CONFESSIONE DI UNA ARTISTA: I COLORI NELLA VITA DI CARLA PISTOLA

Carla Pistola nasce a Jesi una piccola cittadina nelle Marche (Italia) dove tuttora vive e lavora. Fin da piccola ama esprimersi con il disegno e i colori. Affascinata da questa magia espressiva, passa gran parte della sua infanzia, a osservare e cercare di imitare un noto pittore locale, Mondo Giuliani.

Il suo percorso scolastico si sviluppa poi nel settore della moda che la porta ad aprire negli anni 90 un laboratorio artigianale di consulenza stilistica. Coltiva cosi anche il suo amore per il disegno e la pittura. Ma è soltanto nel 2015, quando incontra il prof. Giorgio Gregorio Grasso, critico e storico dell’arte, che decide di mostrare le sue opere al mondo e inizia la sua piena attività espositiva che la porta ad esporre in tutta Italia e all’estero con mostre collettive e personali ottenendo vari riconoscimenti e pubblicazioni. Le sue nuove amicizie la portano anche a New York, dove oltre a esporre le sue opere, posa anche come modella. Le sue opere sono esposte in musei e privati. Lavora all’interno di stili sia figurativi che astratti i quali derivano dalla contaminazione e dal fascino subito dagli stili dei movimenti d’avanguardia del 900. Sia nel figurativo che negli astratti, Il colore è il mezzo espressivo che più la rappresenta. In ogni sua opera usa questo mezzo per indurre lo spettatore a perdersi in un mondo interiore e immaginario dove ritrovarsi e sentirsi, dove lasciarsi andare alle emozioni.

Carla il ruolo dell’arte nella tua vita?

Da piccolissima stavo sempre dai nonni che abitavano nello stesso palazzo di un artista. Amavo ammirare cosa egli riuscisse fare con i colori. Con un semplice gesto una linea e un tocco di colore costruita paesaggi o ritratti, accennati con colori evanescenti quasi ma con tanta forza espressiva, per me era magia. Cercavo di rifare la stessa cosa a casa da sola. Disegno e colori hanno preso parte della mia vita. L’arte per me vitale. Mi porta in una dimensione unica dove esisto e mi annullo contemporaneamente, dove non esiste né tempo né spazio, e nella quale anche gli stessi cinque sensi che ci permettono di percepire la vita non sono più necessari perché li oltrepassa. Quando dipingo divento parte di un universo immenso che mi rasserena. Per me l’arte non è soltanto bellezza estetica, perfezione, armonia, ma brivido estatico sublimato, distaccamento dal reale, guarigione e rinascita. Mi permette inoltre di alimentare quel lato bambino di me che nessuno mai dovrebbe spegnere o soffocare, che mi fa approcciare alla vita con curiosità e mi alleggerisce dai problemi che quotidianamente si propongono.

Se dovessi spiegare a qualcuno il tuo stile?

Amo il disegno e il colore con il quale ho una perfetta sintonia, questo mi ha portato verso l’astrattismo. Definire il mio stile credo sia un po’ difficile. Mi sento un po’ astrattista espressionista, in quanto gli artisti appartenenti a quella corrente, con il colore e i gesti davano espressività ai sentimenti e alle emozioni. Io faccio la stessa cosa con miei colori, tento di esprimere la bellezza, l’armonia e di provocare sensazioni di benessere. Ma la mia pittura è anche intuitiva: nel dipingere seguo le indicazioni che l’opera stessa man mano che si compie mi suggerisce. E’ straordinario quando, una volta terminata, essa dialoga con me raccontandomi la sua storia.

Cosa ti differenzia dagli altri artisti?

A differenza della tendenza di molti astrattisti che seguono lo stile di artisti famosi pur facendolo proprio, e si uniformano pur non volendo, io credo di seguire il mio stile unico, fatto di colori segni, soffuse geometrie e scritte minuscole. Quest’ultime possono essere le stesse frasi che ripeto sempre sui tutti i miei dipinti o un testo che nasce dall’opera stessa. Ogni opera nasconde il suo segreto le sue frasi, il suo testo. Mi piace che l’osservatore debba ricercarli perdendosi all’interno delle varie sfumature dei miei dipinti

La prima cosa che dici quando finisci un lavoro?

