La vicenda di un concorso universitario presso l’Università di Catania, quello per l’assegnazione di un posto per professore di 1 fascia di Chirurgia generale porta al ricordo del Capitolo 1 del celebre romanzo del Manzoni: “questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai”.
L’iter iniziale necessario per l’avvio del concorso ha la firma del Rettore uscente, professor Francesco Priolo ed è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 3 giugno 2025, con data di scadenza delle domande il 3 luglio 2025.
La procedura faceva seguito alla deliberazione del consiglio di Dipartimento di Chirurgia Generale e Specialità Medico Chirurgiche del 12.3.2025 e delle delibere del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione dell’Università etnea, rispettivamente, del 29 e 30 aprile 2025.
Il contenuto delle delibere sembra aver creato contrasti tra interesse pubblico e quello più strettamente privato.

Come è noto esistono due modalità per l’espletamento del concorso a Professore Ordinario. Una prima riserva la partecipazione ai docenti che prestano servizio presso l’Università che redige e pubblica il bando e che hanno maturato una idoneità nazionale a rivestire il ruolo di Professore ordinario (art 24 comma 6 della legge 240 del 2010). La seconda consente la partecipazione a tutti coloro che sono già professori ordinari, o sono in possesso dell’idoneità di cui sopra, a prescindere dalla sede geografica in cui lavorano (art 18 comma 1 legge 240 del 2010).
Nel caso in esame, l’Ateneo bandisce n. 1 posto di Prof ordinario aperto ex art. 18 comma 1, in linea con l’orientamento del Rettorato Priolo che vuole premiare per singola procedura una competizione tra gli aventi diritto in Italia, docenti di UniCt compresi per dare l’opportunità a tutti di partecipare.

L’Università deve provvedere, poi, a inviare per mail ai professori italiani che sono inseriti in una speciale lista di potenziali Commissari l’invito a manifestare la propria disponibilità a far parte della commissione di quello specifico concorso.
La Commissione è costituita da n. 3 docenti: il membro interno (Professore interno all’Università che bandisce il concorso, Catania in questo caso ) e due docenti esterni all’università che bandisce il concorso. Segue una fase intermedia diversa da Ateneo ad Ateneo, al termine della quale i membri esterni vengono sorteggiati e contattati dagli uffici dell’Ateneo per l’accettazione. Il Membro interno è deliberato dal Dipartimento che ha chiamato il concorso. A questo punto il rettore fa un decreto di nomina della Commissione.
L’interpello ai professori aventi diritto per costituzione della Commissione veniva prodotto tempestivamente dall’uscente Rettore Prof. Francesco Priolo.
Nonostante il perfezionamento della procedura per l’espletamento del concorso e il ricevimento nel mese di agosto risposte positive all’interpello sulla disponibilità il tutto sembra arenarsi.
A metà settembre 2025 si insedia il nuovo Rettore prof. Enrico Foti.
Nel corso della prima riunione del Senato accademico del nuovo Rettore Prof. Foti, come può desumersi dal punto n. 4 dell’adunanza del Senato Accademico del 29.9.2025, sono indicate nuove modalità di utilizzo dei punti organico assegnati ai dipartimenti e disciplina transitoria e il Rettore propone di dare la possibilità ai Dipartimenti di revocare gli art. 18 comma 1, se ritenuto opportuno e ribandire come art 24 comma 6 riservati agli interni. Dopo l’introduzione del punto da parte del Rettore, l’orientamento dei senatori suggerisce al Rettore di non porre in votazione la disciplina transitoria.

Successivamente il Dipartimento di Chirurgia Generale e Specialità Medico Chirurgiche procedeva a formulare la proposta di membro interno nella figura del prof Alessandro Cappellani, ordinario di Chirurgia generale, mentre l’amministrazione procedeva al sorteggio degli altri due membri. Il Rettore avrebbe così potuto firmare il decreto di nomina della Commissione. Nessuno aveva considerato che il 1 novembre 2025 il Prof. Cappellani sarebbe andato in quiescenza e, di conseguenza, non avrebbe potuto, come non ha potuto più far parte della Commissione. Il Dipartimento quindi comunicava all’Amministrazione centrale di voler procedere anche per il membro interno al sorteggio tra i professori Ordinari esterni a Catania. Tale sorteggio veniva eseguito nello stesso mese di novembre. Da tale data il Rettore avrebbe avuto, ancora una volta, la possibilità di procedere a nominare la Commissione, ma nulla è stato fatto.
A distanza di diversi mesi dal termine della presentazione delle domande da parte di nove candidati, l’apparente attendismo del Rettore e degli Uffici non è riuscito a produrre alcun atto di nomina della Commissione.
A tutto ciò si aggiunge un’apparente anomalia.
Il chirurgo generale dell’Università di Catania è idoneo a ricoprire la carica di professore ordinario, il Prof. AZ, rappresentante dei professori associati in seno al Senato accademico, si fa portavoce, con pochi altri senatori, di invitare il Rettore a inserire all’ordine del giorno della seduta del Senato del 27.112025 il punto relativo alle nuove modalità di utilizzo dei punti organico assegnati ai dipartimenti e disciplina transitoria – richiesta senatori, su cui il Senato nell’adunanza di settembre non aveva deliberato.
Tale richiesta, tuttavia, manifesta un apparente conflitto di interesse in quanto quest’ultimo potrebbe essere uno dei candidati interni a UniCt al concorso in questione che si gioverebbe grandemente dell’annullamento del concorso aperto per trasformarlo in procedura riservata ai docenti catanesi.
In ogni caso il punto viene votato e bocciato con l’astensione anche del Rettore. Il secondo atto, successivo alla bocciatura del Senato del tentativo di annullamento del concorso come art 18 comma 1, vede invece l’invio al Direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale e Specialità Medico Chirurgiche che ha effettuato la chiamata, al rettore, all’Anvur e alla Corte dei Conti di una richiesta da parte di alcuni docenti del settore di chirurgia Generale di rivedere la modalità concorsuale trasformandola di fatto in concorso riservato. Anche tale richiesta non viene accolta.
A questo punto è lecito chiedersi: a chi serve il ritardo? Chi ha interesse che il concorso non venga espletato in tempi ragionevoli? Il ritardo può limitare qualche progressione di carriera determinando conseguenze sulle prossime assegnazioni dei ruoli di primario delle tre unità operative complesse di Chirurgia del Policlinico Rodolico cui potrebbe partecipare il vincitore del Concorso, qualora quest’ultimo venisse espletato in tempo utile?
Ma a prescindere da tali interrogativi è possibile accettare che l’Ateneo di Catania, che dovrebbe essere la casa del merito e della trasparenza, debba attendere tempi oggettivamente interminabili per l’espletamento del concorso di professione di 1 fascia di Chirurgia Generale che si presume sia stato bandito per soddisfare un interesse pubblico?
