RADIO ZANCA: L’IPOTESI DEL DISSESTO DEL COMUNE DI MESSINA

L’ipotesi del dissesto finanziario del Comune di Messina merita – si chiedeva qualche tempo fa Emilio Fragale – un punto di domanda. E’ evitabile? L’interrogativo, credo, impegna (o dovrebbe impegnare) tutte le forze politiche e sociali. Sterile appare, infatti, limitarsi a fotografare la situazione o a cercare di risalire alle responsabilità (per scansarle o scaricarle). Ogni giorno, su media e blog, i maggiori referenti di partiti e movimenti hanno affrontato l’argomento con ipotesi generiche, magari per non svegliare la coscienza critica dei messinesi. Schermaglie e propaganda che invece di informare … disinformano: il dissesto non rappresenta opinione o opzione politica! Come non è una soluzione per i mali della città indire il concorsone SINDACO attraverso le selezioni stile Grande Fratello: noi crediamo che una serata danzante con i 16enni aiuta a risanare i debiti del Comune, semmai quelli del Pr. Dai candidati virtuali solo banalità e cazzate di economia: scarsi ragguagli sul modo di fronteggiare il debito divenuto oramai gravoso per l’intera macchina amministrativa. Al di là delle adunate agli angoli della città con bizzarre manifestazioni qualcuno ci spieghi come farà a ridurre la spesa di Palazzo Zanca, base del dissesto. Sarebbero anche da ricordare le sofferenze dei Servizi sociali – slogan a parte – che in una città come Messina sono il pane quotidiano per tante famiglie. Definito l’itinerario … si aprirà, in seguito, la contesa per la guida gestionale del Comune, sapendo che – in ogni caso – con risorse scarse, se non si vuole eccellere in demagogia, si dovranno definire i programmi introducendo meccanismi “partecipativi” per dimensionare i costi, realizzare il coerente e il sostenibile, valutare gli investimenti. La politica è sana se riesce a misurarsi con le aspettative della gente.