INFLAZIONE, CODACONS: NEL 2025 CON TASSO MEDIO ALL’1,5% AGGRAVIO DI SPESA DA +496 EURO ANNUI A FAMIGLIA

PUGLIA LA REGIONE DOVE I PREZZI SONO CRESCIUTI DI PIU’ NEL 2025 (+2,1%), IN MOLISE E VALLE D’AOSTA L’INFLAZIONE PIU’ BASSA (0,9%)…

I dati definitivi sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat confermano, purtroppo, gli allarmi lanciati dal Codacons circa i rincari che si sono abbattuti sulle famiglie italiane nel corso del 2025. Lo afferma l’associazione dei consumatori, commentando i numeri forniti dall’istituto di statistica.
A dicembre il tasso medio di inflazione si attesta al +1,2%, portando la media del 2025 al +1,5%, in forte crescita rispetto al +1% del 2024 – analizza il Codacons – In termini di spesa, l’inflazione media del 2025 equivale ad un aggravio da +496 euro annui sui bilanci della famiglia “tipo”, +685 euro per un nucleo con due figli.
Tra i vari comparti quello che desta più preoccupazione è il settore alimentare: i prezzi dei prodotti alimentari e bevande analcoliche hanno infatti registrato una crescita quasi doppia rispetto al tasso medio di inflazione, salendo nel 2025 del +2,9%, pari ad una maggiore spesa solo per l’acquisto di civi e bevande da +269 euro per una famiglia con due figli – calcola il Codacons – In forte crescita anche i listini di Servizi ricettivi e di ristorazione, che segnano un +3,4% su anno, a dimostrazione dei rincari che hanno investito tutto il comparto turistico durante il 2025.
Forti le differenze territoriali: la Puglia è la regione che nel 2025 ha registrato l’inflazione più alta, con una crescita dei prezzi del +2,1%, mentre in Molise e Valle d’Aosta si registra la più bassa crescita dei listini al dettaglio, con una media annuale del +0,9% – aggiunge il Codacons.
I dati Istat confermano purtroppo i nostri allarmi circa i rincari che si sono registrati nel 2025 in alcuni settori fondamentali per i bilanci delle famiglie, e non caso l’Antitrust, accogliendo la nostra richiesta, ha di recente aperto un faro sull’andamento dei listini alimentari in Italia – commenta l’associazione – Ci aspettiamo ora un intervento del governo teso a calmierare la crescita dei prezzi e tutelare adeguatamente il potere d’acquisto delle famiglie.