Il Gruppo Gedi e il Gruppo Sae comunicano di aver firmato il contratto preliminare di cessione a quest’ultimo del quotidiano La Stampa. «La cessione – spiega una nota diffusa mercoledì 4 marzo 2026 – comprende anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, nonché le attività di staff e di supporto alla redazione. L’acquisizione avverrà attraverso un veicolo di nuova costituzione, controllato dal Gruppo Sae, nel quale si prevede anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest».
«L’esperienza maturata dal gruppo Sae, che opera nei settori dell’informazione e dei servizi di comunicazione a livello nazionale, costituisce – si legge nella nota congiunta – una solida base per la realizzazione di un progetto editoriale sostenibile e di lungo termine. Il progetto mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre del 2026». La cessione è subordinata all’espletamento delle usuali procedure sindacali e burocratiche previste.
«È la cronaca di una cessione annunciata la firma del contratto preliminare fra il Gruppo Gedi di Elkann e la Sae di Leonardis. La Federazione nazionale della Stampa italiana vigilerà con la dovuta attenzione e anche un rigore maggiore su ogni passaggio di questa cessione per numerosi motivi, ma essenzialmente perché è stata preceduta da indiscrezioni sulla consistenza economica del Gruppo acquirente, che ai tavoli sindacali dovrà dimostrare la capacità di pagare gli stipendi e mantenere l’occupazione tanto dei giornalisti quanto dei non giornalisti», rileva Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi.
«Nonostante qualche ravvedimento in corsa – prosegue – la gestione Sae sul Tirreno, quotidiano molto meno complicato della Stampa, ha mostrato limiti del management del Gruppo acquirente. E oggi, alla vigilia della chiusura del piano di crisi che scadrà il 31 marzo, alla testata livornese già si sentono ventilare ipotesi di cassa integrazione al 40%, come ben sa l’Associazione Stampa Toscana».
La Fnsi «sarà al fianco dell’Assostampa Subalpina e dei colleghi del Cdr della Stampa nella richiesta di un piano industriale, economico, progettuale ed editoriale solido, degno della tradizione della Stampa. Così come ci auguriamo – conclude Costante – che tutta questa operazione, compresa la cessione degli asset di Repubblica, per i quali Gedi sta trattando con l’imprenditore greco Kyriakou, non costituisca un cambio di posizionamento editoriale che avrebbe ripercussioni negative sul pluralismo dell’informazione».
Stampa Romana: «Zone d’ombra nella cessione de La Stampa, indispensabili risorse finanziarie adeguate»
«La cessione de La Stampa a Sae, annunciata oggi da Gedi, ha troppe zone d’ombra, che nè chi vende, nè chi compra hanno voluto illuminare, nonostante le insistenti richieste di redazione e sindacato. È indispensabile che l’acquirente faccia chiarezza sui progetti per il quotidiano, sui misteriosi soci del nord che sarebbero pronti a entrare nella partita, sulle garanzie per occupazione e stipendi». Così, in una nota l’Associazione Stampa Romana.
«Per difendere l’identità e lo stesso valore economico de La Stampa – prosegue il comunicato – occorrono in primo luogo risorse finanziarie adeguate e investimenti, indispensabili per assicurare al giornale un futuro all’altezza della sua storia, del suo ruolo nella vita democratica del Paese». Il sindacato regionale conclude: «Stampa Romana, con la Fnsi e le altre Associazioni regionali della stampa, sarà al fianco dei colleghi del Cdr, della redazione, in tutte le azioni che vorranno intraprendere». (mf)
