Situazione critica per i rifornimenti di carburante negli aeroporti di Linate/Milano, Bologna, Treviso e Venezia…. e ci sono altri aeroporti che cominciano a preoccuparsi, mentre altrettante criticità sono segnalate in varie parti d’Europa e del mondo.
La preoccupazione non è tanto per questi giorni ma per i prossimi mesi da maggio in poi, quando il traffico aereo sarà molto più intenso.
La guerra in Medio Oriente e Iran non dà segni di risoluzione, mentre non si conosce – al momento e al di là degli aspetti di propaganda politica – se la visita del nostro capo di governo in alcuni Paesi della penisola araba abbia dato risultati sul piano dei rifornimenti energetici.
Per gli utenti di questi servizi, soprattutto turisti, si pone la domanda su come farsi coinvolgere il meno possibile in questa situazione. Già si subiscono gli aumenti di ogni tipo in patria, vediamo se, e come, sia possibile non andarsi a cercare questi aumenti e difficoltà anche nei viaggi.
E’ il periodo in cui si comincia a pensare alle vacanze estive e, come viene spesso raccomandato da operatori del settore, prima si prenota meglio è. Per scelte ed economicità delle stesse.
Crediamo sia il momento di prendere in buona considerazione la mobilità turistica il meno possibile legata al trasporto aereo.
Due sono le valutazioni da fare:
1 – E’ proprio questo il momento in cui fare quel viaggio tanto desiderato e per il quale non si può fare a meno dell’aereo? Scartate per ovvi motivi le destinazioni delle zone in cui è in corso la guerra…. viaggi in Usa, Centro e Sud America, Africa subsahariana, Estremo Oriente, Oceania?
2 – Se le nostre destinazioni sono invece in Europa, Marocco, Algeria e Tunisia (altre destinazioni nordafricane non ce la sentiamo di considerarle sicure), siamo certi che si debba usare l’aereo? Sicuramente il volo fa risparmiare in tempo e denaro, anche perché l’alternativa del treno o della nave non è risparmiosa, ma è bene prendere atto della situazione in cui siamo e prevenire disservizi, aumenti dei costi e cancellazioni.
Per molti il viaggio “lontano” è “grandioso”, “eccezionale” nonché anche una sorta di status symbol da vantarsi coi bolli sul passaporto. Il viaggio “vicino” è spesso considerato un “soltanto”, “piccolo”, “appena”. Ma siamo sicuri che ciò valga anche in questo momento, per sicurezza e logistiche?
In attesa che chi ci governa, oltre che andare a trattare per il petrolio, si impegni maggiormente per rendere più economici ed attraenti altri mezzi di trasporto, magari anche favorendo le produzioni energetiche alternative e non boicottandole come viene fatto ora (in Italia quanto in Ue).
Ripensiamo la vacanza e il viaggio rispetto al contesto. Per questo chiediamoci se ciò che desideriamo richieda davvero un volo a lungo raggio (o tanti voli a corto raggio). Poniamoci questa domanda prima di decidere la destinazione, anche per la sostenibilità ecologica della stessa vacanza/viaggio.
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
