MOSTRE: fotografia, dalle luci di New York al cuore di Catania. Lo sguardo laico e universale di Renato Zacchia omaggia il IX Centenario di Sant’Agata

Catania, 8 gennaio 2026 – Sarà l’atmosfera mistica e spirituale della Chiesa di San Francesco Borgia, nel cuore di via Crociferi, ad ospitare la mostra del fotografo Renato Zacchia, ritrattista di celebrità come Rudolf Nureyev e Richard Avedon, sul set con Michelangelo Antonioni per il documentario sulla Sicilia (1997), fotografo ufficiale della Ferrari e della Maserati e con una lunga collaborazione con i teatri d’opera di tutto il mondo. La mostra di Renato Zacchia si intitola “Agatha e i suoi volti” (10 gennaio – 08 febbraio 2026), omaggio al culto di Sant’Agata organizzato dal Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci della Regione Siciliana, diretto da Giuseppe D’Urso, realizzato con il patrocinio della Delegazione FAI Catania e del Comitato per la Festa di Sant’Agata e del Giubileo Agatino (1126 – 2026).

Si inaugura sabato 10 gennaio, alle ore 16.30. Con il direttore del Parco e l’autore, saranno la curatrice Antonella Furian e gli storici dell’arte Giuseppina Radice e Gaetano Bongiovanni. Visite fino all’8 febbraio: dal martedì al sabato 9.30-18, domenica ore 9-13. Ingresso libero.

Catanese, di formazione scenografo, Renato Zacchia torna nella sua città dopo decenni negli States con un progetto fotografico che celebra il rito e il culto della patrona Sant’Agata: “Uno sguardo laico – sottolinea l’autore – che ricerca il “sublime” nel dettaglio e nell’intensità dello sguardo, elevando la devozione”.

In mostra a San Francesco Borgia – sontuosa chiesa-museo che riunisce capolavori d’arte e arredi liturgici appartenuti ai frati della Compagnia di Gesù – sono oltre quaranta scatti in bianco e nero (43 stampe e 6 gigantografie) – frutto di un’indagine fotografica condotta da Zacchia nell’arco di cinque anni e di un coinvolgimento “immersivo” tra la folla e i riti di Sant’Agata.

“La decisione di utilizzare esclusivamente il bianco e nero – aggiunge l’autore, Renato Zacchia – nasce dall’esigenza di spogliare il rito dal folklore cromatico. L’obiettivo è concentrarsi sull’espressione pura dei volti e su una città che riflette l’adorazione persino nelle sue pietre. In questo racconto, l’immagine della Santa esce dai dipinti sacri per riflettersi sui muri e sulle architetture, trasfigurando lo spazio urbano in una dimensione sospesa e senza tempo”.

Di scena è il legame indissolubile tra l’uomo e il paesaggio architettonico. “Attraverso l’uso di ampi formati e gigantografie – spiega ancora Zacchia – ho voluto che lo spettatore smettesse di essere solo un osservatore per diventare parte integrante del rito”.

A completamento di questa indagine umana, la mostra introduce una sezione che eleva il racconto in una dimensione concettuale. Attraverso la giustapposizione e un sapiente uso dell’effetto trompe-l’œil, Zacchia raffigura la devozione di Sant’Agata come un’energia che si manifesta al di fuori degli edifici religiosi, riflettendosi, nei giorni di festa, sull’intero tessuto urbano. Le opere esposte sono l’affermazione definitiva su un’onnipresenza spirituale che pervade ogni angolo di strada e si specchia nell’architettura barocca della città.

Visite fino all’8 febbraio: dal martedì al sabato 9.30-18, domenica ore 9-13. Ingresso libero.