IONONMIARRENDO. Le patenti di sana e robusta onestà: servono davvero? Così come sono fanno danno. La patente di antimafioso da noi è un permesso burocratico: uno la piglia ed è convinto di sapere tutto di tutto anche di buona politica. Ma combattere la mafia, tutelare i diritti delle persone più deboli e per questo indifese, è tutta un’altra cosa. Non basta dire la mafia mi fa schifo o scimmiottare Falcone che si diventa paladini. O si fa come si è fatto con la caccia per cui si dà il permesso solo dopo che uno ha imparato a riconoscere gli uccelli e a rispettare la natura oppure è meglio abolire certe patenti. L’onesta è un vivere quotidiano: non dà premi né incarichi semmai ti rende scomodo. Ci pensa la vita personale a fare la selezione: chi sa andare a testa alta va, chi non sa sta a terra a mendicare dietro la porta del potente.
E allora chiediamoci: i professionisti dell’onestà sono educati o maleducati? Sono maleducati: credono di avere solo diritti e nessun dovere. Adoperano la loro diversa onestà come le auto e si comportano esattamente come in macchina. Spesso non hanno rispetto dei più deboli. E poi se hanno la patente in tasca non c’è santo che li possa convincere che non sono per nulla rispettosi delle regole. Anzi, le interpretano a modo loro. Così, tanto per passare il tempo, per ingannare il tempo, e badate bene che non scrivo ammazzare il tempo. Le parole sono importanti. Ne ho messe da parte un po’ e ve le propongo. Dunque? Onestà, regole, lealtà, sacrificio, pulizia, dono, umiltà. Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti in un film. E’ vero. Riflettiamo.
Con una “5 giorni per non dimenticare” l’Associazione Nazionale Forense partecipa alla celebrazione a Palermo della Giornata della Legalità, per ricordare le vittime delle stragi di mafia nel 30° anniversario dell’attentato di Capaci in cui, il 23 maggio 1992, […]
La Fondazione Taormina Arte Sicilia presente nella programmazione di Anfiteatro Sicilia, la manifestazione culturale promossa dall’Assessorato regionale al Turismo, che contamina la storia, i luoghi, il territorio siciliano con spettacoli unici di alto livello artistico […]
La Corte di Giustizia Ue ha stabilito che il divieto di indossare sul luogo di lavoro qualsiasi forma visibile di espressione delle convinzioni politiche, filosofiche o religiose può essere giustificato dall’esigenza del datore di lavoro […]