‘Chi ha paura dei giornalisti?’, l’11 maggio Media Freedom Rapid Response presenta il report sull’Italia

In occasione della pubblicazione del documento, il consorzio organizza un approfondimento sugli esiti della missione di inizio aprile. Due i temi al centro dell’incontro, cui partecipa, fra gli altri, il segretario generale Fnsi, Raffaele Lorusso: diffamazione e minacce ai cronisti.

In occasione della pubblicazione del report sulla ‘Missione Italia’, il consorzio Media Freedom Rapid Response propone un momento di discussione sugli esiti della tre giorni di ricognizione tenuta dalla delegazione agli inizi di aprile. «Un confronto a più voci su due questioni che riguardano il mondo del giornalismo e che mettono a rischio la democrazia in Italia: le leggi sulla diffamazione, con l’inerzia del Parlamento nel rispondere ai richiami della Corte Costituzionale, e le misure per monitorare, prevenire e contrastare gli atti intimidatori contro i giornalisti», anticipano gli organizzatori.

Dal 4 al 6 aprile, le organizzazioni che compongono il Media Freedom Rapid Response, in collaborazione con Fnsi, Articolo 21 e Ordine dei giornalisti, hanno incontrato, fra gli altri, un giudice della Consulta, diversi parlamentari, giornalisti sotto scorta, freelance, vittime di querele bavaglio, funzionari della Polizia e del ministero dell’Interno. Le conclusioni della missione, tra analisi e prospettive, saranno discusse in un confronto pubblico, in videoconferenza, mercoledì 11 maggio 2022, alle 11.

All’iniziativa è prevista la partecipazione di: Anna-Kaisa Itkonen del Segretariato Generale della Commissione Ue; Raffaele Lorusso, segretario generale Fnsi; Ricardo Gutiérrez, segretario della Federazione europea dei giornalisti; Carlo Bartoli, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti; Claudio Silvestri, segretario del Sindacato unitario giornalisti della Campania; Elisa Marincola di Articolo 21, Roberta Taveri di Article 19 Europe, Laurens Hueting di Ecpmf, alcuni giornalisti e giornaliste italiani. Modera Paola Rosà di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.

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