MESSINA AL VOTO & ANTONELLA RUSSO: Un’idea di politica diversa. Anche il risanamento è stato usato come strumento politico e propagandistico

Messina – Inevitabile che nell’imminenza delle Amministrative di maggio il laico faccia i conti terreni, mentre il Sistema quelli d’affari. O almeno sembra al primo colpo d’occhio, perché i due mondi, com’è ovvio, viaggiano in parallelo r alla fine si compenetrano nel reciproco vantaggio. Antonella Russo, Avvocata e Consigliera Comunale – Candidata Sindaca al Comune di Messina per il centrosinistra svela il suo programma a IMG Press citando una bella frase attribuita a Ernesto Che Guevara che dice “Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza”.

Si ritrova nell’essere donna determinata, che si è costruita la carriera di avvocata tutta sulle sue spalle con lo studio e il lavoro. E’ un equilibrio: la durezza è necessaria per affrontare le battaglie della vita e la lotta politica, mentre la tenerezza serve a preservare l’essenza umana e la capacità di amare.

Antonella, al Comune di Messina: cosa c’è che non va?

Tanto non va. Se anche volessimo spezzettare ogni singolo provvedimento della dimissionaria e ri-candidata amministrazione, pochi ne troveremmo che in otto anni siano stati fatti con la partecipazione attiva della cittadinanza. Una campagna elettorale continua, pensata soltanto per costruirsi un futuro politico elettorale (che guarda alla conquista del governo regionale) e che nulla a che fare con le esigenze reali dei cittadini. In merito ai conti comunali, ci sarà da fare una seria verifica sullo stato di attuazione del piano di riequilibrio. Per quanto riguarda il progetto “ForestaME”, non siamo ovviamente contrari al verde in città, tutt’altro, ma siamo contrari a lavori pensati male ed eseguiti peggio. Cantieri infiniti, con opere progettate con la fretta di dover spendere la pioggia di fondi europei arrivati in città. Sulle società partecipate noi abbiamo un’idea completamente differente rispetto a quella in essere. Si devono ridurre le società in house moltiplicate negli ultimi 8 anni, e si deve fare in modo che le stesse non appaltino all’esterno tanti servizi pubblici.

Quanto è cambiato il suo modo di fare politica dai tempi di Francantonio Genovese a oggi?

La politica, in generale, in vent’anni è cambiata completamente, soprattutto è mutata nel modo di essere vissuta dalle persone. La partecipazione e gli incontri sono spesso ridotti al lumicino, al contrario di una fortissima e incontenibile partecipazione sulle piattaforme social dietro uno schermo.
Io sono cambiata sicuramente nei modi, sono anche più matura rispetto alle prime elezioni in Consiglio Comunale, ascolto di più le persone. Non sono cambiata, invece, nello spirito che rimane battagliero e fermo nella morale sociale e politica.

Faccia un esempio di cambiamento di rotta…

Beh… sono stata l’ultima firma che ha portato la sfiducia al sindaco Renato Accorinti in Consiglio (poi non passata)… non so se oggi lo rifarei. Erano altri tempi, il Partito Democratico era all’opposizione e con il gruppo consiliare e la giunta “accorintiana” non c’era alcuna possibilità di dialogo.

La campagna elettorale per il momento è stata segnata, più che da programmi reali, concreti, dai duri sfoghi: da Basile a Scurria è una continua polemica. Neppure la sua coalizione sembra immune, mi riferisco a Ismaele La Vardera… Queste sceneggiate quanto giovano e, soprattutto, quanto penalizzano il voto per le Amministrative di maggio?

Non saprei dirvi se le “continue polemiche” funzionano in termini di voti, probabilmente la risposta giusta – anche questa volta – sta nel mezzo. Il “pubblico”, il giornali vogliono le polemiche, certamente più coinvolgenti di un programma elettorale. Sicuramente efficaci sul fronte della comunicazione e sullo spostare l’asse del dibattito. De Luca – a esempio – delle polemiche e degli scontri ha fatto la sua fortuna; credo non esista essere politico o del mondo dei media o della pubblica amministrazione che magari lo abbia criticato, con cui lui non abbia cercato la polemica e lo scontro. Probabilmente è un periodo storico in cui questi atteggiamenti piacciono, ma la storia è fatta di alti e bassi…e passerà anche il metodo De Luca!

Considero il buonismo un’ipocrisia, una balla. Soprattutto in politica, dove fingersi buoni non ha senso. Meglio apparire come si è: duri, magari spietati a volte, ma leali. Che ne pensa?

C’è quella bella frase attribuita ad Ernesto Che Guevara che dice “Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza”, io mi ritrovo nell’essere donna determinata, che si è costruita la carriera di avvocata tutta sulle sue spalle con lo studio e il lavoro. E’ un equilibrio: la durezza è necessaria per affrontare le battaglie della vita e la lotta politica, mentre la tenerezza serve a preservare l’essenza umana e la capacità di amare.

