ASCOLTATE I CITTADINI PRIMA DI DECIDERE!

Egregio Direttore,
vedo con piacere che altri lanciano la proposta dei REFERENDUM Comunali, sulle orme della vicina Confederazione Elvetica, proposta che già io caldeggiai in passato ed ho rispolverata recentemente per favorire la partecipazione attiva dei Cittadini alle scelte più importanti della Città. E soprattutto per impedire certe scelte inutili (ma costose) o inopportune e dannose non condivise dalla maggioranza degli elettori. Leggo e approvo quanto scrive il Sig. G.N. CATTANEO (lettera a Varese News del 25/8 e alla Prealpina del 28/8) che giustamente respinge le critiche di “populismo” e crede che introducendo un tale strumento di “democrazia diretta” si possa dare un po’ di ossigeno a questa nostra asfittica democrazia. Metodo del resto proposto recentemente anche da LUISA OPRANDI, Consigliere Comunale del P.D. a Varese, a proposito della destinazione d’uso dell’edificio fatiscente dell’ex Caserma Garibaldi in pieno centro città.
Come si vede qualcosa si sta muovendo nel senso di una maggiore partecipazione democratica dei Cittadini alla vita pubblica, nel tentativo (pur se tardivo) di riavvicinarli al “palazzo” ed ai politici locali (da cui oggi si sentono esclusi).
Sulla Prealpina del 28/8 ho pure letto ed apprezzato la bella lettera del Sig. G.P. BOSSI di Cunardo che si lamenta del “Vizio tutto italiano di non rispondere mai alle domande, anche se scritte” da parte dei politici e dei burocrati di diversi Enti pubblici. Questo malcostume nostrano è stato già da me più volte denunciato in recenti lettere ai giornali, ma non ha sortito alcun esito. Nessuno degli Amministratori pubblici si è degnato di dare né a me né ai Varesini una qualche risposta in merito alla decisione (a mio avviso del tutto sbagliata) di mantenere due poli ospedalieri a Varese: anche per questo ho avanzato e caldeggiato la proposta dei referendum. Speriamo che altri si destino dal letargo e manifestino pubblicamente il loro sdegno per simili comportamenti e sostengano attivamente questa proposta, che potrebbe rivitalizzare almeno a livello locale questa agonizzante democrazia. E soprattutto che i politici locali si ravvedano e vi aderiscano, promuovendo dei “minireferendum popolari” prima di prendere decisioni importanti per la Città, il che non toglierebbe loro il potere ma semmai lo rafforzerebbe. Nell’interesse loro (che eviterebbero così scelte inopportune e impopolari che poi si ritorcerebbero a loro danno) e di tutti i Cittadini (anche se meno dei partiti).

Giovanni Dotti