Abbiamo più immagini o emozioni? O meglio dopo averle ammirate negli scatti di Giorgia Cappa abbiamo abbastanza immagini per esprimere ogni emozione? Belle lo sono di natura, bellissime lo sono diventate ancor di più sotto la regia di Giorgia (Cappa), Designer, Fotografa e Art Director che le ha immortalate per rappresentare 𝓟𝓲𝓪𝔃𝔃𝓪𝓒𝓪𝓻𝓵𝓸𝓐𝓵𝓫𝓮𝓻𝓽𝓸_𝓜𝓸𝓭𝓪, azienda già raccontata nell’intervista precedente. La bellezza delle simmetrie di Annabelle, Elena e Elisa sta nei loro punti di rottura e questo ha suscitato in noi il desiderio per questo racconto.

Un passo indietro
Annabelle, ha 31 anni, italo-boliviana, cresciuta in un misto di culture italiane e latine. E’ una barista (un mondo che l’appassiona, infatti spera riuscire ad aprire il suo locale a breve), il mondo della moda è il suo sogno nel cassetto soprattutto perché ha studiato make-up professionale. Svolge al momento l’attività di “modella” per hobby: è una persona molto solare, estroversa, creativa e anche ambiziosa.
Elena, ha 25 anni e vive a Dogliani, un paesino nelle preziose Langhe, Piemonte. Nella vita svolge la professione di insegnante alla scuola primaria, lavoro che ama e che ha sempre desiderato fare. “Penso sia proprio nelle mie corde stare a contatto con i bambini, insegnargli con tanto affetto e trasmettergli valori importanti negli anni fondamentali di crescita e formazione della persona. Oltre al lavoro, sono insegnante di atletica di un gruppo di bambini della primaria. Nel tempo libero adoro fare da balia ai gattini rimasti orfani, sono i miei animali preferiti in assoluto”.
Elisa, ha 19 anni e frequenta la facoltà di Lettere, che le permette di approfondire la passione per la cultura, la comunicazione e le relazioni umane. “Sono una persona socievole, aperta e dinamica. Mi piace stare a contatto con le persone, scoprire nuove realtà e mettermi in gioco. Mi contraddistinguono curiosità, creatività e spirito di iniziativa”.
La bellezza delle simmetrie sta nei loro punti di rottura. Se l’ispirazione può presentarsi sotto ogni forma, e la passione è la nostra vita, allora queste tre modelle sono la causa scatenante del nostro battito cardiaco Quando Giorgia Cappa, Designer, Fotografa e Art Director le ha immortalate nei suoi scatti per rappresentare 𝓟𝓲𝓪𝔃𝔃𝓪𝓒𝓪𝓻𝓵𝓸𝓐𝓵𝓫𝓮𝓻𝓽𝓸_𝓜𝓸𝓭𝓪, chissà se le belle Annabelle, Elena e Elisa pensavano di ottenere tutti questi consensi al punto di meritarsi un racconto sulla moda dei sogni possibili: mai perdere la convinzione che quel sogno si realizzi e lavorare sodo per davvero. Visioni artistiche e che altro? La fiducia nel proprio talento è indispensabile tanto quanto la determinazione, lo spirito di sacrificio e…ovviamente la bellezza!

