Con l’ordinanza n. 11585/2026 la Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di infiltrazioni d’acqua in condominio, possono essere chiamati a rispondere in solido il condominio, il proprietario dell’immobile e anche il conduttore, quando il danno deriva da cause concorrenti legate sia alla custodia sia alla manutenzione del bene.
La vicenda riguarda un appartamento di Terracina danneggiato da infiltrazioni provocate da forti piogge nel 2005 e nel 2006. Secondo gli accertamenti dei giudici, i danni erano stati causati dall’ostruzione del sistema di scarico e dalla cattiva manutenzione del terrazzo sovrastante.
Il proprietario dell’appartamento danneggiato aveva quindi chiesto il risarcimento al condominio, al proprietario dell’immobile superiore e all’inquilino. In primo grado il Tribunale aveva condannato solo il condominio, ma la Corte d’Appello di Roma ha successivamente riconosciuto una responsabilità concorrente di tutti i soggetti coinvolti, condannandoli insieme al risarcimento.
La Cassazione ha confermato questa impostazione, ribadendo un principio importante per i consumatori: chi subisce il danno può chiedere l’intero risarcimento a ciascuno dei responsabili, senza dover distinguere le quote interne di responsabilità tra condominio, proprietario e utilizzatore dell’immobile.
Le eventuali ripartizioni delle spese tra i soggetti coinvolti riguardano infatti solo i rapporti interni tra loro e non limitano il diritto del danneggiato a ottenere il pieno ristoro del danno subito.
Smeralda Cappetti
legale, consulente Aduc
