Informazione elettorale. L’esempio francese

Il giorno dopo il dibattito fra i due candidati alla presidenza della Repubblica francese…

Senza entrare nel merito delle argomentazioni di Emmanuel Macron e Marine le Pen, ci preme fare una valutazione come utenti del servizio di informazione pubblica reso dalla tv pubblica francese. Nelle quasi tre ore di confronto, indipendentemente dal fatto che – da non-elettori francesi – alcune argomentazioni (nazionali) le conoscevamo in modo non approfondito, il format impostato e seguito (da giornalisti e conferenzieri) ci ha fatto entrare e comprendere le dinamiche e i temi del voto del prossimo 24 aprile.

L’introduzione dei candidati per presentarsi: un “succo” di slogan più o meno discorsivi per proporre quello che poi sarebbe stato approfondito.

La divisione del dibattito in argomenti:

– Potere d’acquisto, con focus sui prezzi dell’energia.

– Russia/Ucraina: il “putinismo” e i finanziamenti del partito di Le Pen. Sostegno alla resistenza ucraina.

– Europa/Ue: dentro o fuori (Europa delle nazioni, come chiamata da Le Pen).

– Sociale: pensioni essenzialmente; bilancio economico del quinquennio; disoccupazione; salute.

– Ambiente, scelte energetiche.

– Scuola.

– Sicurezza.

– Laicità: essenzialmente sulla proposta di Le Pen di vietare il velo islamico in tutti i luoghi pubblici *.

– Istituzioni: revisione costituzionale, partecipazione democratica, referendum.

La conclusione in cui entrambi hanno tirato le somme del confronto **.

 

I tempi contingentati per entrambi sono stati rispettati grazie ai conferenzieri e alla conduzione giornalistica. Le interruzioni reciproche, in genere fastidiose ma ben gestite dai moderatori, sono state occasione di maggiore approfondimento degli argomenti.

 

Quasi tre ore di dibattito con la chiara visione e spiegazione di due modi diversi e alternativi di governare il Paese che oggi ha il turno di presidenza al Consiglio d’Europa.

 

A nostro avviso un modello da prendere in considerazione per un servizio pubblico di informazione che miri a rendere edotti gli utenti del servizio. Modello che, purtroppo, in Italia, tende più  soddisfare gli equilibri dei partiti che guidano il servizio pubblico piuttosto che l’utenza.

* Macron: Madame Le Pen, je suis en train de vous dire que la France, patrie des Lumières, de l’universel, serait le premier pays au monde à interdire les signes religieux dans l’espace public.

** anche se Le Pen ha letto un testo già predisposto….

François-Marie Arouet – Aduc