Ogni abito racconta una storia differente. Se non racconta nulla non è quello giusto da indossare per far comprendere chi sei. Le foto che vi immortalano ci dicono che il sensuale si sposa con un’atmosfera onirica da mondo delle fiabe, ma molto concreto. Una favola in cui eros ed eleganza sono separati ma in qualche modo tenuti insieme da queste creazioni di sartoria. Senza perdere l’allure felina di una sensualità che emerge e poi si nasconde, tendendo agguati. Svelteci il filo conduttore che vi unisce?
Annabelle – Il filo conduttore sono sempre loro, con le loro idee, Giorgia che in ogni scatto ci guida e ci mette a nostro agio. Riescono sempre a far trapassare la nostra identità con gli abiti, non li sento come un “costume” ma come qualcosa che io indosserei più che volentieri e mi rispecchia.
Elena – Credo sia l’autenticità. Ogni scelta, nel modo di vestire e di vivere, dovrebbe aiutare a raccontare chi siamo davvero, senza forzature. Quando ci troviamo in gruppo è proprio questo che riscontriamo: personalità completamente diverse, ma che si intrecciano bene per collaborare e trascorrere giornate di divertimento insieme.
Elisa – Il filo che ci unisce è uno solo: PiazzaCarloAlbertoModa. Francesca e Viviana sono due donne speciali che hanno reso possibile tutto questo, creando un legame autentico tra noi.

Nelle fotografie c’è tanto glamour: le protagoniste in passerella come a un appuntamento romantico che fa da specchio alla vita della gente normale… E’ una suggestione contro l’inquietudine che spesso ci avvolge?
Annabelle – La visione artistica è tutta merito delle meravigliose Franci e Vivi, io come modella casuale mi immergo un po’ in ciò che loro vorrebbero trasmettere, o almeno ci provo. Con ogni capo che indosso mi sento sempre bellissima e a mio agio.
Elena – Sì, in parte. La bellezza e l’eleganza possono diventare uno spazio rassicurante, un modo per ritrovare leggerezza e armonia anche nei momenti più complessi.
Elisa – Durante una sfilata o uno shooting si crea spesso un’atmosfera quasi da film, fatta di eleganza, emozioni e sogni. Secondo me però non è solo apparenza o evasione: il glamour riesce anche a raccontare emozioni vere, in cui le persone possono ritrovarsi.
Colpisce la femminilità romantica e i dettagli che incuriosiscono gli uomini: inusuali sovrapposizioni e quei bellissimi contrasti di colore… Diremmo accessori fondamentali per portare a spasso lo spettatore. Una trovata geniale: si capisce subito che dietro c’è la creatività di un certo spessore. A voi che emozioni ha trasmesso?
Annabelle – A me sicuramente mi ha trasmesso tanta felicità, come ho detto prima loro scelgono le modelle in base agli abiti che possano rispecchiare le loro personalità, io ero molto contenta ed emozionata, perché mi rispecchiava tantissimo quell’abito.
Elena – Mi hanno trasmesso curiosità e libertà creativa. Mi piace quando un abito riesce a sorprendere senza perdere equilibrio e personalità.
Elisa – Ci ha trasmesso soprattutto libertà e voglia di giocare con la moda, come se ogni dettaglio raccontasse qualcosa di diverso di noi. C’era un bellissimo equilibrio tra eleganza e spontaneità, tra romanticismo e carattere. La cosa più bella è che non ci siamo sentite semplicemente in posa, ma parte di una storia vera. Ed è proprio questo che rende uno shooting qualcosa che emoziona anche chi lo guarda.

Gli abiti cambiano con la giornata da affrontare. Un gesto basta per adattare collane, bracciali e orecchini a come ti senti e a quanto vuoi farti notare. Sempre lo stesso gioiello… Che cosa vi suggerisce la parola identità? E, poi, parlando di icone quale indumento 𝓟𝓲𝓪𝔃𝔃𝓪𝓒𝓪𝓻𝓵𝓸𝓐𝓵𝓫𝓮𝓻𝓽𝓸_𝓜𝓸𝓭𝓪 non dovrebbe mai mancare dal vostro armadio e perché?
Annabelle – Con loro ho imparato di più sul mio stile, abbracciando abiti che in passato non avrei pensato. il mio must è decisamente un abito marrone che abbino sia in epoca di freddo che questa più calorosa.
Elena – Per me identità significa sentirsi a proprio agio con ciò che si è. Nel guardaroba non dovrebbe mai mancare un capo semplice ma versatile, come un paio di jeans che, a seconda dell’evento, possono dare quel tocco in più al look.
Elisa – La parola identità va oltre l’aspetto esteriore: è il modo in cui scegliamo di raccontarci ogni giorno, anche nei piccoli dettagli. Nel nostro armadio non dovrebbe mai mancare un blazer. È un capo intramontabile, capace di essere elegante, deciso o sensuale a seconda di come lo si indossa.

