TRUMP RICORDA L’ANIMA DELL’EUROPA, E PER QUESTO è OSTEGGIATO DAI MEDIA

Per capire perché quasi tutti i mass media americani e internazionali, compresa, l’intellighenzia più o meno progressistoide, combattono, osteggiano e odiano il presidente americano Donald Trump, dovete leggervi il suo bel discorso tenuto il 6 luglio 2017 in piazza Krasisnski a Varsavia. Il discorso integrale tenuto nella capitale della Polonia, si può leggere nella rivista bimestrale Cristianità, organo ufficiale di Alleanza Cattolica (D. J. Trump, La Polonia è l’anima dell’Europa: “Noi vogliamo Dio””, in Cristianità, n.386, luglio-agosto17). Marco Respinti studioso di cose americane, presenta l’evento polacco, sottolineando il grande spessore del discorso, tenuto proprio davanti al monumento che ricorda la rivolta patriottica dei polacchi nel 1944 contro i nazionalsocialisti tedeschi e i socialcomunisti sovietici e alla presenza del presidente Andrzej Duda e dell’ex presidente Lech Walesa.
Per Respinti, il presidente americano ha smentito il suo presunto isolazionismo. A Varsavia, Trump, rilancia un’alleanza che unisce gli Usa alla Polonia e quindi all’Europa. Anche se non mancano i motivi economici e di mercato, il viaggio di Trump, secondo Respinti, assume una valenza politica e soprattutto culturale. L’America di Trump si avvicina al concetto di Occidente e alla Polonia, che viene vista come confine, bastione di civiltà, che deve trasformarsi anche in ponte di pace e di prosperità. Nel discorso di Trump a Varsavia, a tratti si intravede, quella “grande Europa” di civiltà, cristiana, o meglio la “Magna Europa”, espressione dello studioso irlandese della cultura Hendrick Brugmans, di cui sono figli gli Stati Uniti d’America.“Erano quasi dieci anni – scrive Respinti – che l’Amministrazione statunitense non parlava più questa lingua chiara e supportata dal ‘pensiero forte’”. Un simile discorso lo aveva pronunciato il presidente George Walker Bush, il 15 giugno 2001, proprio a Varsavia, quella volta all’università.“[…] l’Europa e l’America, non saranno mai divise. Aveva detto Bush. “Siamo prodotti della stessa storia[…] condividiamo una civiltà i cui valori sono universali”.
Trump nella piazza Krasinski ha ricordato la gloriosa storia della Polonia,“il cuore geografico dell’Europa”. A cominciare dal “Miracolo della Vistola”, dove nel 1920, i polacchi guidati dal maresciallo Pilsudski fermarono l’Armata Rossa sovietica. E così mentre i nemici hanno cercato di trasformarla, di opprimerla e di distruggerla, la Polonia ha sempre resistito e prevalso. Il presidente Trump ha ricordato il dramma polacco che ha subito la duplice occupazione nazista e comunista e poi il massacro degli oltre 4.500 ufficiali polacchi, liquidati dai comunisti sovietici nella foresta di Katyn.
Inoltre Trump ricorda l’olocausto di più di centocinquantamila polacchi che morirono nel tentativo disperato di abbattere l’oppressione nazista, mentre dall’altra parte del fiume, a Varsavia, le armate sovietiche guardavano la mattanza dei polacchi. Ancora ricorda i quarant’anni di dittatura comunista che ha tentato di cancellare la storia, l’identità, l’essenza stessa della cultura e dell’umanità polacca.“Eppure, nonostante tutto, non avete mai perso il vostro spirito. Gli oppressori hanno tentato di spezzarvi, ma la Polonia non è stata spezzata”.
Naturalmente il presidente americano richiama il grande evento del 2 giugno 1979, quando un milione di polacchi si ritrovarono insieme in Piazza della Vittoria per la prima Messa celebrata da un Papa polacco.“Quel giorno tutti i comunisti a Varsavia hanno capito che il sistema oppressivo cui avevano dato vita sarebbe presto crollato”. Lo hanno capito, afferma Trump, quando durante l’omelia di Papa Giovanni Paolo II, “le voci di un milione di polacchi – uomini, donne e bambini – si unirono in una sola preghiera. Un milione di polacchi non chiedeva benessere. Non chiedeva privilegi. Un milione di polacchi cantò invece tre sole parole: ‘Noi vogliamo Dio’”. Il presidente americano si augura che quel grido di allora, che riuscì ad atterrare gli oppressori, spinga oggi i popoli della Polonia, degli Stati Uniti, dell’Europa a gridare ancora: “Noi vogliamo Dio”.
Guidati da Giovanni Paolo II i polacchi hanno ritrovato“la propria identità di nazione devota a Dio. E attraverso quella vigorosa affermazione di ciò che siete, arrivaste a capire che cosa fare e come vivere”. Sconfiggendo“un sistema malvagio e crudele che impoveriva le vostre città e le vostre anime. Avete vinto. La Polonia ha prevalso. La Polonia prevarrà sempre”.
