Barcellona (Messina) – Le plurime tifoserie intendono, dopo la campagna elettorale che è finita come è finita, ricercare e ritrovare altro spazio per discutere liberamente e disinvoltamente su cose che non attengono al corpo elettorale. Il cittadino vota e sceglie la compagine amministrativa che svolge il proprio ruolo di servizio per sciogliere nodi e risolvere i problemi con l’ordinaria e straordinaria amministrazione.
Il consiglio poi ha il compito di vigilare e controllare con una residua attività di proposta.
Questa preliminare precisazione è finalizzata a far capire a chi legge che è compito del Sindaco portare a compimento il suo programma, perché i cittadini, votando il sindaco, hanno votato e scelto il programma del sindaco eletto, come prevede la normativa vigente.
Per cui vero è che il consiglio può pure proporre proprie iniziative e deliberazioni, ma è il programma del sindaco che deve realizzarsi e l’attività di opposizione non può ridursi a mero ostruzionismo.
Ovviamente, nonostante sia uno strumento di democrazia e dialettica politica tutelato, l’ostruzionismo non può violare le norme del Testo Unico degli Enti Locali. Ad esempio, la giurisprudenza amministrativa ha stabilito che l’accesso agli atti non può essere abusato con finalità meramente ostruzionistiche o esplorative, per evitare il blocco degli uffici comunali. Per conoscere i limiti specifici del proprio Comune, è possibile consultare il Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale, solitamente disponibile nella sezione “Statuto e Regolamenti” dell’Albo Pretorio sul sito istituzionale dell’Ente. E se è il caso si possono pure adottare ipotesi di riforma di regolamenti se non siano più efficaci alla gestione dell’ente. Infatti l’ostruzionismo, se portato alle estreme conseguenze, potrebbe per l’attività dovuta, necessaria e doverosa essere condotto a forme di commissariamento dell’organo consiliare per dare compiutezza all’azione amministrativa finalizzata alla realizzazione del programma elettorale votato.
Quindi più che di maggioranza e/o di minoranza politiche io partirei dalle funzioni qualificate e differenziate degli organi comunali per dare un senso compiuto al necessario buon funzionamento della p.a..
L’ostruzionismo in Consiglio comunale è uno strumento politico certamente legittimo se usato per garantire il controllo democratico e il dibattito, ma diventa un illecito se blocca l’approvazione di atti fondamentali (es. bilanci). Perché l’abuso che paralizza l’ente viola il principio di buon andamento e imparzialità amministrativa, tutelato dall’art. 97 della Costituzione, spingendo l’amministrazione verso il dissesto o lo scioglimento.
Il bilanciamento tra l’azione di indirizzo/controllo dei consiglieri e l’attività amministrativa si articola su principi chiave:
• Il diritto di accesso agli atti: I consiglieri hanno il diritto di ottenere informazioni dagli uffici per l’espletamento del loro mandato (art. 43 del TUEL). Tale diritto va però bilanciato con il buon andamento dell’Ente: richieste massive o strumentali (abuso del diritto) non devono paralizzare gli uffici.
• Atti fondamentali e tempistiche: Il Consiglio ha competenza su statuti, regolamenti e bilanci. Il mancato rispetto delle scadenze per l’approvazione del bilancio a causa di ostruzionismo può comportare lo scioglimento dell’organo.
• Strumenti di garanzia: Per arginare le pratiche ostruzionistiche, i Comuni si dotano di Regolamenti per il funzionamento del Consiglio, che prevedono:
• Contingentamento dei tempi di intervento (ghigliottina).
• Limitazione del numero di emendamenti presentabili.
• Convocazione di sessioni straordinarie per approvare atti urgenti, superando eventuali, irragionevoli e inammissibili stalli. Nel diritto amministrativo, l’ostruzionismo illegittimo del consiglio comunale si configura quando vengono messe in atto pratiche strumentali (es. continue assenze per far cadere il numero legale, ostruzionismo procedurale, rifiuti illegittimi di approvare bilanci o surroghe) che paralizzano l’attività dell’ente e ledono le funzioni di indirizzo e controllo dell’assemblea.
Le conseguenze e i rimedi per tali condotte sono rigorosamente normati dal Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) e dalla giurisprudenza amministrativa:
• Scioglimento del Consiglio: Se l’ostruzionismo comporta la mancata approvazione di atti fondamentali e improrogabili (come il bilancio di previsione), o se l’organo non è più in grado di funzionare (es. impossibilità di procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari), il Prefetto può avviare la procedura di scioglimento del consiglio comunale con la nomina di un commissario prefettizio.
• Poteri sostitutivi: Lo Statuto comunale può prevedere interventi sostitutivi per garantire il funzionamento dell’Ente e superare lo stallo causato da un comportamento ostruzionistico.
• Limiti dei Consiglieri: Sebbene i consiglieri godano di una legittimazione rafforzata per accedere agli atti (ai sensi dell’art. 43 del TUEL), il Consiglio di Stato e i T.A.R. hanno stabilito che anche tale diritto non può essere esercitato in modo abusivo per paralizzare o ostacolare l’attività amministrativa dell’Ente.
Se si riscontra una situazione di stallo sarebbe utile e conducente approfondire le modalità su come sbloccarla, e si possono chiarire:
• se si tratta di mancanza del numero legale in aula o di rifiuto di approvare un atto specifico (es. bilancio)?
• Ovvero se l’azione ostruzionistica possa essere portata avanti dalla maggioranza con atteggiamenti di soperchieria o dalla minoranza con prove di forza improponibili ed insostenibili.
Con questi dettagli si può indicare e percorrere l’iter previsto dal TUEL più adatto ad ogni specifica situazione. E qui più che di politica allo stato attuale, vista e preso atto dell’intempestività, forse, converrebbe cominciare a pensare e concentrarsi su come porre in essere la buona amministrazione con soluzioni e prioritari atti dovuti.