Giulia Restuccia: Chi ha paura di fare chiarezza per l’Impianto di trattamento della frazione umida in località Mili-Moleti?

Impianto di trattamento della frazione umida in località Mili-Moleti – Richiesta di rivalutazione politica e istituzionale delle scelte localizzative.
Messina – Chi ha paura di fare chiarezza per l’Impianto di trattamento della frazione umida in località Mili-Moleti? Sembra che solo puntare l’attenzione sulla vicenda crea fastidio e rotture di scatole. Non si può e non si deve dire nulla. Quante volte avete pensato che il trattamento della frazione umida in località Mili-Moleti è una di quelle seccature che si possono associare al politically correct, sì insomma al politicamente corretto non parlarne. Eppure il Comune di Messina dovrebbe spiegare tante di quelle cose su cosa accade all’interno del sito. Dovrebbe, ma evita. Federico Basile dovrebbe ascoltare le lagnanze della gente e del consigliere comunale Giulia Restuccia. Ascoltare e rispondere con chiarezza perché solo così si potrà avere un quadro migliore di quanto succede nella zona Sud della città.


Giulia Restuccia, intende richiamare l’attenzione degli Enti in indirizzo su una vicenda che sta generando crescente preoccupazione nella cittadinanza e nei territori direttamente interessati, in relazione alla prevista realizzazione dell’impianto di trattamento della frazione umida in località Mili-Moleti.
Negli ultimi mesi, comitati civici, associazioni e singoli cittadini hanno sollevato osservazioni puntuali e circostanziate che evidenziano criticità ambientali, idrogeologiche e urbanistiche di estrema rilevanza.
Tali segnalazioni non possono essere liquidate come mera opposizione territoriale, ma rappresentano l’espressione di una legittima richiesta di tutela del territorio, della sicurezza pubblica e della salute dei cittadini, valori che devono orientare ogni scelta amministrativa e politica.
La localizzazione dell’impianto in un’area prossima a corsi d’acqua, caratterizzata da fragilità idrogeologiche e già oggetto di attenzione nei principali strumenti di pianificazione, pone seri interrogativi sulla sostenibilità complessiva dell’intervento e sulla coerenza delle decisioni assunte rispetto ai principi di prevenzione e precauzione.


A ciò si aggiunge un elemento di natura eminentemente politica e istituzionale: il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, rilasciato nel 2023, risulta antecedente all’approvazione del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani, che oggi individua criteri localizzativi chiari e stringenti, definiti espressamente come “escludenti”.
È legittimo, dunque, domandarsi se sia opportuno – oltre che corretto – procedere nella realizzazione di un impianto che appare non pienamente allineato con il quadro pianificatorio attualmente vigente, rischiando di alimentare conflitti sociali, contenziosi e un clima di sfiducia verso le istituzioni.
Insomma la Restuccia ritiene doveroso sottolineare che le politiche ambientali e di gestione dei rifiuti non possono essere calate dall’alto, né possono prescindere dal confronto con i territori interessati e dal rispetto rigoroso delle regole poste a tutela dell’ambiente e della sicurezza.
Le istituzioni hanno il dovere di dimostrare che le decisioni in materia ambientale non sono il frutto di automatismi procedurali, ma il risultato di scelte ponderate, responsabili e condivise, orientate al bene comune e al futuro della nostra città.

Per tali ragioni, con la presente si sollecitano gli Enti competenti a:
– procedere a una rivalutazione complessiva delle scelte localizzative dell’impianto e delle criticità evidenziate;
– approfondire con la massima attenzione le criticità segnalate dai soggetti civici e tecnici intervenuti nel dibattito pubblico;
– verificare la piena coerenza dell’intervento con il vigente Piano Regionale dei Rifiuti;
– considerare soluzioni alternative che risultino più compatibili sotto il profilo ambientale, territoriale e sociale.
– di garantire la massima trasparenza e informazione nei confronti della cittadinanza e degli organi istituzionali locali.
Alzi la mano chi non condivide questa sua battaglia per la salute e la sicurezza dei cittadini…