Sarah, studentessa, modella, testimonial che vuole lavorare per una ONG

Sarah Fusi, studentessa, modella, testimonial, donna in cerca di realizzare i suoi sogni. Sarah, cittadina del mondo, nata a Milano. Vi raccontiamo il cammino di Sarah nella moda tra shooting e sfilate.

 

“Ciò che mi piace di più del mio lavoro – svela Sarah – è la possibilità di essere indipendente senza avere un impiego fisso che occupi tutto il mio tempo – fino a quando potrò – e conoscere diverse figure artistiche, oltre ad avere canoni di bellezza molto più estesi e complessi di un tempo. Della moda mi piace scoprire che c’è del bello dietro a un difetto, che la diversità può diventare fascino”. Ma quello che più colpisce, bellezza a parte, è la sua anima di cittadina del mondo. Sensibilità per gli ultimi. Ecco un dettaglio che fa la differenza: Sarah divisa tra, set, corsi universitari e organizzazioni no profit. Dovremo, a livello personale e collettivo, rispondere per i valori o disvalori trasmessi ai nostri amici. Questo deve ricordare a tutti noi, ma in modo particolare a quanti hanno ruoli di responsabilità, che bisogna investire sulle donne, credere nelle loro capacità e nella loro forza per costruire un mondo di pace, fratellanza, accoglienza, rispetto e sviluppo a tutti i livelli. “Mi sto intanto laureando in Scienze politiche e relazioni internazionali, e quando avrò finito gli studi mi piacerebbe far parte di una Ong e pubblicare romanzi, per cui rinuncerò senza dispiacermene al mondo della moda, dal momento in cui non mi interessa diventare famosa”.

Che vi dicevamo all’inizio del racconto? Sarah spiazza tutti con la sua sensibilità: altro che banalità. Modelle belle ma senza cervello? Vorrei ribaltare questa leggenda, sostenendo che saranno proprio le donne come Sarah a salvarci dalla nostra fragilità nei valori e non solo. Non è forse giunto il tempo di riprendere in mano il nostro ruolo nella società, nella sfera pubblica o privata per riscoprire e vivere i valori veri, autentici e duraturi, senza compromessi, scappatoie e illusioni?

Grazie Sarah, buona la prima.

Sarah cosa non è stato ancora scritto su di te?

Su di me non è stata ancora scritta un’intervista. Questa è la prima che faccio.

Quanti rimpianti hai da metabolizzare?

Tendo a vivere la mia vita in modo di aver il minor numero di rimpianti possibili, a essi preferisco i rimorsi. Questo modo di essere può a volte risultare un po’ edonistico, ma non genera disturbo al prossimo, e mi va bene così.

Una leggenda metropolitana sulle modelle?

Ci sono tante leggende metropolitane sulle modelle, sicuramente la prima falsità è che seguono una dieta ferrea: le modelle devono rientrare in certi canoni, è vero, ma come rimanerci è una scelta personale, basata anche sul proprio metabolismo. Io ad esempio mangio parecchio, pasta alla mattina e alla sera.

Più femminista o più velina?

Sono femminista. Mi infastidisce che questa parola venga demonizzata e associata al sessismo.

Quante veline ci sono in politica?

Non così tante, tralasciando qualche caso. Credo che per quel tipo di persone ci siano altri mezzi per avere privilegi.

Ti piace scrivere: ritroveremo il tuo nome sulla copertina di un libro?

E’ quello che spero. Mi piacerebbe fare ciò che amo per lavoro, anche se sono consapevole di quanto possa essere complicato.

Quale parte sepolta della nostra storia vorresti riscrivere?

Credo che la storia debba andare esattamente come è andata. Ci sono stati tanti orrori, ma è da quelli che siamo arrivati fino a dove siamo ora. L’autodeterminazione e lo sviluppo morale sono processi lenti, e ogni rivoluzione nasce sempre da traumi collettivi.

Una scoperta che ti ha fatto aprire gli occhi…?

Ultimamente ho avuto modo di vedere un video che spiega come il modo in cui usiamo un social influenzi il mondo. A esempio, se vediamo qualcosa che ci fa arrabbiare, la nostra prima reazione è quella di postare la nostra rabbia e condividerla: ma questo non fa altro che aggiungere ulteriore rabbia al mondo, come usare del fuoco per spegnere un incendio. Era una cosa che già avevo interiorizzato, ma vederla posta in questi termini mi ha colpito.

Per Sarah la notorietà cosa significa: non fare la fila al supermercato o nei locali?

Non credo di avere così tanta notorietà da poterti rispondere, anche se mi è possibile entrare in alcuni locali e in alcune discoteche gratuitamente, essere pagata per fare delle cene in certi ristoranti o per fare presenza a qualche serata di gala. In realtà è una cosa comune a tante modelle, nulla di eccezionale.

Questo è il paese dell’importante è vincere non partecipare, magari “drogando” corpi o incontri. Che ne pensi?

Non vivo la mia vita come se fosse una competizione, non mi interessa raggiungere la cima prima di altri, per cui non sento la necessità di arrivare a tanto. Mi basta stare bene con me stessa e proseguire per la mia strada. In ogni caso, in Italia c’è davvero ancora tanto da dover migliorare.

E’ vero che essere idealisti rende un po’ infelici oltre che soli?

E’ vero. Voler sempre fare ciò che è giusto spesso comporta un prezzo da pagare.

Noi sosteniamo che la vera trasgressione oggi è vivere da persone normali…

Io non credo nel concetto di normalità. Normale per chi? Ci sono consuetudini dall’altra parte del mondo considerate assolutamente normali ma che qui da noi sarebbero viste come bizzarre. Mi piace chi è spontaneo e non bada alle etichette.

Se si riflettesse un po’ il tormentone più in voga di questi tempi è: giovani, precari e rassegnati…

Purtroppo è così. La laurea non serve più a molto, essendosi ampliata la fascia di popolazione che frequenta le università. Credo che lo step successivo all’avere una marcia in più degli altri, a livello curriculare, sia l’Erasmus e lo stage all’estero.

Tu sei favorevole nell’aiuto dei politici o pensi che, sotto sotto, ci stanno a provare?

Penso che la politica sia molto complessa, strategica. Tendo a prendere con le pinze tutto ciò che viene promesso da quel lato della società.

Il prossimo traguardo…?

Il prossimo traguardo è prendere la patente. Fino a quest’anno mi sono sempre trovata bene con i mezzi di trasporto, e non ho sentito la necessità di farla. Ma adesso è il momento di avere la macchina. Voglio anche superare alcuni esami e provare a lavorare in una ONG o in una casa editrice. Il mio percorso come modella non durerà ancora per molto.

Dopo quante domande hai pensato: peggio di IMG Press solo l’Agenzia delle Entrate?

Ma no, sono state domande interessanti. Diverse dal solito.