Save the Children è presente a Milano-Cortina 2026 con una tedofora d’eccezione che incarna i valori più alti della Fiamma Olimpica: la resilienza, l’inclusione, la pace. Si chiama Hibatallah Najid (detta Hiba), arrivata in Italia all’età di nove anni e cresciuta al Punto Luce Giambellino di Milano di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
Hiba, 21 anni, di origine marocchina, è arrivata in Italia da bambina affrontando stereotipi e difficoltà, fino a quando ha scoperto come far sentire la propria voce al Punto Luce di Save the Children al Giambellino di Milano, il luogo che per primo l’ha fatta sentire davvero benvenuta nel nostro Paese. Qui ha imparato a trasformare le fragilità in determinazione, la solitudine in talento, scoprendo una passione genuina per il calcio. Oggi Hiba gioca a calcio e allena i bambini, studia Scienze Politiche all’Università Cattolica di Milano e sostiene altre donne nel loro percorso di empowerment.

Hiba ha animato oggi il viaggio della Fiamma di Milano-Cortina 2026 come tedofora per la pace per Save the Children in Viale Beatrice d’Este nel percorso che prosegue fino allo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano dove stasera si terrà la cerimonia di apertura della manifestazione.
“Quando sono arrivata in Italia mi sono sentita invisibile, fuori posto, senza spazio. Poi ho incontrato le operatrici e gli operatori del Punto Luce di Save the Children che mi hanno accolto e fatto sentire a casa. Oggi, nel tratto di strada che ho percorso con la Fiamma Olimpica in mano, ho portato con me tutte le bambine, i bambini e i giovani che hanno bisogno di un’opportunità per scoprire semplicemente quello che possono diventare”.
Per lei, lo sport e il Punto Luce di Save the Children sono stati volani di cambiamento e oggi vorrebbe che ciascun bambino avesse le sue stesse opportunità.
Portare la torcia olimpica per Hiba significa dare voce a questa trasformazione, da chi pensava di non avere possibilità a chi oggi sogna in grande e incoraggia altre ragazze a superare ogni ostacolo, secondo i valori più alti dello sport. “Per me è una grande emozione essere qui oggi e dimostrare che, se qualcuno ha fiducia in te, puoi imparare anche a credere in te stessa e a diventare luce per gli altri”.
Come tedofora per la pace per Save the Children, Hiba vuole rappresentare i valori dell’inclusione, della resilienza e della responsabilità. “La resilienza perché ho imparato a non arrendermi anche quando tutto sembrava difficile: la lingua italiana, la scuola, il calcio dove ero l’unica ragazza in una squadra maschile. L’inclusione perché so cosa significa sentirsi fuori posto e quanto sia importante creare spazi dove tutti possano sentirsi accolti, come è successo a me al Punto Luce di Save the Children. Ma anche la responsabilità perché, da sorella maggiore, studentessa e volontaria, mi impegno ogni giorno a essere un esempio per chi mi guarda, trasformando le difficoltà in opportunità. Incarnare questi valori nel quotidiano per me significa studiare, lavorare, aiutare altre donne, allenare i bambini e continuare a credere che si può essere forti senza sovrastare nessuno”.
I Punti Luce di Save the Children sono spazi ad alta intensità educativa che sorgono in quartieri svantaggiati e privi di servizi e offrono gratuitamente ai bambini, alle bambine e agli adolescenti un ambiente educativo ricco di opportunità[1] e doti educative, ovvero piani formativi personalizzati per bambini e adolescenti che vivono in condizioni certificate di disagio economico. I Punti Luce di Save the Children[2], presenti in 20 città italiane di 15 regioni, dal 2014 a oggi hanno accompagnato più di 72 mila bambine, bambini e adolescenti nel loro percorso per apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni.
credits: Gianfranco Ferraro per Save the Children
