ContaminAzioni Teatrali: Il secondo appuntamento è con lo spettacolo Rosalyn

ContaminAzioni Teatrali torna a coinvolgere il pubblico bresciano con una nuova edizione realizzata dall’Associazione Culturale ContaminAzioni in collaborazione con il Centro Teatrale Bresciano. Un progetto che prosegue e consolida un percorso artistico avviato nel 2018, capace negli anni di costruire un pubblico affezionato grazie a un’offerta teatrale che unisce intrattenimento e pensiero, leggerezza e profondità, godibilità e riflessione.

Il sottotitolo scelto per l’edizione 2026 – Sguardi sul presente fra leggerezza e profondità – indica la direzione artistica del progetto. ContaminAzioni Teatrali osserva il contemporaneo attraverso prospettive diverse, alternando stili, registri e discipline performative, con l’obiettivo di intrattenere senza semplificare e di stimolare la riflessione senza appesantire.

Il programma propone cinque appuntamenti che attraversano generi e linguaggi differenti. Le commedie corali di Arnold Wesker e Luigi Pirandello aprono e chiudono la rassegna offrendo due sguardi potenti sulla società, sorprendentemente attuali.

Secondo appuntamento in programma è Rosalyn (la vera natura) di Edoardo Erba, che andrà in scena il 10 marzo alle ore 20.30 al Teatro Mina Mezzadri (Contrada Santa Chiara 50/A, Brescia).

Un giallo in grado di toccare tutte le sfumature della commedia, della complicità e dell’emozione. Uno spettacolo tutto al femminile in cui la violenza viene rimossa, in cui gli uomini vengono rimossi. Due donne si incontrano, si attraggono, si respingono e si riattraggono. Due dimensioni femminili, con tutte le loro complesse sfaccettature, si aprono l’una all’altra. Non è più tempo di nascondersi, ma di affrontarsi, di mettersi a nudo. Programmato a ridosso dell’8 marzo, lo spettacolo attraversa le zone d’ombra della relazione tra i generi, evitando letture didascaliche e privilegiando l’ambiguità del rapporto umano. In scena Mina Ferrara e Ilaria Pastelli danno vita a un confronto serrato in cui complicità e diffidenza convivono senza mai stabilizzarsi. Ciò che emerge progressivamente non è tanto un mistero da risolvere, quanto il bisogno profondo dei personaggi di essere ascoltati e riconosciuti.