Trump dopo aver ricordato le nuove sfide a cominciare dal terrorismo ideologico, ricorda le nuove forme di aggressione: propaganda, crimini finanziari e guerra cibernetica. E poi al pericolo che si trova su entrambe le sponde dell’Atlantico:“la burocrazia di governo che prosciuga la vitalità e la ricchezza del popolo. L’Occidente non è diventato grande grazie alle scartoffie e ai regolamenti, ma perché ai singoli è stato concesso d’inseguire i propri sogni e di decidere del proprio destino”. Trump auspica che tutti i popoli dell’Europa insieme agli Stati Uniti, combattano contro chi vuole cancellare i legami di cultura, di fede, e di tradizione. Pertanto, Trump invita a mettere“le donne in condizione di essere i pilastri della nostra società e del nostro successo. Al centro delle nostre vite poniamo la fede e la famiglia, non lo Stato e la burocrazia”.
Trump tocca l’argomento della difesa, necessaria, e l’Europa deve fare di più, come ha fatto la Polonia.“La domanda fondamentale dei nostri tempi è se l’Occidente abbia volontà di sopravvivere. Abbiamo sufficiente fiducia nei nostri valori da difenderli ad ogni costo? Abbiamo abbastanza rispetto per i nostri cittadini da proteggere i nostri confini? Abbiamo il coraggio di preservare la nostra civiltà di fronte a chi vorrebbe sovvertirla e distruggerla?”. Continua il presidente americano: “potremo anche avere le maggiori economie e le armi più letali del mondo, ma se non avremo famiglie forti e valori solidi, allora saremo deboli e non sopravviveremo. Se qualcuno avesse dimenticato l’importanza decisiva di queste cose, fatelo venire in un Paese che non le ha mai dimenticate. Fatelo venire in Polonia[…]”.
Veramente significativo è il ricordo che fa Trump di quei soldati polacchi combattenti che hanno tenuto il passaggio di una strada di Varsavia, la“Aleje Jerozolimskie”, il “viale Gerusalemme”. “Quegli eroi ci ricordano che l’Occidente è stato salvato dal sangue dei patrioti e che ogni generazione deve levarsi e fare la propria parte per difenderlo, e che ogni metro di terreno ed ogni ultimo centimetro di civiltà meritano di essere difesi a prezzo della propria vita”. E conclude:“la nostra battaglia per l’Occidente non comincia sui campi di battaglia: comincia nelle nostre menti e nei nostri cuori, nelle nostre volontà e nelle nostre anime. Oggi i legami che mantengono unita la nostra civiltà non sono meno vitali, né richiedono una difesa più blanda, del brandello di terra su cui tutte le speranze della Polonia erano un tempo riposte. La nostra libertà, la nostra civiltà e la nostra sopravvivenza dipendono da questi legami di storia, di cultura e di memoria”.
Tuttavia si auspica che come la Polonia non è stata spezzata, così si spera che capiti anche all’Occidente. E credo che la Polonia recentemente con il Santo Rosario recitato il 7 ottobre ai suoi confini, da migliaia di polacchi, ha dato una grande prova di essere ancora ancorata a quei valori spirituali, di fede che fecero grande l’Europa.
Ma l’amministrazione Trump non finisce di stupire, qualche settimana fa ha scritto un’altra splendida pagina, quella che riguarda il piano strategico per il periodo 2018-2022 del ministero della Salute degli Stati Uniti (Department of Health and Human Services, HHS), la notizia è una bomba. Praticamente, «L’HHS svolge la propria missione attraverso programmi e iniziative che coprono uno spettro ampio di attività, servendo e proteggendo gli statunitensi a ogni stadio della vita, a iniziare dal concepimento» (rigo 60). E poi: «Una componente importante della missione dell’HHS è servire tutti gli statunitensi dal concepimento alla morte naturale […]» (rigo 846). Il linguaggio non potrebbe essere più tranchant. L’attività del governo degli Stati Uniti in campo medico-sanitario – dice senza giri di parole il documento – è anzitutto e soprattutto quella di servire la vita così come essa è come essa è data senza che mano umano interferisca, e ciò costituisce una missione. Servire e proteggere sono i verbi adoperati, come nel motto della polizia americana: la funzione del ministero della Salute è cioè quella di essere la forza dell’ordine a tutela della vita, il pastore della vita umana. È la politica colta nella sua funzione autentica. L’aborto e l’eutanasia non sono dunque possibilità che possano essere prese in considerazione. Per gli Stati Uniti d’America non lo sono più. Sono escluse”. Di fronte a questa bella notizia Marco Respinti, commentandola ha potuto parlato, di “Vandea di governo”, questa volta è il governo statunitense che “rispedisce al mittente una misura legislativa irricevibile”.
Al di là come finisce con la legge federale, o con il Congresso, questa è una notizia di cui potrebbero parlare un domani i libri si Storia:“per questo governo degli Stati Uniti la vita umana è data e intangibile dal concepimento alla morte naturale, e unico compito dello Stato è quello d’inginocchiarsi a questa evidenza servendola nel migliore dei modi possibili e con tutto se stesso”.
Ecco dunque spiegato perchè Trump e il suo governo sono costantemente nell’occhio del ciclone, nel mirino dei potentati che non si sono affatto rassegnati a lasciare che le cose siano cambiate.

Domenico Bonvegna