INVECE DEL PONTE, Cittadini per lo sviluppo sostenibile dell’area dello Stretto di Messina

Preg.mo Sig. Sindaco,
l’associazione “Invece del ponte – cittadini per lo sviluppo sostenibile dell’area dello Stretto” aveva tempo addietro avanzato richiesta di partecipazione al tavolo tecnico cittadino sul ponte, da Lei istituito con lo scopo di valutare l’impatto dell’opera sulla città e predisporre ogni accorgimento per limitare i danni e massimizzare gli ipotetici benefici della stessa. Come allora chiarito, era (e rimane) nostro intendimento dialogare con l’Amministrazione al fine di contribuire alla tutela degli interessi della città e dei messinesi.

Con pec del 18 u.s. Ella ha ritenuto di non consentire la nostra partecipazione al tavolo tecnico. Ne abbiamo preso atto con rammarico, e Le ribadiamo che riteniamo questa chiusura un grave errore di natura politica, tecnica, istituzionale.

Politica, perché segnala indisponibilità al dialogo e distanza con la “città reale”, quella che (come ben saprà) guarda con crescente e consapevole preoccupazione all’incombenza dell’ipotesi “ponte”, consapevole che la sua realizzazione cingerebbe la città in un assedio mortale, strangolandone viabilità, vivibilità, qualità della vita per un tempo incredibilmente e inaccettabilmente lungo.

Tecnica, perché si priva della collaborazione spontanea di cittadini disinteressati e desiderosi di partecipare in maniera attiva, consapevole e competente alla costruzione e tutela del bene pubblico in città.

Istituzionale perché impoverisce il suo ruolo di rappresentante della città, riducendolo a mero recettore di scelte di governo del territorio, compiute sulla testa dei cittadini, in spregio a qualunque principio di partecipazione previsto per interventi che interessano in modo significativo il territorio.
Il DG del Comune di Messina ha recentemente affermato che la città è stata finora “seduta su una poltrona al cinema”, assistendo a un film di cui non è né sceneggiatore, né regista, né attore e, a oggi, nemmeno comparsa. Il contributo diretto dei cittadini l’avrebbe messa in grado di svolgere con maggiore consapevolezza e forza il suo ruolo di Sindaco nella conferenza dei servizi. Così, invece, dà l’impressione di agire come terminale del Governo (è la funzione istituzionale del Prefetto, non del Sindaco) o, peggio ancora, di una SpA (pur pubblica) quale la società Stretto di Messina, cui sta prestando il servizio di “facilitatore” per gli espropri e per la comunicazione, come ripetutamente indicato dall’AD della stessa Società, dott. Pietro Ciucci.
Col medesimo intento di collaborazione civica, alla vigilia dell’insediamento della Conferenza dei Servizi, riteniamo doveroso inviarLe l’evidenzia di una serie di incompletezze documentali, imprecisioni e carenze tecniche che rendono la documentazione progettuale in discussione nella stessa Conferenza non accoglibile come “Progetto Definitivo”. Sono evidenze di cui Ella non potrà non tener conto nell’esprimere la valutazione della città sull’opera, considerando anche che la qualificazione di tale complesso documentale come “Progetto Definitivo” sarebbe incompatibile con la normativa cui lo stesso soggiace, ossia il DPR 5 Ottobre 2010, n. 207 (la sua procedura è infatti iniziata in data antecedente all’entrata in vigore del nuovo “Codice degli Appalti” che, nelle norme transitorie, espressamente rinvia alle normative previgenti con riferimento ai progetti precedentemente avviati).
Circa le caratteristiche di un progetto definitivo, il citato DPR recita all’art. 24, c. 1: “Il progetto definitivo, redatto sulla base delle indicazioni del progetto preliminare approvato e di quanto emerso in sede di eventuale conferenza di servizi, contiene tutti gli elementi necessari ai fini dei necessari titoli abilitativi, dell’accertamento di conformità urbanistica o di altro atto equivalente; inoltre sviluppa gli elaborati grafici e descrittivi nonché i calcoli ad un livello di definizione tale che nella successiva progettazione esecutiva non si abbiano significative differenze tecniche e di costo”. Ora, la documentazione di progetto consegnata dalla Società Stretto di Messina SpA presenta carenze documentali e di contenuti tecnici sostanziali (oltre che formali) tali da non consentire di affermare che “gli elaborati grafici e descrittivi, nonché i calcoli” siano resi “ad un livello di definizione tale” da non comportare “significative differenze tecniche e di costo” “nella successiva progettazione esecutiva”, né risulta possibile valutarne la sua reale utilità pubblica e sociale. Non risponde infatti ai criteri sopradetti un progetto che rinvia alla fase esecutiva: i) studi e approfondimenti che hanno oggettivo carattere propedeutico; ii) definizione certa dei materiali di costruzione e di elementi fondamentali per la sicurezza e l’affidabilità dell’opera, ovvero un progetto che risulti tecnicamente e metodologicamente inadeguato per la verifica della sua utilità pubblica.
Qualora venisse approvato come “definitivo” un progetto che non risponde alle caratteristiche di completezza e definizione indicate dalla norma che lo regola, si incorrerebbe in una importante violazione di legge. E La informiamo in proposito che, a tutela dell’interesse collettivo, i cittadini vigileranno sulla piena regolarità della procedura, riservandosi di agire in ogni sede legittima nel caso in cui dovessero riscontrare comportamenti o atti posti in essere in violazione alla legge.
Nello spirito e per le finalità indicate in quanto precede, affinché possa tenerne debito conto, la nostra associazione Le segnala alcuni seri vizi documentali che fanno riferimento tanto alla valutazione di utilità pubblica dell’opera quanto al suo contenuto progettuale. Tali vizi dovrebbero a nostro avviso condurre al rigetto del progetto proposto, non potendone consentire l’approvazione con la qualificazione di “progetto definitivo”.