Prosegue e giunge a compimento nel mese di marzo la programmazione di Rossellini Spazio Jazz, rassegna che si conferma laboratorio culturale di riferimento per qualità artistica e ampiezza di orizzonti, capace di attraversare territori sonori che spaziano dalla rilettura colta dei grandi maestri alle nuove scritture del jazz italiano ed europeo. Oltre a rappresentare un contributo significativo al panorama culturale della capitale, Spazio Jazz svolge un ruolo decisivo nella formazione del pubblico, promuovendo una conoscenza più consapevole della storia e della complessità del linguaggio jazzistico. Rivolta a appassionate e appassionati, neofite e neofiti e giovani generazioni, la rassegna propone un’esperienza d’ascolto che valorizza il jazz come arte viva e spazio di dialogo interculturale.
La programmazione Rossellini Spazio Jazz si dispiega come un vero percorso narrativo sonoro attraverso alcune delle più significative traiettorie del jazz contemporaneo e delle musiche di confine, intrecciando grandi ensemble, progetti cameristici e performance solistiche in un calendario che si estende dal 20 gennaio al 28 marzo 2026. Dopo il primo appuntamento di gennaio, il 3 marzo si apre alle 19.30 con 7 Dances, dialogo musicale tra Eugenio Colombo e Roberto Bartoli, progetto che esplora la soglia sottile tra scrittura e improvvisazione, come se ogni brano abitasse una terra di nessuno sospesa tra magia e ignoto. La stessa sera, alle 21.00, il palco accoglie il Diafrik 4et, formazione guidata da Pasquale Iannarella insieme a Francesco Mascio, Marco Bruno e Shanti Colucci: un viaggio ritmico che riporta alla luce le radici africane dei linguaggi musicali contemporanei, dal jazz al soul, dal reggae alle sonorità latin.
Martedì 10 marzo alle 19.30 la scena si raccoglie nell’intimità del solo con Federico Casagrande, chitarrista capace di fondere contrappunto classico, improvvisazione jazz, suggestioni rock e aperture pop in un tessuto sonoro di grande finezza timbrica, amplificato dall’uso di effetti e preparazioni strumentali. Alle 21.00 segue Diario di un viaggiatore solitario, ideato dal sassofonista Marcello Allulli insieme all’Auditorium Parco della Musica: un racconto musicale di trentacinque anni di incontri, città e memorie, condiviso con Maria Letizia Gorga, voce narrante e interprete, e con Jacopo Ferrazza, in un equilibrio poetico tra suono acustico e loop elettronici.
Il 17 marzo alle 19.30 è la volta del solo di Marco Colonna, esplorazione lirica e sperimentale che attraversa memoria, folklore e improvvisazione come una liturgia musicale alla ricerca di verità interiori. Alle 21.00 il testimone passa ad Anda – Meraviglie e l’arte della fuga, concerto di Flo e Enrico Zanisi insieme a Joe Rehmer e Alessandro Paternesi: un itinerario musicale tra migrazioni, esili e racconti di viaggio, dove jazz, canto d’autore e tradizioni erranti dialogano in un mosaico di stili.
La rassegna culmina sabato 28 marzo alle 21.00 con Aria Open Project Tour 2026, produzione che vede protagonista Claudia Tellini accanto a Walter Paoli, Stefano Fariselli, Marco Micheli e al pianista e compositore Patrizio Fariselli. Il progetto celebra il cinquantesimo anniversario dell’album Arbeit Macht Frei degli Area, rileggendone integralmente le tracce con nuovi arrangiamenti e materiali inediti provenienti dalle esecuzioni dal vivo degli anni Settanta, sotto la cura tecnica dell’ingegnere del suono Andrea Pettinelli, con l’assistenza di Francesco Minotti e il mastering di Diego Pettinelli, oltre alla partecipazione vocale da Murmansk di Irina Rjabokon.
Nel suo insieme, la stagione si configura come una vera drammaturgia musicale: non una semplice successione di concerti, ma un itinerario di ascolto che attraversa estetiche, generazioni e geografie sonore, restituendo al pubblico l’esperienza del jazz come spazio vivo di ricerca, libertà e immaginazione.
