ALF PREMI CINEMA AL FEMMINILE: la scrittura al centro. In Italia solo un’autrice su quattro è donna

Torna a Milano ALF Premi Cinema, la manifestazione biennale dedicata alla scrittura cinematografica femminile. Curata da Aimara Garlaschelli e Gaia Guarducci – insieme a Luisa Comencini per le relazioni istituzionali e la formazione, Irene Magrelli per lo sviluppo editoriale dei contenuti e Clelia Arnò, responsabile comunicazione Instagram – l’iniziativa si conferma osservatorio privilegiato per valorizzare e promuovere il ruolo delle donne nel cinema, nell’audiovisivo e nella pubblicità. 

 

In questo contesto Maria Grazia Fanchi, direttrice Almed – Università Cattolica e Presidente della Fondazione Lombardia Film Commission – fa il punto sui dati nazionali; “La fase di scrittura nella vita di un’opera audiovisiva è un momento cruciale, da cui dipende molto del suo futuro e della sua capacità di essere significativa nel contesto sociale e storico. La presenza di un numero ancora limitato di sceneggiatrici nelle produzioni cinematografiche italiane (ad oggi si conta un’autrice su quattro, con una crescita media annua nell’ultimo decennio di +5% punti percentuali) restituisce uno scenario ancora profondamente segnato dallo squilibrio di genere. Alcuni segnali positivi vengono dalle professioniste di nazionalità non italiana impegnate in iniziative produttive nazionali. Sebbene si tratti di una presenza esigua, essa è percentualmente il doppio rispetto a quella rilevata tra i professionisti (delle sceneggiatrici coinvolte nella realizzazione di opere italiane nel 2023 l’11% non ha nazionalità italiana, rispetto al 7% degli sceneggiatori). Per provare a mitigare il divario in questo ruolo professionale, il Bando Sviluppo che Lombardia Film Commission ha inaugurato l’anno passato ha per questo introdotto premialità volte a sostenere e promuovere la presenza di autrici e di professioniste della scrittura nei progetti produttivi regionali e nazionali.”

Assume, dunque, un significato importante il programma ALF Premi Cinema durante il MFF. Il calendario ruota attorno alla cerimonia di assegnazione del Premio Donne Sceneggiatrici, che si svolgerà il 5 giugno alle 18:00 all’Anteo Palazzo del Cinema (Sala Excelsior) con un tributo a Margarethe von Trotta assieme ad Anna Foglietta, con la partecipazione di Nada e la conduzione di Mattia Carzaniga.

Nel corso della serata saranno presentati i lavori delle cinque finaliste, selezionate tra coloro che hanno partecipato al bando lanciato nel giugno 2025, che hanno beneficiato anche di un percorso formativo di tutoring della durata di tre mesi. Il premio è organizzato come un lungo percorso tra creatività, formazione e networking.
Contestualmente saranno assegnati altri due riconoscimenti di rilevanza internazionale: il Premio miglior film europeo al femminile, assegnato a una regista e alla sua casa di distribuzione italiana, e il Premio registe europee dell’ADV, che sarà consegnato da Stefania Siani (CEO e Chief Creative Officer di Serviceplan Italia, Presidente di ADCI Art Director’s Club Italiano e fondatrice del Premio Equal, per la parità di genere e l’inclusione nella pubblicità) alla miglior regista nell’industria pubblicitaria, ADV e formati digitali. Evento a ingresso libero su prenotazione. www.alfpremicinema.it

 

La celebrazione del talento e del lavoro di regista e sceneggiatrice di Margarethe von Trotta trova eco il 6 giugno alle 17:00 al cinema Cineteca Milano Arlecchino nell’incontro e successiva proiezione del film Rosa Luxemburg (1986). Ilaria Floreano (studiosa e scrittrice, traduttrice e saggista di storia del cinema, direttrice editoriale per Bietti) introdurrà la proiezione con Margarethe von Trotta e Felice Laudadio (giornalista, scrittore, sceneggiatore, produttore cinematografico).
Un’opportunità unica per vedere in sala questo film considerato introvabile in versione italiana e riproposto eccezionalmente in questa occasione. «La vicenda umana e politica di Rosa Luxemburg (Barbara Sukowa), dagli esordi come dirigente politico socialista al suo assassinio, nel 1919, per mano della polizia del governo socialdemocratico tedesco. La lotta politica, l’impegno contro la guerra, il carcere, i drammi personali della rivoluzionaria di origine polacca vengono descritti dalla regista con sincera partecipazione […]. Palma d’oro a Cannes (1986) per la Sukowa» (Mereghetti).