RADIO ZANCA: SINDACO BUZZANCA SALVACI, ABBIAMO MOGLIE E FIGLI

Le sedute di Consiglio Comunale di Messina possono essere interpretate in diverso modo da parte di chi assiste, ma certi fatti e certe dinamiche d’aula – di notevole spessore – non dovrebbero essere sottaciuti o distorti da parte di chi è vincolato da precisi obblighi di una corretta informazione. Da una parte, certi avvenimenti sono interpretati in chiave buonista, filo politica, dall’altra si ha la consapevolezza che la politica non può condizionare certe questioni prettamente tecniche e che riguardano precise previsioni normative oltre che responsabilità evidenti da parte di chi rappresenta il popolo sovrano e a esso deve rispondere a prescindere dai partiti che lo hanno sostenuto, e quindi decide di dare una informazione quanto più chiara e coerente possibile. I fatti di oggi sono eloquenti. Ancora oggi determinati tatticismi creano ritardi nella gestione delle attività consiliari, allorquando ci sono atti di pregnante importanza che il Consiglio Comunale deve trattare obbligatoriamente senza ritardo, anche perché incombono le prescrizioni dettate dalla Corte dei Conti. Partiti in balia delle strategie Nazionali e Regionali. Al governo Nazionale PDL e PD, stanno lavorando alla nuova legge elettorale che si farà solo se riuscirà a rafforzare il bipolarismo nell’unico modo possibile, sovra-rappresentando i due grandi partiti liberandoli da ogni vincolo di alleanza preventiva con gli altri (Lega IDV Sel Udc) togliendo ai piccolini (inclusa Fli qualora dovesse presentarsi da sola) la possibilità di entrare in Parlamento. L’inchiesta sull’affaire Lusi contribuisce a complicare la posizione di Fli: appassita la Margherita, il terzo polo di riduce a un tandem Fini-Casini. Cioè una posizione molto squilibrata tra due leader, in posizione molto diversa, l’uno può superare lo sbarramento del 5% l’altro no. I futuristi metteranno piede in parlamento solo se l’UDC confermerà l’alleanza con loro. Potrebbe verificarsi il caso che Berlusconi conceda condizioni eccezionali all’UDC sotto l’insegna del Pppe italiano. Il Pd d’altro canto sembra propendere verso un alleanza con Vendola e Di Pietro, rinunciando quindi ad apparentarsi con l’UDC, e con Fli a cui non si perdona la camicia nera. Per cui se il terzo polo resta in piedi, Fli ha qualche possibilità di farcela, diversamente si ritroverà senza futuro. Ma andiamo a Messina – Tutti contro tutti. Oggi per l’ennesima volta sulla votazione degli ultimi tre emendamenti, si è deciso di rinviare la seduta, per questioni lana caprina. Come? Qualcuno ha pensato bene, su emendamenti di una estrema chiarezza di interpretazione, di presentare dei sub- emendamenti. Siamo su scherzi a parte? Per niente. E’ accaduto veramente così. Gli emendamenti riguardavano, “l’avvio entro sessanta giorni dall’esecutorietà della presente delibera, delle azioni di responsabilità ai sensi delle normative vigenti, nei confronti dei soggetti amministratori per i danni derivanti da perdite patrimoniali causate nel corso delle rispettive gestioni dell’Azienda speciale, nonché nei confronti di chiunque si sia reso responsabile, di azioni dannose per la stessa Azienda, tanto nell’ambito della gestione ordinaria, quanto nell’ambito delle operazioni straordinarie” (proponente Cantello), un altro “che la votazione del presente atto e quindi l’avvio di ogni procedura che interessi l’Azienda speciale ATM, sia subordinata alla realizzazione di un piano di ristrutturazione del debito, redatto ai sensi delle normative vigenti, e da comunicazioni ai creditori, ove si evinca la volontà di rilancio dell’Azienda, e le proposte inerenti le modalità di pagamento dei debiti”, (proponente Ivano Cantello) questione che doveva comunque essere inserita per logica nella proposta di delibera, una blindatura che avrebbe dato sicurezza a eventuali future azioni da parte della classe creditrice. L’altro riguardava, un emendamento del PDL, che comunque specioso non sarebbe stato possibile votare, alla luce della sentenza n.401/2011 della Corte dei Conti Sezione prima giurisdizionale centrale, ma che comunque viene indicato come oggetto dell’armistizio interno alla maggioranza per giungere a una non pronosticabile votazione finale univoca. (vds allegato). Ma cosa pensate gliene importi ai dipendenti dell’ATM o ai cittadini messinesi che si ritrovano oggi, sprovvisti di un trasporto di servizio pubblico degno di un paese civile, di chi vuole essere protagonista di questa delibera? I dipendenti, chiedono solo che si voti una delibera “qualunque” e che non perdano il posto di lavoro, oggi che un posto di lavoro vale la sopravvivenza delle loro famiglie. Ma ci si perde in smanie di protagonismo