Università di Catania: quant’è dura la vita dell’aspirante professore di 1 fascia di Chirurgia generale (prima puntata)

Nel febbraio scorso IMG Press si era occupata della vicenda di un concorso universitario presso l’Università di Catania, quello per intenderci dell’assegnazione di un posto per professore di 1 fascia di Chirurgia generale. Oggi dobbiamo ritornarci sopra: i lettori ci scuseranno della ripetizione. Il fatto che ci spinge a riprendere il tema è abbastanza singolare viste le tante “anomalie” riscontrabili nella gestione del concorso che, come spiegheremo, non vedrà mai lo striscione d’arrivo.

A un occhio distratto la decisione presa dal vertice dell’Ateneo di intraprendere altri percorsi potrebbe sembrare un punto a favore del Rettore. La sua fine corsa verrà sancita dalla seduta Senato Accademico del 25 marzo scorso nella quale si delibera la creazione del centro di riferimento per lo studio delle patologie epatobiliari e pancratiche, benigne e oncologiche e per i trapianti di fegato presso l’A.O.U. Policlinico “G. Rodolico San Marco”.

Ma basta prestare un po’ di attenzione per capire che più di quello che c’è, a fare rumore è quello che non c’è. Nonostante il punto non preveda deliberazioni circa la revoca di Concorsi, nel testo della delibera, il rettore inserisce anche la revoca della procedura di selezione per un posto di Professore Ordinario di prima fascia, ai sensi dell’art 18 comma 1 della legge 240/2010, per il SSD MEDS-06/A Chirurgia Generale bandita con DR n. 2104 del 15.5.2025.

In definitiva si sarebbe deliberato una revoca senza che la stessa sia stata inserita esplicitamente all’OdG e la si ottiene nascosta tra le righe senza alcuna motivazione, associandola al reclutamento di n. 2 figure di Professore Associato di Chirurgia Generale, riservate a soggetti in possesso di Abilitazione scientifica Nazionale per Professore Associato che non hanno avuto rapporti di lavoro con l’Università di Catania nell’ultimo triennio.

Tale reclutamento viene deliberato direttamente da Senato accademico e Consiglio di Amministrazione, senza formale richiesta a monte di alcuno dei Dipartimenti Universitari.  Si tratta di una procedura prevista, ma anche questa assolutamente inusuale e non motivata.

La verità è che in Italia le regole ci sono, almeno sulla carta. Andiamo allora ad analizzare i documenti.

L’iter iniziale necessario per l’avvio del concorso ha la firma del Rettore uscente, professor Francesco Priolo ed è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 3 giugno 2025, con data di scadenza delle domande il 3 luglio 2025.

La procedura faceva seguito alla deliberazione del consiglio di Dipartimento di Chirurgia Generale e Specialità Medico Chirurgiche del 12.3.2025 e delle delibere del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione dell’Università etnea, rispettivamente, del 29 e 30 aprile 2025.

Il contenuto delle delibere sembra aver creato contrasti tra interesse pubblico e quello più strettamente privato.

Dovete sapere che esistono due modalità per l’espletamento del concorso a Professore Ordinario. Una prima riserva la partecipazione ai docenti che prestano servizio presso l’Università che redige e pubblica il bando e che hanno maturato una idoneità nazionale a rivestire il ruolo di Professore ordinario (art 24 comma 6 della legge 240 del 2010); la seconda consente la partecipazione a tutti coloro che sono già professori ordinari, o sono in possesso dell’idoneità di cui sopra, a prescindere dalla sede geografica in cui lavorano (art 18 comma 1 legge 240 del 2010).

Nel caso in esame, l’Ateneo bandisce n. 1 posto di Prof ordinario aperto ex art. 18 comma 1, in linea con l’orientamento del Rettorato Priolo che vuole premiare per singola procedura una competizione tra gli aventi diritto in Italia per dare l’opportunità a tutti di partecipare, non solo ai catanesi.

Una volta scaduto il termine per la presentazione delle domande da parte dei candidati, l’Università deve avviare le procedure l’iter per  comporre la commissione del concorso.

L’Università provvede, quindi, a inviare per mail ai professori italiani che sono inseriti in una speciale lista di potenziali Commissari l’invito a manifestare la propria disponibilità a far parte della commissione di quello specifico concorso.

La Commissione è costituita da tre docenti: il membro interno (Professore interno all’Università che bandisce il concorso, Catania in questo caso ) e due docenti esterni all’università che bandisce il concorso. Segue una fase intermedia diversa da Ateneo ad Ateneo, al termine della quale i membri esterni vengono sorteggiati e contattati dagli uffici dell’Ateneo per l’accettazione. Il Membro interno è deliberato dal Dipartimento che ha chiamato il concorso. A questo punto il rettore fa un decreto di nomina della Commissione.

L’interpello ai professori aventi diritto per costituzione della Commissione veniva prodotto tempestivamente dall’uscente Rettore Prof. Priolo.

Nonostante il perfezionamento della procedura per l’espletamento del concorso e il ricevimento nel mese di agosto di risposte positive all’interpello sulla disponibilità il tutto sembra arenarsi.

