Di Jorio, Leonardo Di Jorio; una produzione Collettivo artistico Quintavalla, Stori, Carrozzo distribuito da Mentesauri.
Solo sul palcoscenico, accompagnato da un pallone – metafora del mondo – e dalla scritta “Io non sbalio mai”, il dittatore racconta la sua frenetica giornata. Tra discorsi in piazza, ovazioni e promesse di cibo e lavoro, il volto del dittatore si moltiplica su monete, francobolli, foto, busti e statue.
Arringa la folla, cerca il consenso, l’approvazione. Nelle sue adunate sta sempre più in alto e chiede al popolo/pubblico di moltiplicarsi: più bambini, più soldati! Nel coro unanime si fa strada un secondo personaggio: Bernardino, un piccolo uomo che si chiede il perché delle cose, che si interroga e riflette sul significato della dittatura. I due personaggi, dialogando direttamente con gli spettatori, immersi in una scenografia che è metafora del bene e del male, si confrontano con gli inganni e le grottesche miserie della dittatura in un viaggio nel passato, ma anche nel presente del condizionamento dei media e della televisione, con gli occhi bene aperti su populismo, pensiero unico, connivenza coi poteri forti.
Un monologo tragicomico, una riflessione appassionante e ironica sul significato di democrazia e sull’essere cittadini interpretata dal bravissimo Filippo Carrozzo e ispirata al Grande Dittatore di Charlie Chaplin.
I grandi dittatori è realizzato grazie al sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano, ABP Nocivelli.
