Noemi, da donna forte nella vita quotidiana, scrittrice, insegnante, amante dei libri a candidata per il Comune di Messina: come è nata questa nuova sfida?
«La mia candidatura nasce da anni di esperienza vicino ai giovani, con il desiderio di trasformarla in un impegno concreto per la crescita di Messina. Accanto all’insegnamento e la scrittura, ho promosso iniziative culturali attraverso il mondo editoriale. Sono presenti anche interventi concreti sul territorio, come i giochi inclusivi nella villetta di Torre Faro, dedicata alla memoria di Giuseppe Sanò, primo parco inclusivo della città, e il completamento del progetto dei dissuasori anti-strascico a Capo Peloro contro la pesca illegale. Credo in una Messina che cresca attraverso la cultura, l’innovazione e la digitalizzazione, per essere più moderna, accessibile e vicina ai cittadini».
Qual è il senso di essere una candidata oggi?
«Essere candidata oggi significa assumersi una responsabilità autentica. Non è una vetrina personale, ma un impegno verso la comunità. Significa ricostruire fiducia attraverso ascolto, presenza e trasparenza».
La storia insegna – e poco se ne impara – che in politica, soprattutto in Sicilia, non è semplice far coesistere etica e consenso: la Messina percepita e quella reale?
«Messina è una città con due volti: da una parte viva e ricca di energie culturali, dall’altra segnata da difficoltà e distanza dalle istituzioni. Il compito della politica è colmare questo divario, trasformando il potenziale in realtà. Il consenso deve nascere dalla credibilità».
Fatti e non parole: è uno slogan molto in voga. Che ne pensi?
«Capisco il valore dello slogan “fatti e non parole”, nato dalla delusione verso promesse non mantenute, ma è riduttivo. Le parole servono a costruire visione, mentre senza azioni restano vuote. Il rischio è doppio: fatti senza direzione o idealismo senza risultati. La vera sfida è la coerenza: trasformare le parole in risultati concreti e misurabili, rendendo reali l’inclusione nei servizi e negli spazi, valorizzando la cultura come motore di crescita e investendo in un’innovazione e digitalizzazione efficaci e accessibili a tutti».
Ti rivedi nella definizione di paladina dei diritti delle fasce deboli? Quanto contano le emozioni?
«Le emozioni sono parte del mio impegno. Lavorare con chi vive difficoltà ti insegna empatia e determinazione. Non mi sento una paladina, ma una persona che sceglie ogni giorno di non voltarsi dall’altra parte».
La parità per le donne è ancora lontana. Qual è la tua idea?
«La parità è ancora un obiettivo. Servono politiche concrete e una trasformazione culturale che garantisca reali opportunità nei diversi ambiti della società».
Perché hai dato fiducia al progetto di Federico Basile?
«Ho riconosciuto una sostanziale operatività, concreta e certamente migliorabile. Credo in una Messina moderna, green e culturale, capace di investire nella digitalizzazione dei servizi e nelle opportunità per i giovani».
Il ruolo di Cateno De Luca viene criticato: rischio di perdere autonomia?
«Non sarò mai una figura passiva. Ho idee, competenze e una visione chiara. Il confronto è fondamentale, perché credo in ambienti dinamici e aperti».
Campagna elettorale fatta di “chiasso”: come invertire la rotta?
«Il rumore non risolve i problemi. Serve tornare ai contenuti, al confronto serio e alle soluzioni concrete. I cittadini meritano risposte, non slogan».
Tra le tante emergenze, qual è la più urgente per Messina?
«L’emergenza educativa e sociale. Senza investimenti nella scuola, nella formazione e nella digitalizzazione non c’è sviluppo. I giovani devono poter restare e costruire qui il loro futuro».
Chiudiamo con uno slogan: forse non tutti sanno che Noemi è…?
«Dalle idee ai fatti: cultura, parità e innovazione per Messina»