In occasione dell’inizio della settimana santa della religione cattolica, nonostante la vivacità degli strascichi del referendum giustizia, l’Italia ha ritrovato la propria unità, politica e mediatica. La polizia israeliana (non l’esercito come dicono anche i tg della Rai) ha bloccato il cardinale Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, che voleva entrare nel Santo Sepolcro per celebrare messa, nonostante le funzioni di tutte le religioni erano sospese per via dei bombardamenti iraniani, nella vecchia città dove i rifugi antiaerei spesso non ci sono. Ora il cardinale si sta accordando con la polizia per garantire le proprie funzioni e quelle della sicurezza (perché non lo ha fatto prima, visto che sapeva delle sospensioni?).
Tutta la politica italiana, sostenitori o meno di Israele, si è indignata. Fino al capo del governo che ha parlato di violazione della libertà religiosa. Il ministro degli Esteri ha anche convocato l’ambasciatore israeliano, forse dimenticando di essere lui il ministro italiano e non dello Stato del Vaticano. Confusione o atto istintivo? Nessuno ce lo dirà mai. Ma un atto istituzionale del Paese con la “più bella Costituzione al mondo”, quella che contiene (art.7) al proprio interno i Patti Lateranensi.
Ci dicono che di fronte alla morte siamo tutti uguali, anche quando si tratta di ricordare i propri morti, santificati o meno che siano da religioni o ideologie. Proprio oggi, mentre le istituzioni italiane si indignavano per quanto accaduto a Gerusalemme, la polizia faceva il contrario impedendo ad alcuni cosiddetti anarchici di porre fiori presso un casolare a Roma dove due loro compagni erano morti, arrestandone anche un centinaio solo perché erano lì coi fiori in mano. Certo, le circostanze sono molto diverse. I cosiddetti anarchici qualcuno li vorrebbe anche etichettare per legge come terroristi, mentre i preti di Gerusalemme sono gli stessi che abbiamo nelle scuole pubbliche e in Costituzione. I morti, quindi, non sono tutti uguali. E l’Italia è unita.
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
