STRETTO DI MESSINA; COMITATO PONTE E LIBERTA’: CON IL PONTE DELLO STRETTO NASCERA’ LA QUARTA CITTA’ D’ITALIA, INTEGRAZIONE TRA MESSINA, REGGIO CALABRIA E COMUNI LIMITROFI CREERA’ POWERHOUSE ECONOMICA DA 635 MILA ABITANTI

MESSINA –  “L’unificazione dell’area dello Stretto attraverso il collegamento stabile darà vita ad una macro-città, demolendo i confini burocratici. Non si tratta solo di un’ipotesi ingegneristica, ma di una rivoluzione demografica senza precedenti. Se si sommano il nucleo storico di Messina e quello di Reggio Calabria, alle realtà industriali e logistiche del territorio, nasce un’entità urbana da oltre 635.000 abitanti”. 

Lo affermano gli ingegneri Mauro Fileccia e Giacomo Guglielmo del Comitato Ponte e Libertà. L’integrazione dei comuni della fascia tirrenica messinese e della piana calabrese  – proseguono – spostano l’asse degli equilibri nazionali. Infatti, partendo dal nucleo centrale (Messina, Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Scilla, Bagnara e Palmi), l’aggiunta dei centri nevralgici del messinese, trasformano i numeri in qualcosa che passerà alla storia. L’asse Milazzo-Barcellona Pozzo di Gotto porta in dote oltre 70.000 abitanti (rispettivamente 30.000 e 40.000), a cui si aggiungono i centri di Pace del Mela, San Filippo del Mela, Merì e Monforte, creando – continuano Fileccia e Guglielmo – un sistema produttivo e demografico imponente.

Con i comuni da Villafranca a Torregrotta, la continuità urbana è ormai totale. Poi, l’inclusione di Gioia Tauro (19.000 ab.) non sarà solo demografica, ma strategica perché aggancia alla città uno dei porti transhipment più importanti del pianeta. Il risultato di tutto ciò – continuano i rappresentanti del Comitato Ponte e Libertà – è una metropoli lineare da circa 635.000 abitanti. In Italia, questo significherebbe superare città come Palermo e Genova, insidiando il quarto posto di Torino. Lo Stretto diventerebbe ufficialmente la capitale del Mediterraneo. Una “Powerhouse” economica, che non contemplerà solo residenti, ma Pil e sviluppo.

La “Super-Città dello Stretto”, sottraendo le criticità delle vecchie periferie urbane e aggregando territori dinamici, si presenta con un profilo eccezionale: un unico sistema che gestisce il porto crocieristico di Messina, l’aeroporto di Reggio e il terminal container di Gioia Tauro. Per quel che riguarda l’energia e l’industria, con la raffineria di Milazzo e le zone industriali della Piana e del Mela, la città diventa un polo energetico nazionale. Infine per il turismo e la residenzialità, le ville di Sant’Agata, le bellezze di Scilla e Milazzo, offriranno una qualità della vita e un’attrattività turistica da competizione globale.

Gestire una città che si estende da Torregrotta a Gioia Tauro richiede – continuano – una visione amministrativa coraggiosa. Il Ponte è la chiave di volta: trasforma ore di tragitto in minuti, rendendo un cittadino di Milazzo e uno di Palmi abitanti della stessa realtà quotidiana. Nel 2026, la domanda non è più “se” il Ponte sia utile, ma come governare questo colosso che, per massa critica e peso politico, obbliga l’Italia e l’Europa a guardare allo Stretto come al vero motore del Sud. La “Sesta Città” era solo l’inizio: oggi lo Stretto punta al podio nazionale”.