Buone pratiche a tutela dei minori e dei loro dati personali, ma rischi in aumento rispetto al passato. Emergono risultati contrastanti dello Sweep 2025 del Global privacy enforcement network (GPEN), l’indagine a tappeto realizzata da 27 Autorità di protezione dati mondiali, tra cui il Garante italiano, su 876 tra siti web e applicazioni mobili comunemente utilizzate dai più piccoli.
Si è trattato del secondo Sweep del GPEN dedicato ai minori, dopo quello del 2015. Questo ha permesso alle Autorità di avere un riferimento rispetto a cui valutare i dati ricavati nel 2025.
In 10 anni – si legge infatti nella relazione pubblicata il 25 marzo 2026 – sono aumentati sia i servizi online rivolti ai minori, o utilizzati dagli stessi, che richiedono agli utenti di fornire i propri dati personali per l’accesso a tutte le funzionalità della piattaforma, o di condividerli con terzi, sia l’uso di meccanismi per la verifica dell’età. Ma troppo spesso queste misure sono facilmente aggirabili, soprattutto in siti web che presentano contenuti inappropriati e/o caratteristiche di elaborazione dei dati e di progettazione ad alto rischio per i più piccoli. Come ricorda il GPEN, i minori che interagiscono con il mondo digitale meritano particolari tutele. Chi tratta i loro dati può contribuire al loro benessere online, limitandone la raccolta, sviluppando servizi che tengano conto della privacy sin dalla progettazione e per impostazione predefinita, utilizzando meccanismi di verifica dell’età adeguati al livello di rischio presente sulle piattaforme.
Obiettivo dello Sweep è quello di incoraggiare i titolari del trattamento al rispetto della normativa in materia di protezione dei dati e, allo stesso tempo, di promuovere la cooperazione a livello mondiale tra le Autorità.
