L’Uisp aderisce alla mobilitazione contro la modifica del “Ddl stupri”

Il 27 gennaio scorso in Commissione giustizia della Camera è stato modificato l’art 609 bis del codice penale, con l’eliminazione del termine, ma soprattutto del concetto, di “consenso libero”, ciò che è alla base della Convenzione di Istanbul per il contrasto alla violenza sulle donne. Se una donna dice no è stupro, ma anche se una donna non esprime il proprio consenso libero e consapevole, è stupro. Una proposta importante, per tutelare prima di tutto le donne.

Il testo del Ddl che introduceva il concetto di consenso era stato presentato e approvato in modo bipartisan due mesi fa: infatti, il 19 novembre 2025, la Camera aveva approvato all’unanimità una proposta di legge che introduceva il concetto di “consenso libero e attuale” per definire la violenza sessuale. Il testo, che mira a riformare l’art. 609-bis c.p., ha subito successivamente una battuta d’arresto al Senato, con modifiche radicali che hanno eliminato la parola “consenso”. Il testo, quindi, torna in Commissione e fa un passo indietro rispetto a ciò che si era approvato nel novembre scorso, chiamando alla mobilitazione.

“Come Uisp crediamo importante condividere la mobilitazione, al fianco dei CAV.Centri anti violenza e delle associazioni impegnate per contrastare la violenza contro le donne – afferma Manuela Claysset, responsabile politiche di genere e diritti Uisp – Siamo consapevoli che oggi più che mai sia importante scendere in campo, perchè la violenza maschile contro le donne non è un problema “delle donne” ma di tutta la nostra società. Per questo, come associazione siamo impegnati ogni giorno, attraverso i nostri progetti ed attività, per promuovere anche attraverso lo sport una cultura della parità, per contrastare ogni forma di violenza e abuso di genere. Progetti come Differenze 2.0 permettono alla nostra associazione di promuovere tra ragazzi e ragazze delle scuole superiori una maggiore consapevolezza e conoscenza di sé, il rispetto e la valorizzazione delle differenze”.

L’Uisp aderisce al comunicato diffuso dalla rete D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza.

“Il 28 gennaio 2026, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza ha chiamato a raccolta in un’assemblea pubblica le persone e le organizzazioni interessate a contrastare l’approvazione del cosiddetto ddl stupri – si legge nella nota – Alla luce della proposta della presidente Bongiorno sulla modifica dell’art. 609 bis del codice penale – approvato lo scorso 27 gennaio in Commissione giustizia – insieme a tutte le organizzazioni e le donne impegnate in questa battaglia, abbiamo sentito l’urgenza di aprire uno spazio pubblico di confronto e di costruzione politica. “Il consenso non è una formula giuridica da riscrivere: è un diritto, è autodeterminazione, è libertà. Ogni tentativo di indebolirne il significato produce arretramenti gravi nella tutela delle donne e delle soggettività più esposte alla violenza”, così Cristina Carelli, presidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. Per questo, la grande partecipazione all’assemblea pubblica (circa 500 persone collegate) è stata così importante. È stato concordato lo stato di mobilitazione permanente e l’organizzazione di una manifestazione diffusa che vedrà oltre 100 piazze attive il 15 febbraio: nei prossimi giorni saranno comunicate le varie iniziative a cui vengono invitate tutte le persone che sono interessate a contrastare la deriva culturale che sta alla base di questo ddl, per tentare – ancora una volta – di costruire una società che abbia a cuore l’autodeterminazione e la libertà di tutte e tutti”.