Narcotraffico. La ‘lotta’ di Trump

Il  prelievo del presidente venezuelano da parte degli Usa sarebbe la risposta di questo Paese al perdurare del narcotraffico guidato da Maduro. Dopo l’annientamento di diverse imbarcazioni e i loro equipaggi che, via Pacifico o Caraibi, presumibilmente trasportavano droghe per il mercato statunitense, sembra che “l’arresto” di Maduro sia atto dovuto e necessario per bloccare giudizialmente questo narcotraffico. Già le imbarcazioni fatte saltare in mare hanno lasciato una coda di problemi affrontati anche dalle istituzioni Usa (esecuzioni delle pene senza processo).

Le reazioni, in Usa e nel mondo, sembrano formali più che altro. Diversi fanno riferimento al  diritto internazionale, ma molti di questi diversi non avevano espresso altrettanta preoccupazione di violazione il 7 ottobre 2023 (Hamas-Israele) e il 22 febbraio 2022 (Russia-Ucraina). Altri si allineano a Trump o aspettano di vedere come va. Parlare di diritti, quindi, sembra più opportunismo che scienza e pratica della politica.  Siamo contenti di un dittatore in meno nel mondo. Ma il regime venezuelano è al momento intatto e attivo e Trump non sembra interessato a rapportarsi con l’opposizione venezuelana che sembra avesse vinto le ultime elezioni, truccate da Maduro, ma sembra interessato a trattare sul petrolio degli amici di Maduro. Aspettiamo che l’evoluzione dei fatti dia opportunità per capire e intervenire (chi, come, dove…).

La lotta di Trump al narcotraffico sembra prevedere il prelievo di Maduro per farlo condannare da tribunali Usa. Gli stessi tribunali che, quando hanno condannato definitivamente sempre per narcotraffico (1) un ex-presidente dell’Honduras, sono stati scavalcati da Trump che ha concesso la grazia a Hernandez, suo sodale politico.

E’ questa la lotta al narcotraffico?

 

1 – https://droghe.aduc.it/notizia/trump+concede+grazia+all+ex+presidente+honduregno_141781.php

 

Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc