I CRISTIANI UCCISI E PERSEGUITATI: VITTIME INVISIBILI

“Vittime invisibili”, cosi sono chiamati da Il Foglio del 14 gennaio scorso, i tanti cristiani uccisi e perseguitati nel mondo. La notizia (che non fa notizia) è riportata da qualche quotidiano, ma non smuove l’indifferenza che regna da troppo tempo in tutto l’Occidente. Rispetto all’anno precedente, l’Ong Porte aperte/Open doors ha registrato un ulteriore aumento di 15 milioni di casi. Raggiungendo una cifra record di persecuzioni che riguarda 380 milioni di persone. “Sono allarmanti i dati del nuovo rapporto World Watch List 2025 presentato oggi dall’organizzazione umanitaria che da settant’anni opera in tutti i luoghi dove il cristianesimo è oppresso: oltre 380 milioni di cristiani sperimentano alti livelli di persecuzione mentre lo scorso anno ne sono stati uccisi oltre 4 mila.

In aumento anche gli abusi sulle donne che in molti Paesi non denunciano per ragioni culturali e sociali” (Federico Piana, Vaticano Open Doors, cresce il numero dei cristiani perseguitati nel mondo, 15.1.26, vaticannews.va) C’è un dato allarmante: nell’ultimo anno «sono 4.476 i cristiani uccisi per cause legate alla fede». Il rapporto World Watch List 2025 reso pubblico è un pugno nello stomaco. Rivela che tra le 100 nazioni monitorate «si conferma l’escalation della persecuzione in termini assoluti mantenendo l’impressionante accelerazione degli ultimi 12 anni, con 13 Paesi a livelli estremi».

Nella nuova classifica, stilata dall’organizzazione umanitaria che da settant’anni opera in tutti i luoghi dove il cristianesimo è oppresso, rimane salda al primo posto la Corea del Nord: «La politica di tolleranza zero del regime ha provocato l’internamento di un numero di cristiani compreso tra i 50.000 ed i 70.000 e sta alimentando il fenomeno di una Chiesa nascosta». Seguono Somalia, Yemen, Libia e Sudan, nazioni a forte presenza musulmana, nelle quali «le fonti di persecuzione sono connesse a una società islamica tribale, all’estremismo attivo e all’instabilità endemica. La fede cristiana va vissuta nel segreto e, se scoperti, i cristiani (specie se ex-musulmani) rischiano anche la morte». Mentre tra i Paesi dove è pericoloso, per esempio, la lettura della Bibbia, in Pakistan, Nigeria, Iran, Afghanistan, India. In Arabia Saudita si scorge una piccola nota positiva. Mentre le guerre complicano la vita dei cristiani. Anche il Myanmar entra nel novero delle nazioni con una persecuzione estrema. La guerra civile che sta mettendo in ginocchio il paese asiatico coinvolge anche i cristiani che sembrano essere presi di mira senza pietà.

Nel Rapporto di Open Doors, ci sono alcuni dati significativi, come l’aumento dei cristiani detenuti o condannati per ragioni legate al proprio credo: passano da 4.125 a 4.744. Inoltre, da segnalare le Chiese fantasma. Open Doors sottolinea anche l’esplosione di un fenomeno che sta crescendo senza misura: quello dei cristiani che per sfuggire ai conflitti e alla fame cambiano città o paese diventando profughi, svuotando, di fatto, le Chiese locali: «Ad esempio in Medio Oriente, culla del cristianesimo, c’è sempre più instabilità e gran parte delle comunità cristiane si stanno perdendo». Infine, raccapricciante anche la tendenza degli abusi contro le donne, soprattutto cristiane. I dati del rapporto sono impietosi. Nonostante Open Doors torni a ripetere che «è difficile raccogliere conferme certe sul numero di vittime di stupro e violenze sessuali a causa della fede perché in molti paesi le denunce sono rare», si viene a sapere che, nell’anno appena trascorso, le violenze sulle donne che l’organizzazione umanitaria è riuscita a scoprire sono state 3.944, in netto aumento. In crescita anche i matrimoni forzati delle giovani cristiane: i casi registrati finora sono stati 821, ma anche questi, purtroppo, sono solo dati calcolati per difetto.

Il quotidiano Avvenire ha intervistato l’arcivescovo monsignor Wilfred Anagbe guida la diocesi di Makurdi, nel sud est della Nigeria, dal 2015. (Paolo Lambruschi, «Io, vescovo in Nigeria, vi dico che è in corso un genocidio dei cristiani», 19.1.26, avvenire) La situazione è terribile. Secondo il vescovo c’è un’agenda chiara e pianificata per islamizzare la Nigeria centrale a partire da qui, dove la maggioranza della popolazione è cristiana, per cambiare la demografia, con attacchi sistematici dei terroristi Fulani. Lo schema è lo stesso, con villaggi saccheggiati e bruciati e i contadini cristiani uccisi, cercati casa per casa. Gli attacchi negli ultimi anni sono aumentati e i campi per sfollati aperti dallo stato regionale si sono riempiti. Eppure, sento ancora parlare di mutamenti climatici, scontri tra pastori e contadini, e banditismo. Ma allora perché avvengono i massacri e perché le terre non vengono restituite dallo stato federale a comunità che vogliono solo vivere in pace? E in quale Paese si uccide per i cambiamenti del clima? Ci sono diversi gruppi terroristici in Nigeria a partire da Boko Haram, tutti hanno la stessa agenda che prevede rapimenti, stupri e uccisioni di cristiani. Ma l’Occidente, l’Europa, non vuole capirlo. Poi monsignor Anagbe descrive i dati della persecuzione nella propria diocesi. Mancano gli aiuti, c’è malnutrizione, ci sono malattie. Gli sfollati faticano a trovare lavoro, devono tornare presto alle loro terre. Chiediamo aiuto per avviare ad esempio cure per disturbi post traumatici e assistenza psicologica a chi ha perso i familiari.

a cura di Domenico Bonvegna