La storia siciliana ci ricorda che il sospetto è sempre l’anticamera della verità: in una battuta è un modo per capire, per chiedere verità e superare l’imbarazzo delle comode (as)soluzioni perché, per non scontentare nessuno, Messina è la città degli onesti galantuomini… La consigliera Russo, oggi candidata a guidare Palazzo Zanca, che idea si è fatta sulla polemica tra Federico Basile e l’allora subcommissario per il risanamento, Marcello Scurria, riguardante le procedure di acquisto di alloggi per lo sbaraccamento, culminata in scontri sull’asta di Contesse?

Vorremmo sapere ancora oggi le reali ragioni che al tempo hanno portato alla rimozione del subcommissario Scurria. Con il mio partito abbiamo anche chiesto di valutare l’ipotesi di un’ispezione del Governo Meloni in merito.
L’idea che mi sono fatta è che a Messina (anche) il risanamento è stato usato come strumento politico e propagandistico.

Sulla prossima realizzazione del Ponte – a detta di Matteo Salvini – che ne pensa? Siciliani e calabresi continueranno a essere considerati i dannati della terra, irredimibili, destinati a perpetuare i propri orrori e a ingrassare le mafie e i potentati economici o c’è la speranza di avere una speranza? Siamo sicuri che il Ponte non assorbirà risorse destinate ad altre priorità?

La nostra, la mia, è una posizione netta e precisa. L’unica tra i candidati a sindaco.
Lo abbiamo sempre detto: spostare i fondi per il Ponte per la messa in sicurezza del territorio, delle nostre colline e delle nostre strade… che non avvengano mai più tragedie come quella di Giampilieri.

Ammodernamento della rete ferroviaria siciliana (ancora in parte a gasolio), progettazione e realizzazione dei binari ad alta velocità (che non arriva nemmeno a Reggio Calabria).
Il mare è il nostro naturale orizzonte di sviluppo reale e concreto.

Messina ha bisogno di una metropolitana del mare e di collegamenti ferroviari interni che funzionino davvero.

Questa città è un work in progress. Sembra dire, ai tantissimi giovani che sono costretti a partire per colpa della politica e dei potentati che la condizionano: Quando tornerai, non sarà più la stessa che hai conosciuto ora… Ho notato che il leitmotiv dei suoi interventi è il patto con la città: ovvero la sfida che lancia impegnandosi a ricostruire anche materialmente Messina: il centro storico, le periferie, la fine dell’isolamento, una sorta di città – Stato. Crede davvero che basti cambiare il nome alle periferie, per recuperarle o ci vuole molto di più? La normalità, le opportunità, non andrebbero proclamate ma realizzate, sul serio?

Un giovane resta se si sente collegato al mondo. Una città isolata, fisicamente o digitalmente, è una città destinata a spegnersi. Lo spopolamento non si combatte solo con i soldi, dei progetti stagionali non gliene frega a nessuno e non risolvono la fame di mondo che c’è nei giovani. Bisogna restituire ai giovani la sensazione di poter essere protagonisti del cambiamento, non semplici spettatori del declino.
Un progetto politico come il nostro, che punta sul decentramento amministrativo, si basa esclusivamente sulla valorizzazione delle comunità locali e su una visione di sviluppo urbano e sociale che punta a riportare al centro e verso il centro storie, tradizioni, capacità ed esigenze reali dei cittadini.

Come consigliera comunale ha una lunga militanza, eppure il partito che rappresenta non è stato per l’asse De Luca – Basile un oppositore temibile… Anzi, oggi nelle liste di Basile troviamo tanti esponenti del Pd. Cosa è mancato secondo lei? Si è spezzato qualcosa? Qualcuno ha tradito, di chi è la colpa?

Se i numeri decantati da De Luca e Basile saranno confermati batteremo il record di scheda elettorale più lunga al mondo. Praticamente ci sono candidati pescati da ogni coalizione, anche ex accorintiani, ex di Forza Italia e di altri partiti. Anzi, il Partito Democratico ha tenuto, non mi risultano così tanti candidati nelle liste De Luca Basile che hanno gravitato in passato nel PD.
Non è una questione di “tradimenti” ma il sempre in voga “salire sul carro dei vincitori” e una “capacità di ammaliare” che in pochi hanno come De Luca.

Cosa si aspetta dal voto delle urne?

Un cambio radicale, quasi un colpo di scena.
Sento che possiamo farcela, sono le persone che ci fermano per strada a farci sentire che sono stanche. Quello che hanno fatto le amministrazioni di De Luca – Basile è tutto e il contrario di tutto e le persone se ne sono accorte.

In campagna elettorale volevano abolire le circoscrizioni, e invece ne hanno creata una nuova.
Le dimissioni di Basile giustificate con il fatto di non avere avuto una maggioranza assoluta in Consiglio Comunale, sono davvero una supercazzola.
Sono arrivati veramente tanti fondi europei in città, molti dei quali spesi male e tardivamente. Si poteva cambiare la città, hanno avuto 8 anni per farlo. Adesso si cambia! Siamo noi l’unica vera svolta.