A metà settembre 2025 si insedia il nuovo Rettore prof. Foti.

Nel corso della prima riunione del Senato accademico del nuovo Rettore Prof. Foti, come può desumersi dal punto n. 4 dell’adunanza del Senato Accademico del 29 settembre 2025, pone all’ordine del giorno nuove modalità di utilizzo dei punti organico assegnati ai dipartimenti e disciplina transitoria. Il Rettore propone di dare la possibilità ai Dipartimenti di revocare gli art. 18 comma 1 ancora in itinere e ribandire come art 24 comma 6 riservati agli interni. Dopo l’introduzione del punto da parte del Rettore, l’orientamento oppositivo dei senatori suggerisce allo stesso di non porre in votazione la disciplina transitoria.

Successivamente il Dipartimento procedeva a formulare la proposta di membro interno nella figura del prof  Alessandro Cappellani, ordinario di Chirurgia generale, mentre l’amministrazione procedeva al sorteggio degli altri due membri. Il Rettore avrebbe così potuto firmare il decreto di nomina della Commissione.

Pronti via… falsa partenza

Nessuno, a quanto pare, aveva considerato che l’1 novembre 2025 il Prof. Cappellani sarebbe andato in quiescenza e, di conseguenza, non avrebbe potuto, come non ha potuto più far parte della Commissione. Il Dipartimento quindi comunicava all’Amministrazione centrale di voler procedere anche per il membro interno al sorteggio tra i professori Ordinari esterni a Catania. Tale sorteggio veniva eseguito nello stesso mese di novembre. Da tale data il Rettore avrebbe avuto, ancora una volta, la possibilità di procedere a nominare la Commissione, ma nulla è stato fatto.

A distanza di diversi mesi dal termine della presentazione delle domande da parte di nove candidati, l’apparente attendismo del Rettore e degli Uffici non è riuscito a produrre alcun atto di nomina della Commissione.

A tutto ciò si aggiunge un’apparente anomalia.

Il chirurgo generale dell’Università di Catania, il Prof. Antonio Zanghì, rappresentante dei professori associati in seno al Senato accademico, si farà portavoce, con pochi altri senatori, di invitare il Rettore a inserire all’ordine del giorno della seduta del Senato del 27.112025 la deliberazione relativa alle nuove modalità di utilizzo dei punti organico assegnati ai dipartimenti e disciplina transitoria – richiesta senatori, su cui il Senato nell’adunanza di settembre non aveva deliberato.

Tale richiesta, tuttavia, manifesta un apparente conflitto di interesse del prof. Zanghì in quanto quest’ultimo sarebbe uno dei candidati interni a UniCt che si gioverebbe grandemente dell’annullamento del concorso aperto per trasformarlo in procedura riservata ai docenti catanesi.

In ogni caso il punto viene votato e bocciato con l’astensione anche del Rettore. Il secondo atto, successivo alla bocciatura del Senato del tentativo di annullamento del concorso, vede invece l’invio al Direttore del Dipartimento che ha effettuato la chiamata, al rettore, all’Anvur e alla Corte dei Conti di una richiesta da parte di alcuni docenti del settore di chirurgia Generale di rivedere la modalità concorsuale. Anche tale richiesta non viene accolta.

A questo punto è lecito chiedersi: a chi gioverebbe il ritardo? Chi ha interesse che il concorso non venga espletato in tempi ragionevoli? Il ritardo può limitare qualche progressione di carriera determinando conseguenze sulle prossime assegnazioni dei ruoli di primario delle tre unità operative complesse di Chirurgia del Policlinico Rodolico cui potrebbe partecipare il vincitore del Concorso?

Ma a prescindere da tali interrogativi è possibile accettare che l’Ateneo di Catania, che dovrebbe essere la casa del merito e della trasparenza, debba attendere tempi oggettivamente interminabili  per l’espletamento del concorso di professione di 1 fascia di Chirurgia Generale che si presume sia stato bandito per soddisfare un interesse pubblico?

Il 10 marzo viene nominata finalmente la Commissione del concorso art 18 comma 1. Dal regolamento delle chiamate dei professori di I fascia dell’università di Catania si legge che la Commissione ha 120 giorni di tempo per terminare la procedura e consegnare gli atti al Rettore: macché, niente oltre a questo non si va.

Cosa è successo?

La Commissione non si riunirà mai nonostante avesse avuto 112 giorni per riunirsi tra il decreto di nomina e quello di revoca del concorso. Considerando che il regolamento di UniCt già precedentemente citato, da n. 4 mesi (120 giorni) per la conclusione dei lavori, la Commissione avrebbe avuto solo altri 8 giorni per iniziare e concludere gli stessi. Siccome le regole non sono una notizia dell’ultima ora, bastava regolarsi in anticipo, o no?

La storia del concorso, breve ma convulso, all’insegna di parole d’ordine spesso provvisorie e improvvisate, si chiude, lasciando dietro di sé delle ombre.

Ma andiamo con ordine ….

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