Editoria, Agcom: «Cartacei o digitale, si conferma la crisi dei quotidiani»

Si conferma anche nei primi nove mesi del 2025 la dinamica negativa dell’editoria quotidiana che riflette una crisi strutturale già evidenziata negli anni precedenti. Lo rileva il nuovo numero dell’Osservatorio sulle Comunicazioni dell’Agcom pubblicato anche sul sito web dell’Authority martedì 20 gennaio 2026.

Prendendo in esame le copie complessivamente vendute di tutti i quotidiani sul territorio nazionale, pari a 327 milioni di unità (circa 1,4 milioni di copie medie giornaliere nei primi nove mesi del 2025), la flessione su base annua è del 7,6% e del 30,6% rispetto ai primi nove mesi del 2021.

A soffrire di più – evidenzia lo studio – sono le testate locali. Nel confronto con i primi tre trimestri del 2024, i quotidiani nazionali hanno registrato una riduzione più contenuta su base annua rispetto a quelli locali (-7,0% rispetto a -8,3%). Anche ampliando il confronto ai primi nove mesi del 2021, le testate nazionali vedono ridotte le vendite del 29,1% a fronte di una più accentuata flessione dei quotidiani locali (-32,4%).

La crisi investe tanto il cartaceo quanto il formato digitale. Le copie cartacee complessivamente vendute, pari a 277 milioni (1 milione di copie giornaliere), si sono ridotte su base annua del 8,6% (erano 303 milioni nei primi nove mesi del 2024) e del 32,6% rispetto nei primi tre trimestri del 2021 quando ne venivano vendute complessivamente 411 milioni.

I quotidiani venduti in formato digitale registrano una contrazione di copie complessive, confrontando il terzo trimestre del 2025 con quello dell’anno precedente, dell’1,9% e del 16,8%, considerando un orizzonte temporale di 5 anni (primi nove mesi del 2021).

Più resilienti si dimostrano i quotidiani sportivi, che nel formato cartaceo risultano i più stabili negli ultimi 5 anni, con una flessione pari a -22,7% (-9,6 milioni di copie), mentre nel digitale nell’ultimo anno si è registrato una crescita del 31,9% (+360 mila copie).

Di contro i quotidiani economici registrano forti riduzioni nella versione cartacea (-41,3%, pari a -6,6 milioni di copie), mentre in quella digitale mostrano una contrazione meno intensa (-7%, pari a -555 mila copie).

Per quanto riguarda i principali 5 quotidiani nazionali ‘generalisti’ (in ordine di copie totali vendute Corriere della Sera, La Repubblica, Avvenire, La Stampa, Il Messaggero) nei primi nove mesi del 2025 hanno registrato un -8,4% nella vendita di copie cartacee rispetto allo stesso periodo del 2024 (-7,9 milioni di copie) e -33,9% rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-44,5 milioni di copie). Le vendite di copie in formato digitale registrano una flessione meno marcata, sia rispetto ai primi nove mesi del 2024 (-1,2%, pari a -293 mila copie), sia rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-5,3%, pari a 1,4 milioni di copie).

Infine, principale player sul mercato in termini di copie complessivamente vendute nei primi nove mesi del 2025 è Cairo/Rcs, seguito da Gedi, Caltagirone Editore e Monrif Group. Nelle posizioni successive, Avvenire Nuova Editoriale Italiana (in crescita rispetto ai primi nove mesi del 2025), Il Gruppo 24 Ore, Nord-est Multimedia, il Gruppo Amodei, poi Tosinvest/Angelucci e il Gruppo Sae. (mf)

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