Di un profumo ci piace l’emozione che trasmette. Ti rappresenta ma invita anche chi ti è accanto a capire chi sei: quale fragranza svela la vostra femminilità?
Annabelle – Personalmente adoro le fragranze dolci, forti ma anche con un tocco di freschezza; ho diversi profumi che mi identificano, ma quello che adesso tornerà sulla mia pelle è “Smeraldo” di Acqua dell’Elba, un profumo che mi riporta all’estate e a quella meravigliosa isola.
Elena – Preferisco profumi delicati e luminosi, che trasmettano serenità ed eleganza più che attirare attenzione.
Elisa – La mia femminilità ha il profumo della dolcezza ma anche del carattere. La fragranza che mi rappresenta di più è Lancôme La Vie Est Belle: elegante, intensa e avvolgente. La vaniglia lascia una scia calda e femminile, mentre le note floreali la rendono luminosa e delicata. È uno di quei profumi che rimangono nella memoria.
Da lupo solitario, non seguo le regole della moda. Seguo il ritmo della mia libertà. Le cinque priorità per percorrere questa strada? Come donne cosa vi affascina in quello che indossate?
Annabelle – Come priorità per me c’è sempre rispettare il mio stile personale, che può variare dalla giornata o dall’umore, ma rimane sempre caratteristico. Non mi definisco minimal ma cerco di osare, di spiccare in qualche modo in un mondo dove tutto inizia a vedersi monotono. Per questo Piazza Carlo Alberto Moda mi rappresenta perché propone diversità e stile; mostra come le cose si possono migliorare con autenticità, e questo lo trovo affascinante perché imparo sempre qualcosa di nuovo.
Elena – Leggerezza, equilibrio, rispetto di sé, creatività e serenità. Non a caso, una delle frasi che più apprezzo come motto di vita è: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto senza avere macigni sul cuore”. Nell’abbigliamento, spesso mi affascinano i look che senza essere troppo appariscenti o scoperti, riescono ad esaltare la mia eleganza e la raffinatezza.
Elisa – Più che seguire le regole, ci piace usare la moda per esprimere davvero chi siamo. Le cose più importanti per noi sono libertà, personalità e carattere. In ciò che indossiamo cerchiamo sempre un’emozione, qualcosa che ci faccia sentire sicure, femminili e spontanee. Perché lo stile più bello è quello che riesce a raccontarti senza cambiarti.

Mi ha sempre affascinato la coesistenza di tante anime, spesso diverse, nelle donne. In modo particolare quando le manifestate con orgoglio. In voi quante anime convivono?
Annabelle – Decisamente tante, c’è quella più romantica e quella più rock, quella più easy che predilige la comodità. Penso che dobbiamo abbracciarle questo nostro lato cosi diverso, perché racconta chi siamo e quello che possiamo trasmettere con un semplice abito che ci può cambiare la giornata.
Elena – Molte: quella più razionale, quella sognatrice, quella curiosa e quella che cerca sempre di crescere. Credo che siano proprio le sfumature a renderci unici.
Elisa – Dentro ogni donna convivono tante sfumature diverse, ed è proprio questo il bello. C’è la parte romantica e quella più forte e indipendente, quella fragile e quella piena di energia. A volte convivono in equilibrio, altre si alternano, ma tutte fanno parte di noi. La vera forza, secondo me, sta proprio nel non dover scegliere un solo modo di essere. Essere libere di mostrarci per quello che siamo, in tutte le nostre sfumature.

