Un romanzo, una causa: “I miei umani difettosi” di Elly Bennet e la battaglia contro la vivisezione e lo sfruttamento degli animali

A un anno esatto dall’uscita in libreria di “I miei umani difettosi”, il nuovo romanzo di Elly Bennet pubblicato da Accornero Edizioni continua a far parlare di sé non solo per la sua storia, ma anche per il forte impegno civile che lo accompagna.

Il libro si distingue infatti per la sensibilità con cui affronta il tema della difesa degli animali, un messaggio che l’autrice ha scelto di trasformare anche in un gesto concreto: parte dei proventi derivanti dalle vendite sarà devoluta all’associazione LEAL – Lega Antivivisezionista, impegnata da anni nella battaglia per l’abolizione della vivisezione e per la promozione di metodi scientifici alternativi che non utilizzino il modello animale, più etici e anche più sicuri per la ricerca.

Blanca nasce in un piccolo nido accanto alla sua mamma e ai fratelli, ignara di ciò che la vita ha in serbo per lei. Bastano poche settimane perché il suo mondo venga stravolto. Dietro le pareti di una teca, osserva mani enormi che decidono il destino suo e di tanti altri animali: alcuni diventeranno giocattoli temporanei, altri vittime di un destino ben più oscuro.

Blanca, però, è diversa. Ha uno spirito ribelle, un carattere forte e una determinazione che la porta a non arrendersi mai. Quando finalmente incontra degli umani apparentemente diversi dagli altri, capaci di offrirle affetto invece che prigionia, la sua diffidenza le impedisce di credere davvero nella loro bontà. Ma questi umani sembrano… difettosi. Diversi dagli altri.

“Ho iniziato a scrivere questo libro quando ancora non avevo le idee ben chiare su cosa volessi trattare come tematica. Desideravo sicuramente parlare di animali, ma non sapevo in quale modo, di romanzi in giro sull’argomento ne esistono moltissimi e sono tutti bellissimi, ma di solito si parla di cani o gatti e io volevo scrivere, invece, di un animale meno convenzionale, per così dire – ha dichiarato l’autrice.

In quel periodo faceva parte della mia vita una cricetina di nome Blanca, ed è stata lei che alla fine mi ha ispirata. Purtroppo quando ho iniziato a stendere i primi capitoli è venuta a mancare e pensavo che non sarei riuscita a portare a termine questo romanzo, invece è come se mi avesse trasmesso quell’ispirazione che mi mancava.

Ho deciso così di raccontare lo sfruttamento di animali di ogni genere e tipo da parte dell’uomo, nei laboratori, ma anche nei parchi di divertimento, nell’industria della moda e dell’alimentazione, persino negli allevamenti di animali da affezione.

Questa storia non nasce con l’intento di essere una critica, né tanto meno vuole giudicare, semplicemente nasce dal bisogno di far riflettere e informare il lettore su determinate tematiche, che io personalmente reputo importanti.

Il messaggio che vorrei arrivasse è che siamo tutte creature viventi e come tali tutte quante proviamo sentimenti ed emozioni: credo fermamente che ogni essere vivente su questo pianeta non debba soffrire per mano di qualcun altro”.

“Elly Bennet ha raccontato una storia di nicchia, e proprio per questo preziosa. Siamo abituati alle vicende di cani o gatti coraggiosi; qui invece abbiamo un esserino minuscolo di nome Blanca che ci apre le porte del suo mondo e ci costringe, con delicatezza, a cambiare prospettiva – ha dichiarato la casa editrice.

Questo libro ci mette a nudo. Ci fa riflettere sulle scelte che compiamo ogni giorno, spesso senza pensarci, e ci fa conoscere una realtà di cui si parla troppo poco: lo sfruttamento di piccoli animali come Blanca per testare cosmetici e farmaci.

Conosco del resto Elly da diversi anni. Ho creduto in lei quando ho pubblicato ‘Che casino noi donne’ e, poco dopo, ‘Questa vita non è la mia’. La sua scrittura ha la capacità di portare la nostra attenzione su argomenti importanti. Socrate diceva ‘so di non sapere’, credo che questo libro ci inviti proprio a questo: a riconoscere che esistono altri mondi, sofferenze e punti di vista da conoscere, per diventare persone migliori”.

In un racconto emozionante e a tratti ironico, Blanca ci accompagna in un viaggio che esplora il rapporto tra uomo e animale, mettendo a nudo le contraddizioni della nostra società.

“I miei umani difettosi” è una storia intensa e profonda, un inno alla libertà raccontato attraverso gli occhi di chi non ha voce. Sempre attraversato da un filo di speranza, è un romanzo capace di toccare il cuore e far nascere domande che restano dentro.