Sto in religioso silenzio ed ascolto la profonda emozione e sensazione di benessere che mi trasmette. In genere provo una sensazione difficile da spiegare, di beatitudine, guardo le mille sfumature che si sono venute a creare, le osservo come fossero opera di una qualche magia e i sento in pace col mondo felice di quella produzione. Provo una profonda sensazione di benessere che mi porta a restare in silenzio.

Un’icona del passato?

Ce ne sono moltissime difficile nominarne una soltanto ma riguardo l’astrattismo posso citare sicuramente Kandinsky, Padre e teorizzatore dell’Astrattismo, ha rappresentato, con la sua arte fatta di colori e forme, uno degli esponenti più rivoluzionari dell’arte del Novecento. Aveva posto al centro del suo studio l’uso dei colori, egli diceva che così come le note, organizzate sullo spartito, hanno la capacità di toccare corde inusuali e recondite, cosi possono fare i colori, dotati di tono, vibrazioni e caratteristiche proprie. Al par suo per me i colori parlano, suonano, profumano… sono poesia pura. Oltre lui di miti in campo artistico ne ho tantissimi da cui apprendere, che dire di Klimt, Chagal e …. Michelangelo, Leonardo da Vinci.

Il colore preferito?

Direi il rosso

Il Belpaese come lo rappresenteresti e perché?

La mia amata e troppo bistrattata Italia la rappresenterei come uno dei miei coloratissimi astratti da dove spunta la Venere di Botticelli, in tutta la sua maestosa bellezza ed eleganza… l’Italia infatti ha una miriade di paesaggi, mare montagne, colline, tutte le stagioni e tanta storia. E’ il paese della Bellezza e dell’amore anche se non mancano note di nero data la situazione attuale, ma d’altronde questa e’ un quadro globale.

Quanto siamo amanti della cultura e quanto fingiamo di esserlo?

Amanti della cultura? Certo ma troppo abituati ad averla sottomano da non accorgersi troppo spesso dell’immenso valore che si possiede tanto da tenere chiuse tante cattedrali maestose. Dovrebbero sensibilizzare all’arte e al patrimonio storico che l’Italia ha fin dalla nascita. Abbiamo ricchezza infinita e non ce ne curiamo abbastanza.

Incontri in un museo il ministro Gennaro Sangiuliano: cosa gli chiederesti?

Si dovrebbe dare maggiore importanza e agevolare economicamente eventi artistici contemporanei, ci sono tantissimi artisti degni di nota tutti da scoprire. Si dovrebbero riservare degli spazi comunali o provinciali dove potersi mettere in mostra senza spendere cifre esagerate. Ormai è diventato quasi impossibile partecipare a mostre sia collettive che personali dato i costi proibitivi. Di buoni propositi il ministro ne ha parecchi, spero mantenga le promesse e le metta in opera soprattutto, tipo le residenze per artisti nazionali e internazionali, alle quali mi piacerebbe partecipare ovviamente. L’arte è una grande risorsa per l’umanità, educa al bello, a riflettere, all’eleganza e all’empatia. Dostoevskij, già nell’Ottocento, scrisse a chiare lettere: “La bellezza salverà il mondo”. Questo è ora dimostrato, non è più un concetto astratto, ma affonda le sue radici nel cervello, in particolare nell’area specializzata nell’elaborare le emozioni. Osservando un’opera d’arte, vengono infatti coinvolte delle are del cervello che servono nell’elaborazione delle emozioni, si attivano le regioni neurali e i mediatori neurochimici che ci permettono di provare piacere, dando luogo al fenomeno denominato Grande Bellezza. La bellezza sviluppa anche la produzione  endorfine che tengono  sotto controllo il dolore provocando uno stato di benessere generale. Ecco l’importanza dell’arte in generale, degli artisti e delle loro opere.

L’errore più evidente nel gestire l’Arte?

Dare spazio soltanto ad artisti storicizzati e rendere il mercato inaccessibile a tanti bravi artisti. Tenere chiusi i musei e luoghi culturali in genere nei giorni festivi, quando la maggior parte delle persone sono libere in genere dagli impegni lavorativi. l’ingresso dovrebbe poi essere ridotto in quanto l’arte deve essere accessibile a tutti, l’arte e’ patrimonio collettivo, dell’umanità’ e deve essere facilmente fruibile.

Prossima fermata?

A fine anno ho in programma una fiera D’Arte a Padova, qualche collettiva tra Ravenna e Milano e ad Agosto, a una personale a Torre delle Palme (AP) in pieno centro.