Nel 2017, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha inserito la Scabbia nell’elenco delle malattie tropicali trascurate, riconoscendone il significativo impatto sulla salute pubblica. Un tempo la Scabbia era considerata una patologia legata a condizioni di povertà e scarsa igiene. Negli ultimi anni, a causa degli intensi flussi migratori, del turismo in paesi ad elevato rischio di parassitosi, di resistenze farmacologiche, di trattamenti impropri o evasi e della sua evoluzione ciclica, si è riacutizzata, anche in Italia, con un vero e proprio boom nel 2024 ed un aumento complessivo fino al 750% rispetto ai livelli pre-Covid, in alcune regioni come Lazio ed Emilia-Romagna.
“La Scabbia è una malattia di rilevanza sociale, soggetta a denuncia obbligatoria e spesso a controlli domiciliari da parte dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica, ma, nonostante ciò, nessun farmaco utilizzato per il suo trattamento è fornito gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale”.
Lo ha affermato il Prof. Fabio Arcangeli, Presidente della World Health Academy of Dermatology and Pediatrics (WHAD&P), in occasione della Conferenza stampa “La Scabbia un problema emergente”, tenutasi a Roma, presso il Senato della Repubblica. In questa occasione sono state presentate, da autorevoli esponenti del mondo medico-scientifico, le criticità in Italia di questa malattia infettiva della pelle e, in particolare, la resistenza ad alcuni farmaci, i costi elevati e la frequente inefficacia dell’attuale gestione terapeutica.
Le più recenti linee guida internazionali indicano per il trattamento della Scabbia l’applicazione di Permetrina 5% crema o l’assunzione di Ivermectina per via orale 0,2 mg/kg di peso corporeo. La permetrina va applicata dal collo ai piedi e anche nel cuoio capelluto nei bambini piccoli che, insieme agli adolescenti, è la categoria più vulnerabile e attualmente più colpita. Il trattamento va mantenuto in sede prima di essere lavato via per almeno 8-12 ore e ripetuto dopo una settimana. Per trattare l’intera superficie cutanea del corpo di un adulto occorrono 1-2 confezioni da 30 grammi, che hanno un costo di circa 23 euro cadauna. L’ivermectina, utilizzata alla dose indicata di 0,2 mg/kg, richiede l’assunzione di 2-6 compresse da 3 mg ciascuna in base al peso corporeo, da ripetere dopo una settimana. Il costo di 4 compresse varia da 18 a 22 euro circa.
Trattandosi di farmaci non ovicidi, è necessario prevedere un secondo ciclo di terapia dopo circa sette giorni, il tempo necessario per la schiusa delle uova degli acari, che avviene in 2-3 giorni dalla deposizione, e talora un terzo ciclo dopo due settimane.
“Solo alcune regioni italiane, come Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige”, ha spiegato il Prof. Arcangeli, “distribuiscono gratuitamente questi farmaci, ma seguendo indicazioni posologiche talora insufficienti per i malati, come l’applicazione di permetrina solo per una notte, anche se ripetuta dopo una settimana, o addirittura un’unica applicazione di permetrina o assunzione di ivermectina per i contatti, che dovrebbero essere trattati come malati potenziali”.
La letteratura internazionale segnala, inoltre, una crescente resistenza alla permetrina in molti paesi del mondo, dovuta a mutazioni dell’acaro, che riesce a neutralizzare il principio attivo del farmaco, e quindi la necessità di mantenerla in sede 12-14 ore e non più 8 e di prolungare la terapia per 3 giorni, da ripetere dopo una e talora due settimane. Prevede, poi, un trattamento completo anche per i contatti che vanno considerati malati potenziali, a scopo cautelativo.
I costi di una terapia di efficacia per un malato e per ogni contatto stretto (familiare o convivente) ammonterebbero, per un trattamento locale con permetrina, a circa 138 euro per un bambino e 276 euro per un adulto, per un trattamento per via orale con ivermectina, a circa 80 – 240 euro, a seconda del peso della persona. Per un nucleo familiare composto da un bambino e due adulti la spesa ammonterebbe a 690 euro in caso di trattamento solo locale con permetrina e circa 560 euro in caso di trattamento con ivermectina.
“Non solo la resistenza alla permetrina, ma anche la cattiva gestione terapeutica, che implica cure non eseguite a causa dell’elevato costo, indicazioni posologiche insufficienti, mancato o inadeguato trattamento dei contatti stretti, possono contribuire alla crescente diffusione della parassitosi”, continua il Prof. Arcangeli. “È per questo che i farmaci per la Scabbia dovrebbero essere dispensati gratuitamente su tutto il territorio nazionale, riconosciuti in fascia A dalle Autorità Sanitarie Nazionali, così da renderli facilmente accessibili a tutti ed utilizzabili per la giusta durata e modalità di trattamento, a discrezione del medico prescrittore, poiché esistono situazioni specifiche in cui potrebbe risultare necessario prolungare o intensificare la terapia”.
Nel corso dell’incontro è stato, inoltre, auspicato che le principali Società Scientifiche Dermatologiche e Pediatriche italiane possano produrre in breve tempo linee guida aggiornate, che risultino di maggior efficacia nell’arginare la crescente diffusione di questa parassitosi, certamente non grave, ma di importante rilevanza sociale.
Alla conferenza stampa, dopo i saluti istituzionali del Senatore Ignazio Zullo, Capogruppo Fdl 10ª Commissione Senato della Repubblica, oltre al Presidente Fabio Arcangeli, sono intervenuti: il Senatore Orfeo Mazzella, Vicepresidente 10ª Commissione Senato della Repubblica; Valerio Cirfera, Presidente Società Italiana di Dermatologia Legale e Forense (SIDELF); Torello Lotti, Presidente World Health Academy (Italy-Usa) Magnifico Rettore Prisca Sapientia Institute University, Zurich; Luca Fania, Consigliere Nazionale Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica (ADOI); Elena Mari, Consigliere Nazionale Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali (AIDA); Rino Agostiniani, Presidente Società Italiana di Pediatria (SIP); Antonio D’Avino, Presidente Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Giuseppe Di Mauro, Presidente Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS).
La World Health Academy of Dermatology and Pediatrics (WHAD&P) è una associazione senza fine di lucro, affiliata alla World Health Academy, in cui Dermatologi e Pediatri in maniera paritetica, perseguono esclusivamente finalità di promozione culturale e scientifica.
La sua attività consiste principalmente nel: promuovere attività culturali, di ricerca scientifica e di formazione in ambito nazionale e internazionale; organizzare conferenze ed eventi di formazione e aggiornamento sul tema della salute del bambino con problemi dermatologici; analizzare e indirizzare le politiche per l’educazione sanitaria e gli aspetti ad essa collegati, grazie alle quali fornire il più elevato standard di educazione per le famiglie e per i professionisti; suggerire e definire Linee Guida diagnostiche e terapeutiche in ambito di dermatologia pediatrica; cooperare con le Autorità e gli Enti Governativi, nazionali ed internazionali, per tradurre in maniera ottimale le Linee Guida in eccellenza della pratica clinica.
