L’intervento: Sicurezze e informazioni

Alcuni giorni fa qualche balordo ha cercato di boicottare la linea ferroviaria in quel di Pesaro, provocando per fortuna di tutti e incapacità del balordo, “solo” alcuni ritardi su quella linea con ripercussioni sul delicato sistema nazionale di mobilità ferroviaria. Da subito, politici e media si sono lanciati nell’ipotesi – forma più estrema non hanno trovato – che i boicottatori fossero anarchici (eterno spauracchio di ogni regime).

E  dagli un giorno, dagliene un altro… ecco che alla fine il cosiddetto gruppo anarchico che ha rivendicato il boicottaggio si è fatto sentire. Chi, al posto di questi circoletti di sognatori spesso violenti, non avrebbe fatto altrettanto? Perché, visto che dopo lo hanno fatto, non hanno rivendicato subito di essere i boicottatori… che è la rivendicazione il motivo principale per cui lo fanno (i disagi ferroviari? danni collaterali del loro violento uso della politica).

L’opportunità era su un piatto d’argento, con la promessa di esplosione mediatica che altrimenti, per gruppi che campano sul guardarsi allo specchio e ogni tanto a fare i violenti nelle manifestazioni di altri, mai ci sarebbe stata. Ovviamente la nostra è un’ipotesi, che pur se non troverà mai riscontro, si rifà al fatto che è dalla fine degli anni 60 del secolo scorso che siamo spettatori di vicende del genere.

Nel silenzio di una cosiddetta opposizione politica che ripete che quanto accade è per colpa dei cattivi al governo ma non dice nulla su “come, altrimenti”, nel vociare dei cosiddetti governativi che finalmente hanno trovato le iene su cui inveire e valorizzare le proprie seti di vendetta e rivalsa da sindrome di isolamento e vuoto culturale, coi pochi, invisibili marginalizzati che ragionano su violenza che non dovrebbe avere risposta con altrettanta violenza istituzionale.

Le istituzioni che si sentono finalmente importanti: quanti paragoni – con presunti  boicottatori ancora  ignoti – tra Pesaro e i blocchi ferroviari francesi nelle Olimpiadi, per dire che anche le nostre Olimpiadi – pur se “solo” invernali – erano altrettanto importanti da essere nel mirino dei temibili anarchici.

Ora è tutto un parlarsi addosso. Con gli istituzionali del governo che si sentono bravi perché hanno dato un anno in più di galera ai cosiddetti anarchici. Che non gli par vero di avere un nemico che inasprisce le pene, visto che nel loro sogno il popolo dovrebbe di conseguenza insorgere meglio per entrare nel sol dell’avvenire.

In corso queste “baruffe chiozzotte”, con informazioni e approfondimenti di media di Stato e privati (non c’è tv che si rispetti che non abbia un pantheon di commentatori ogni sera), ci sono quelli (sempre più maggioranza) che poi vanno ad incrementare il non-voto, e magari in questi giorni si vedono un po’ di sana tv con le Olimpiadi evitando con cura commentatori seduti in circolo in qualche studio.

 

 

Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc