Affitti temporanei e distruzione delle città. Urge il metodo New York

Gli affitti immobiliari temporanei, turistici di pochi giorni, sono diventati uno dei mggiori problemi delle città. I cosiddetti Airbnb hanno trasformato i centri storici in Disneylands dove, col contorno di quel che resta di ogni specifica storia architettonica e museale, i turisti vanno per incontrare altri turisti e commercianti. I residenti di questi centri sono quasi spariti spostandosi in periferia o provincia.

Chi affitta in questi termini, proprietari e non solo, hanno convenienza economica che non ha paragoni col più o meno mercato tradizionale degli affitti.

La questione è mondiale. Nel nostro Paese per – dicono – mitigare l’aspetto devastante del fenomeno c’è una recente legge che obbliga ad un minimo di 2 giorni di affitto. Praticamente il governo e il legislatore si sono tirati fuori.

In questi giorni di ripopolazione delle città dopo gli esodi estivi, il problema esplode. Gli studenti delle città universitarie che avevano evidenziato la mancanza di affitti a prezzi abbordabili, dopo clamore mediatico e promesse di ogni tipo, sono punto e a capo.

Ci focalizziamo su una media città. Firenze. Il Sindaco, per gli studenti da un verso, e per il problema più in generale, si è speso mediaticamente per una “soluzione ambiziosa”. Tutti l’aspettano. Nel frattempo la vita continua e corrode quel poco che non era ancora stato corroso:

– mercato affitti, studentesco e tradizionale, a prezzi altissimi (quando si  trova qualcosa);

– sono in arrivo un paio di migliaia di nuovi insegnanti… e nessuno sa dove e come farli alloggiare;

– il Sindaco dice di volersi spendere per la cosiddetta area Unesco (centro storico antico), ma il problema, complice l’efficienza della tramvia, è dilagato a tutta la città e all’area metropolitana;

– in questi giorni sono stati scoperti una serie di miniappartamenti illegali ricavati da appartamenti grandi… questi quelli scoperti….

Siamo al punto che “tanto tuonò che non piovve”.

Occorre evitare il consolidamento economico irreversibile di proprietari e imprenditori dell’Airbnb, e relativo indotto.

Il metodo potrebbe essere quello che chiameremo “New York”, città in cui l’amministrazione ha vietato gli affitti inferiori ai 30 giorni, ed ha già vinto le cause intentate dai contrari (1). Soluzione radicale per una città che ha quasi perso le proprie radici umane. E rilanciare così un turismo dove i visitatori possano incontrare una città di viventi.

Difficile? Ora siamo al bla bla. Per molti, soprattutto istituzionali, il “bla bla” è metodo politico per non cambiare nulla. Applicato il metodo New York (immaginiamo ricorsi e contro ricorsi), ci saranno evidenti risvolti… ma confrontiamoci e discutiamo mentre, nel frattempo è stata bloccata la degenerazione della situazione. Non è meglio? Chi si spende per questo metodo?

Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc

 

 

1 – https://www.aduc.it/notizia/new+york+vieta+affitti+appartamenti+meno+30+giorni_139729.php