I sogni si avverano se solo lo desideriamo abbastanza: è una delle citazioni più famose di Peter Pan…che cosa è rimasto dei vostri sogni adolescenziali? Come eravate a quell’età?
Annabelle – Ho avuto la fortuna di aver avuto la possibilità di realizzare quasi tutti i miei sogni, e anche se sembra assurdo, posare come modella: un sogno nel cassetto che Franci e Vivi, con la loro boutique, mi hanno permesso di realizzare, mi hanno accolta nella mia diversità e quelle delle altre modelle, e io ne sarò sempre grata e contenta.
Elena – La voglia di aiutare gli altri. Per quanto riguarda le mie ambizioni, sono al momento soddisfatta. Non si smette comunque mai di ambire a qualcosa di più, da adolescenti si sogna senza limiti, e penso sia importante conservare almeno un po’ di quello slancio.
Elisa – A 19 anni i sogni non sono qualcosa da ricordare con nostalgia, ma qualcosa che sto vivendo e inseguendo ogni giorno. È un’età fatta di contrasti: da una parte c’è ancora la leggerezza dell’adolescenza, dall’altra inizi davvero a capire chi sei e chi vuoi diventare.
Noi scrittori proviamo sempre a far rivelare ai propri personaggi trame future o dettagli che il pudore convenzionale frena: se voi foste le protagoniste di un romanzo quale parte interpretereste e perché?
Annabelle – Penso che il mio romanzo sarebbe uno stile drammatico: una donna evidentemente incasinata che cerca di sopravvivere alla vita, non tanto come la ragazza della porta accanto, ma quella in cui il mondo circostante non conosce granché.
Elena – Probabilmente quella di una ragazza che osserva molto, ascolta e cerca di lasciare qualcosa di positivo nelle persone che incontra.
Elisa – Credo che sarei un personaggio solare e positivo, una persona capace di trasmettere energia bella agli altri. Ma anche un po’ enigmatica, perché non mi piace mostrare tutto subito: preferisco farmi scoprire poco alla volta.

C’è una battuta di Groucho Marx che a me piace molto: Preferisco leggere o vedere un film piuttosto che vivere. Nella vita non c’è una trama. E’ davvero così?
Annabelle – E’ cosi, la vita non è una linea dritta da percorrere, ma una serie di sbagli, cadute, risate e tanta goffaggine nel percorso.
Elena – Forse la trama non è già scritta. Siamo noi a darle forma attraverso le scelte, gli incontri e i cambiamenti che viviamo. L’attitudine che abbiamo ogni giorno da quando ci svegliamo è determinante per costruire la persona che vogliamo essere.
Elisa – È vero che la vita non segue una trama perfetta come nei film o nei romanzi, però siamo noi a darle significato mentre la viviamo. Da studentessa di Lettere tendo naturalmente a guardare il mondo come una storia fatta di dettagli, intrecci ed emozioni. I libri e il cinema mi affascinano perché raccontano l’esperienza umana, ma è nella vita reale che quelle storie nascono davvero. Forse la vita non ha una trama ordinata, ma è fatta di tante piccole storie che insieme la rendono unica.

Il lieto fine nella storia?
Annabelle – Il lieto fine? Io che raggiungo i miei obiettivi, avvero i miei sogni e continuo a fare ciò che amo.
Elena – Per me il vero lieto fine è arrivare a stare bene con sé stessi, potendosi godere del tempo di qualità con le persone che si amano e arricchendo il più possibile la vita di chi ci sta attorno.
Elisa – Il lieto fine, nella vita come nei libri, non è mai qualcosa di semplice o sicuro. Nei romanzi spesso tutto si sistema alla fine, mentre nella realtà le cose sono più complesse. Forse il vero lieto fine non è avere una vita perfetta, ma riuscire a capire che anche i momenti difficili ci hanno lasciato qualcosa di importante. E in questo senso, ogni storia può avere il suo finale bello, anche se diverso da quello delle favole.
