Radio Zanca: è iniziata la corsa in soccorso del vincitore

di Roberto Gugliotta

Io non credo che i “professori” di questa saccheggiata Messina siano in grado di risolvere i problemi: sono sempre gli stessi e non cavano un ragno dal buco. Io non penso che ciò non riesce a essere risolto nelle sedi istituzionali si possa giustificare con il solito ritornello: la colpa è da ricercare in quelli che amministravano prima di me! Se uno non è in grado di far migliorare le cose è meglio che si dimetta: perché si propongono come soluzione se non sono capaci di cambiare registro? Se ci fate caso si discute tanto di precariato, servizi sociali, raccolta rifiuti, formazione, riqualificazione urbana, futuro cittadino e le soluzioni sono sempre uguali, ovvero mettere la città nelle mani dei soliti noti. Lungi da me il sospetto che i “professori” usino i problemi dei messinesi con curriculum vitae personale a seguito, però un cattivo pensiero spero mi sia consentito anche perché fino a prova contraria questa città affonda nei debiti anche per colpa dei “professori”. Tra discussioni accese sui tagli e pesanti rinfacci, non hanno mai affrontato la questione morale: magari perché da queste parti ogni assessore appartiene a qualcuno e ogni “professore” deve pagare il suo debito al SISTEMA. Avete fatto caso che sono sempre gli stessi che trattano le questioni “università”, “urbanistica”, “servizi sociali”, “rapporti con la chiesa”, “sanità”? Che ci sia un conflitto d’interessi è palese dato che a furia di parlare sempre con lo stesso interlocutore si creano dei rapporti amicali e dunque poco professionali. Ma non mi meraviglio più di nulla: la nostra è una città non fondata sul merito ma sulla raccomandazione. Il merito è l’ unica condizione che permette ai figli di nessuno di prendere l’ascensore sociale e di affrancarsi dalla loro condizione. Ma che merito ci potrà essere in un luogo dove il più etico deve pagare debiti di riconoscenza per sette generazioni? Per cambiare dal basso Messina servono orgoglio e passione per le cose giuste. Per questo motivo sostengo che anche con Renato Accorinti la tradizione continua: come Berlusconi è solito ripetere … “nessuno è meglio di me”!