sotto l’insegna delle logiche nazionali che hanno ridotto la delibera un aborto. Non siamo al Parlamento. Oggi la votazione dell’emendamento inerente l’avvio delle azioni di responsabilità deve essere un segnale per la città, di un tentativo di inversione di tendenza. Si dovrebbe dare il giusto peso. Il Consiglio Comunale questa sera si è assunto una grande responsabilità, ha dato un segnale di serietà. Per tutte quelle persone che purtroppo non avendo la possibilità di permettersi in mezzo di trasporto aspettano invano sotto la pioggia, un autobus o un tram che spesso non arriva mai. Per tutti quegli anziani e quei ragazzi che viaggiano in condizioni disumane. Ma a nessuno sembra importare. Quindi la questione si sarebbe potuta chiudere oggi. Gli emendamenti del PD, sono stati ahimè bocciati, in quanto ritenuti non in linea con l’attuale situazione economico finanziaria dell’azienda ATM. E cioè situazione diversa da Catania, bilanci non approvati, non certificati. Inoltre qualcuno ha fatto rilevare che il PD a Catania si è opposto a tale operazione. La trasformazione per scissione non può quindi essere presa in considerazione anche in relazione al fatto che i rapporti tra debiti e crediti non sono lineari, vi sono passività e perdite di gestione, e quindi il comitato dei creditori come già detto, si opporrebbe rispetto a debiti così rilevanti. Sarebbe stata una giusta indicazione qualora la situazione gestionale dell’azienda fosse stata diversa, proponendo prima un accordo con i creditori. Il Pdl ha concordato con tale tesi e quindi insieme all’UDC, che ha lasciato solo il PD si è astenuta non permettendo al provvedimento di passare. Ma dulcis in fundo, i sub emendamenti, uno del pdl, l’altro dell’udc bloccano l’iter. Il dirigente, nonostante la semplicità degli emendamenti e dei sub emendamenti per bocca del presidente del consiglio, ha deciso di non poter esprimere subito il parere (ci vogliono un paio di giorni). Un rompicapo. Un risiko. Si è tentato di rinviare la trattazione degli emendamenti, ma il ritiro inaspettato di uno degli emendamenti (sub emendato), ha permesso di proseguire con la trattazione dei successivi emendamenti. Si è quindi è a stento votato l’emendamento relativo all’avvio delle azioni di responsabilità, ma poi posizioni contrastanti sul proseguire o rinviare i lavori, sono state determinanti per non procedere a continuare chissà per quale diabolica strategia (cosa più logica la trattazione degli emendamenti e la votazione della delibera). Nonostante posizioni contrarie che propendevano a continuare l’ordine dei lavori, considerate le questioni spinose all’esame del Consiglio. L’UDC, per le motivazioni suesposte avrebbe dovuto ritirare il sub emendamento e quindi avrebbe dovuto procedere per senso di responsabilità alla votazione, per mettere la parola fine a questa triste vicenda. La delibera Salva Colline (qui ci sarebbe un’altra telenovelas da raccontare) e tutte quelle delibere inerenti le questioni riguardanti le prescrizioni e richieste delle Sezioni di Controllo della Corte dei Conti. Oggi sulla questione è intervenuto per l’ennesima volta in aula, Consigliere Comunale Ivano Cantello il quale ha annunciato di aver presentato una proposta di delibera ed una interrogazione (vd allegati) inerenti la prima ad una presa d’atto per le successive determinazioni delle prescrizioni e richieste delle Sezioni di Controllo della Corte dei Conti, ove si demanda alla Giunta Comunale, ai Responsabili dei Settori ed al Collegio dei Revisori dei Conti, di individuare le misure correttive, così come ordinato dalle Sezioni di Controllo, da proporre al Consiglio Comunale che assumerà le relative determinazioni in merito, l’altra per chiedere con urgenza, quali misure correttive ognuno per la parte di propria competenza, considerate le normative di riferimento (Giunta Municipale, Responsabili dei settori, Collegio dei Revisori) intende proporre al Consiglio Comunale, per affrontare le criticità delle situazioni rilevate dalle Sezioni di Controllo della Corte dei Conti. In modo che nulla possa essere addebitato al Consiglio Comunale nell’eventualità di una non possibile adozione di misure correttive nei termini prefissati. E’ evidente che la competenza è del Consiglio Comunale per l’adozione, ma sono i tecnici che devono proporre le dettagliate idonee misure correttive. Tutti siamo consapevoli che bisogna incrementare le Entrate correnti, e tagliare le Spese correnti. Ma abbiamo scoperto l’acqua calda? Come. Il Consiglio attende. Ma se per un emendamento da quattro lire un dirigente ci stà due giorni, stiamo freschi. Consiglieri preparate le valigie. O meglio salite sulle scialuppe di salvataggio prima che sia troppo tardi.