Religioni e istituzioni. Rapporto complicato e con molti dubbi

Ogni volta che vado in Usa e alloggio in qualche albergo, rimango sempre perplesso, aprendo il cassetto del comodino, nel trovare la Bibbia. La medesima perplessità che provo in Italia, nelle occasioni pubbliche, foss’anche un albero piantato in una scuola per la “festa degli alberi”, di vedere la presenza ufficiale di un qualche prelato importante che dà la benedizione. Ma ripenso a quando giurano i ministri per l’insediamento del governo italiano e al loro giuramento che avviene solo sulla Costituzione.

E che dire che neo-Sindaco di New York che l’altro giorno ha giurato sulla Costituzione e sul Corano, provocando alcune critiche che il testo religioso fosse quello e non la Bibbia (fino alle odiose fake news che vomitano di giuramento fatto solo sul testo sacro dell’Islam)… critiche che non mi sembra di aver sentito quando, per l’appunto, il testo sacro era quello della religione cristiana.

Capisco la presenza di testi di sacralità religiosa quando il giuramento viene fatto per impegnarsi in Stati in cui vige la religione di Stato, ma non smetto di stupirmi quando ciò avviene in Paesi in cui è radicata e proclamata la libertà religiosa.

Non solo Usa, ma penso anche alla Gran Bretagna dove il re è anche capo della Chiesa d’Inghilterra; alla Danimarca, la Norvegia e il Lussemburgo. Mentre non c’è giuramento religioso nelle monarchie di Belgio, Paesi Bassi, Spagna e Svezia. Infine il giuramento sulla Bibbia è previsto anche nelle repubbliche di alcuni Paesi Ue: Polonia, Ungheria, Grecia, Romania, Lettonia e Bulgaria. In altri paesi Ue, il giuramento sulla Bibbia non fa parte del cerimoniale, quindi dipende dalle scelte di chi fa il giuramento. Altrettanto giuramento lo fanno i presidenti di Russia, Ucraina e Georgia… non la Moldavia.

Ci limitiamo, al momento, ad una fotografia sui nostri Paesi “più prossimi”.

Infine, è bene ricordare le infinite discussioni sull’identità culturale e sui valori delle tradizioni cristiane dell’Unione europea, menzionate e di fatto accettate perché le feste cristiane (Natale, Pasqua) sono diventate festività civili europee.

Quindi, nella nostra breve fotografia “più prossima” tra istituzioni e religioni si evidenzia ancora un complicato rapporto. Che può divenire conflittuale nei Paesi in cui vige l’obbligo del giuramento anche religioso, ma che non lo è dove la scelta è demandata – anche per consuetudini – a chi fa il giuramento.

Una cosa importante. Il giuramento del Sindaco newyorkese Mamdani anche sul Corano, in un luogo dove a suo modo, perdurante la Bibbia, crea maggiore attenzione, ci fa porre una domanda. Perché l’eletto di una istituzione laica deve giurare fedeltà anche a se stesso… chè questa è la religiosità dell’individuo? O forse siamo noi “difettosi” nel credere (come quasi sempre scritto anche nei testi ufficiali)  che, nel “nostro” mondo, religioni e istituzioni siano cose diverse?

Certo, questo lo dice un italiano dove, all’art.7 della sua Costituzione ci sono i Patti lateranensi, che sanciscono l’indipendenza del Vaticano e definiscono lo status della Chiesa in Italia… e che siano in Costituzione piuttosto che in un accordo tra Stati sovrani (tale è anche la monarchia assoluta teocratica del Vaticano) crea un certo “disagio”.

 

Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc