SALESIANI PER IL SOCIALE, IN UN’INDAGINE INEDITA LA VOCE DELLA GEN Z: TRA GUERRE E CAROVITA, GLI ADULTI NON SONO GUIDE E IL FUTURO FA PAURA

Una Gen Z in bilico tra il desiderio di costruire il proprio futuro e una vulnerabilità emotiva diffusa, con una visione disincantata degli adulti, non percepiti come guide di riferimento, ma con uno sguardo lucido sul mondo. È la fotografia scattata da Salesiani per il sociale, rete associativa impegnata nella tutela e nella protezione di minori e giovani. L’indagine, condotta da AstraRicerche su un campione di quasi 1100 ragazzi tra i 14 e i 20 anni, offre un ritratto ricco e sfaccettato della prima parte della Gen Z italiana: se da un lato solo un po’ più della metà del campione si sente soddisfatto di sé come persona (55,6%), 1 su 2 (50,5%) si sente stressato e sotto pressione, un sentimento più marcato tra le femmine (58% vs il 43% dei maschi) e tra chi vive in famiglie con difficoltà economiche (59%).

Da oltre trent’anni, Salesiani per il sociale opera proprio nei contesti in cui i giovani sono più esposti al rischio di marginalità: per continuare in maniera sempre più incisiva in questa direzione, dal 19 gennaio al 1° febbraio 2026, Salesiani per il sociale promuove la Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non lasciamo al buio i bambini più fragili”: tutti possono donare chiamando da rete fissa o inviando un SMS al numero solidale 45598.

Ma che cosa preoccupa di più i giovani italiani? Soprattutto il costo della vita (48,8%) e la stagnazione dei guadagni dei lavoratori (38,5%). Le guerre (40,8%) sono percepite come una minaccia immediata, superando le preoccupazioni ambientali e la questione di genere. Paure che in qualche modo si riflettono sull’equilibrio emotivo: se il 60,9% degli intervistati dichiara una buona salute fisica, la percezione crolla al 42,2% quando si parla di salute mentale, con un altro 42,2% che la giudica solo sufficiente o appena discreta e un 15,5% che la definisce insufficiente o persino pessima. I dati dell’indagine si riflettono nella crescente richiesta di supporto psicologico rilevata dalla rete Salesiani per il sociale, specialmente nelle Case Famiglia: le équipe multidisciplinari, composte da educatori e psicologi, garantiscono una presenza continua, 24 ore su 24, offrendo ascolto, stabilità e punti di riferimento.

Guardando al futuro, la maggioranza dei ragazzi prevedere di avere un lavoro stabile tra 10 anni (64,7%), ma solo il 50,2% valuta gli adulti (famiglia, insegnanti, educatori) come un aiuto concreto nelle proprie scelte e nel raggiungimento dei propri obiettivi. Insomma, gli adulti non sempre sono percepiti come guide efficaci per il futuro. Proprio per accorciare queste distanze, la Campagna “Non lasciamo al buio i bambini più fragili” intende sostenere i tre pilastri di Salesiani per il Sociale – educazione, accoglienza e supporto nello studio e nell’ingresso nel mondo del lavoro – affinché i bambini fragili di oggi possano diventare gli adulti forti di domani grazie ad opportunità e relazioni positive, che li aiutino a crescere con fiducia e resilienza.

«I risultati della ricerca confermano ciò che osserviamo quotidianamente nei territori più fragili – sottolinea don Francesco Preite, presidente di Salesiani per il sociale – Molti ragazzi, soprattutto quelli che vivono situazioni di disagio familiare, sociale o economico, affrontano pressioni e incertezze che incidono profondamente sul loro percorso di crescita. Per loro, l’accesso a servizi educativi, spazi protetti e relazioni qualificanti non è un supporto accessorio, ma una necessità. Investire nella cura e nel sostegno dei bambini e degli adolescenti oggi significa costruire adulti più consapevoli, resilienti e capaci di contribuire positivamente alla società di domani. Il nostro impegno è garantire interventi professionali e continui che li aiutino a ritrovare stabilità, fiducia e prospettive concrete per il futuro».

Ogni anno, Salesiani per il sociale raggiunge oltre 100mila beneficiari, offrendo protezione e supporto attraverso una rete attiva in più di 600 realtà territoriali in tutta Italia, con 97 servizi socioeducativi, tra cui 33 Case famiglia e 45 Centri diurni. I bambini e i ragazzi trovano in questi luoghi protezione, calore familiare e figure educative che li aiutano a crescere in un ambiente sicuro, sano e stimolante. Attraverso progetti mirati, la rete associativa Salesiani per il sociale contrasta la povertà educativa e tutela i minori vulnerabili, assicurando loro opportunità di sviluppo e un futuro migliore.