Circa un anno fa, le rappresentazioni di Eneide, gli dei, gli eroi, le guerre infinite, prodotto da Buongiorno Sicilia, si conclusero nelle Terme della Rotonda di Catania. E Graziano Piazza, attore e regista, già direttore del Teatro Stabile etneo, confessò di essersi entusiasmato per “i monologhi finali in cui gli attori prendono posizione rispetto alla storia, rendendo questo lavoro vicino a noi ed emozionante”.
Ciò perché lo spettacolo aveva dato alla narrazione una atemporalità che la rendeva universale, consentendo al Teatro di parlare agli uomini del nostro tempo di problematiche attualissime, come tutte le guerre che ancor oggi affliggono il mondo.
Allora, a seguire quegli spettacoli tratti dal poema in dodici libri di Virgilio, c’erano anche il critico teatrale Matteo Licari e la scrittrice e docente Dora Marchese, i quali, in vista della riproposizione il 12 e 13 settembre nella Villa romana del Casale di Piazza Armerina di quest’Eneide virgiliana nella drammaturgia di Giuseppe Lazzaro Danzuso e con la regia di Angelo D’Agosta, hanno immaginato come si sarebbe potuta sviluppare la narrazione nella straordinaria cornice del Sito Unesco.
“Credo – ha detto Matteo Licari – che sarà un’edizione meravigliosa, perché cumula tre date fondamentali: quella degli avvenimenti storici – la vicenda si è svolta intorno al 1200 avanti Cristo -, quella della scrittura da parte di Virgilio – nel primo secolo avanti Cristo -, e quella del luogo che la ospiterà: la Villa romana del Casale costruita nel quarto secolo dopo Cristo. Tutto ciò, inevitabilmente, porterà lo spettatore a giocare sull’aspetto immaginativo più autentico con una conseguente affezione da parte del pubblico”.
“Ciò perché – ha aggiunto il Critico – come diceva William Blake, poeta e scrittore inglese di fine Settecento l’immaginazione è la chiave che apre tutte le porte, è la vita stessa. Così gli spettatori potranno immaginare tutta questa antichità frammista, che li prenderà al cuore, esattamente come avvenuto nella scorsa edizione”.
“La scelta di mettere in scena l’Eneide nella Villa Romana del Casale – ha aggiunto Dora Marchese – è interessante e importante, perché questo monumento patrimonio Unesco è esso stesso un luogo di narrazione per immagini, un luogo del Mito oltre che della Storia”.
“E così – ha sottolineato – l’Eneide diventa un ponte verso la contemporaneità, perché ci parla di un esule, di un profugo, di un uomo che scappa dalla guerra e poi trova un’altra terra in cui lui stesso provoca la guerra”.
“Quest’Eneide – ha concluso la Scrittrice – solleva dunque tutta una serie di problematiche, di quesiti, di temi, che oggi sono più attuali che mai. Uno spettacolo, insomma, che contribuisce a sottolineare la lezione calviniana secondo la quale i classici sono sempre attuali”.
In questi giorni, intanto, il regista Angelo D’Agosta, per rifinire l’adattamento delle vicende narrate all’ambiente dello splendido peristilio ovoidale della Villa, sta continuando a lavorare insieme con gli attori: lui stesso sarà Enea, mentre Davide Sbrogiò indosserà i panni di Publio Virgilio Marone, Lorenza Denaro interpreterà Didone, regina di Cartagine, e Giovanna Mangiù, sarà Camilla. Tutti sono entusiasti all’idea di recitare in un luogo custode della memoria, intrecciando temi eterni come la guerra, il potere, l’esilio, la violenza. Infine, Andrea Balsamo, autore anche delle musiche, eseguite dal vivo, sta adattando allo spazio scenico le sue composizioni. Va aggiunto che costumi, maschere e oggetti scenici di questa Eneide sono firmati da Riccardo Cappello, che la regista assistente è Agnese Failla, che gli scenografi costruttori sono Cinzia Puglisi e Silver Ruggeri e l’assistente tecnico Federico D’Agosta.
Va ricordato infine come nel prezzo del biglietto per lo spettacolo, è compresa la visita notturna – tra le 20 e le 20,45 visto che lo spettacolo comincia alle 21 – a questo che è uno dei complessi archeologici più celebri del Mediterraneo, recentemente arricchito da un intervento di illuminazione artistica.
